Minimi tariffari, atto secondo. Ad occuparsene il Maxiemendamento al ddl di stabilità

I minimi tariffari come riferimento derogabile. Nei contenuti della bozza del Maxiemendamento al ddl di stabilità si ricalca quanto già stabilito dalla Manovra bis (DL 138/2011): i compensi dovranno essere pattuiti per iscritto così, nei contratti di prestazione d'opera professionale, il corrispettivo dovrà fare riferimento alle tariffe professionali, alle quali, però, sarà consentito derogare.

Il Maxiemendamento approda in Senato; sarà sottoposto all'esame della Commissione Bilancio e probabilmente arriverà in aula la prossima settimana, tutto dipende anche dall'esito delle vicende che il Governo dovrà affrontare nelle prossime ore. Nel testo ufficiale, finalmente disponibile, una serie cospicua di novità che riguardano la professione: nuova disciplina per la costituzione delle società, ulteriore riforma degli ordinamenti entro 6 mesi, misure per facilitare l'accesso alla professione delle «nuove generazioni».

Una riforma ben più ampia rispetto a quanto annunciato nel DL 138/2011 e una applicazione delle misure in tempi molto più stretti. Alle tariffe viene dedicato un intero articolo del Maxiemendamento i cui contenuti sono pressoché identici all'art.3, co.5, lettera d del DL 138, riguardante la pattuizione dei compensi. 

Ma, se la Manovra rimandava l'attuazione della nuova misura alla riforma degli ordinamenti professionali da portare a termine entro 1 anno, ora,  il testo del Maxiemendamento - se non subirà variazioni - renderà le nuove disposizioni sulle tariffe professionali operative all'entrata in vigore della legge di stabilità.

La misura, che sia contenuta nella Manovra o nel ddl, persegue sempre lo stesso obiettivo: rendere chiare e trasparenti al cliente tutte le informazioni che riguardano l'incarico, compresi i relativi oneri. Ci saranno, però, dei casi in cui il ricorso alla tariffa professionale diventerà obbligatorio: quando non si giunge ad una determinazione consensuale del compenso; quando il committente è un ente pubblico; in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, o nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell'interesse dei terzi.

di Mariagrazia Barletta architetto

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