La qualità dell'architettura: una legge di iniziativa popolare

Riconquistare il ruolo sociale dell'architetto, perseguire la qualità del costruire, portare la città ed il patrimonio paesaggistico all'attenzione della politica sono azioni di cui da tempo si discute ma che hanno trovato scarsa attuazione nel nostro territorio. Più volte si è cercato di mettere a punto una legge sulla qualità dell'architettura e, nonostante si sia arrivati due volte alla sua definizione, le iniziative non hanno mai trovato conclusione e dunque attuazione.

Oggi un tentativo in questa direzione proviene da "Progetti e Concorsi" de Il Sole 24 ore che ha elaborato una legge di iniziativa popolare sulla qualità dell'architettura che propone delle modifiche al Codice degli appalti al fine di "promuovere un mercato vero, fatto di concorrenza e attenzione alla qualità del progetto […] innovare e innalzare la qualità delle realizzazioni, facendo largo ai giovani e piccoli studi".

Attualmente abbiamo solo - se si escludono le iniziative regionali - una risoluzione del Consiglio dell'Unione Europea (ris.12/02/2001) che, riconoscendo nell'architettura "un elemento fondamentale della storia, della cultura e del quadro di vita di ciascuno dei nostri paesi", incoraggia gli stati membri ad intensificare le azioni volte alla promozione della progettazione architettonica ed urbanistica ed alla sensibilizzazione di committenti e cittadini.

Un approccio di natura indicativa a cui dopo alcuni anni hanno fatto seguito i disegni di legge citati dai contenuti sicuramente di rilievo per la tematica trattata e volti a diffondere una cultura della qualità ma poco incisivi nel cambiare radicalmente le "regole del gioco".

Aggiornamento del 16.03.2011
Si moltiplicano i consensi per l'iniziativa
. Con un documento firmato il 4 marzo ed inviato al coordinatore editoriale di Progetti e Concorsi: Giorgio Santilli, numerosi Ordini degli Architetti manifestano il loro apprezzamento, dimostrandosi disposti ad una sostegno attivo per dare rilievo alla questione. (www.ordine.architettiroma.it/notizie).

Aggiornamento del 29 luglio 2011.
Qualità dell'architettura, la legge di iniziativa popolare approda in Parlamento. La proposta di legge popolare per l'architettura, promossa dal settimanale "Progetti e Concorsi" del Gruppo 24 Ore, approda in Parlamento. Già discussa alla Camera è ora un progetto di legge che inizia il suo iter ufficiale.

 Le proposte della  legge ad iniziativa popolare intendono cambiare le regole, basandosi su 5 idee principali:

1. Affidare la progettazione ai professionisti

La progettazione non deve essere affidata alla pubblica amministrazione - cui spetta il solo compito di programmare e vigilare - né all'impresa. Nello specifico si propone di porre un freno all'appalto integrato, abolendo la possibilità di svolgere una gara sulla base del solo preliminare, e limitando la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori sulla scorta del progetto definitivo a pochi casi: lavori di importo inferiore a 500mila o superiore a 20 milioni di euro, opere in cui la componente impiantistica incida per più del 60% del valore complessivo e lavori di restauro o di scavo archeologico.

2. Riduzione delle trattative private

Si propone di vietarle per importi superiori ai 40mila euro. Lo scopo è limitare l'affidamento di incarichi di progettazione tramite rapporto fiduciario tra professionista e amministrazione per porre un freno ad una pratica molto diffusa ed in crescita come evidenziato dai dati Cresme che - elaborati per Progetti e Concorsi - indicano una situazione preoccupante: il 22,4% delle progettazioni viene affidata tramite trattativa privata.

3. Spazio ai concorsi e risalto al progetto

Il concorso di progettazione deve diventare la procedura principale da seguire per la realizzazione di opere pubbliche, così come avviene in Francia. I dati, infatti, pubblicati da Il Sole 24 ore rilevano la pubblicazione nella nazione d'oltralpe di 1466 concorsi annui contro i 193 italiani.

L'articolo 91, comma 5 del Codice diventerebbe: "Quando la prestazione riguardi la progettazione di lavori di rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo, nonché tecnologico le stazioni appaltanti applicano la procedura del concorso di progettazione o del concorso di idee. Ogni altra modalità di affidamento deve essere motivata e approvata dall'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici. Pena la nullità del bando".

4. Largo ai giovani

Viene proposta l'eliminazione della richiesta dei requisiti tecnico professionali per tutti i concorsi, compresi quelli a due gradi, generalizzandone l'accesso. I requisiti potrebbero essere accertati solo al momento dell'affidamento dell'incarico, dando la possibilità al vincitore che ne sia sprovvisto di raggiungerli associandosi con altri colleghi o studi, rimanendo, come capo-progetto, il responsabile nei confronti della stazione appaltante.

5. Cantieri certi

Per scongiurare il rischio che i progetti restino sulla carta si suggerisce di chiamare i funzionari responsabili a rispondere di danno erariale se al concorso non fa seguito la realizzazione dell'opera.

La proposta ha riscosso consensi. In un'intervista rilasciata al Sole 24 ore si è dichiarato favorevole l'arch. Renzo Piano, mentre l'Ordine degli Architetti PPC di Roma ha espresso - in una lettera pubblicata sul suo sito ed inviata al coordinatore editoriale Giorgio Santilli - il proprio apprezzamento per l'iniziativa proponendo anche di concordare un incontro per supportarne l'azione in maniera concreta.

di Mariagrazia Barletta architetto

 

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