Lo spettacolo del recupero

Il "Jellyfish Theatre" (etsrphotography.co.uk), ovvero la proposta di uno spazio  temporaneo per rappresentazioni, realizzato al centro della capitale inglese con materiali di risulta e componenti donati da imprese del settore edilizio: l'iniziativa - quasi una provocazione a "pochi passi dal cantiere dell'atteso edificio più alto d'Europa, The Shard" (building.co.uk) - ha coinvolto un nutrito gruppo di volontari nell'ambito del progetto teatrale Oikos, "combinazione sui generis di arte creata dal pubblico, architettura e spettacolo, che valuta come una nuova società sostenibile possa progredire in un mondo alterato dai cambiamenti climatici" (oikosproject.com).

La struttura da 120 posti (guardian.co.uk), portata a termine il 25 agosto (etsrphotography.co.uk) nel distretto di Southwark, si basa su uno schema elaborato da Folke Köbberling e Martin Kaltwasser, attivi tra Berlino e Los Angeles (folkekoebberling.de) con architetture, installazioni e ricerche sperimentali incentrate sul recupero delle risorse e la riduzione delle emissioni.

L'auditorium deriva da "un assemblaggio irregolare e dalla sovrapposizione di rivestimenti di pannelli di fibra a media densità, residui di truciolato, cartelloni di compensato grezzo e pannelli scenografici verniciati. La facciata curva è ripartita in fasce che seguono un andamento quasi orizzontale, mentre sul retro si trovano tentacoli di medusa [in inglese jellyfish, ndr] fatti con pallet di legno e assi seghettate" (building.co.uk).

La costruzione, che ha comunque richiesto alcuni aggiustamenti per garantire la risposta statica e la sicurezza antincendio, si è svolta nell'arco di nove settimane, con l'impiego di 800 pallet e 750 metri quadrati di compensato (guardian.co.uk).

L'opera sarà smontata dopo il 9 ottobre (etsrphotography.co.uk).

Immagini del Jellyfish Theatre (da etsrphotography.co.uk)

Altre immagini (da oikosproject.com)

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