Infiniti Design De-contest "Living Everywhere": i vincitori

Alessandro D'Angeli e Ivo Caruso, María Claudia Narváez Arango, Kensaku Oshiro sono i tre vincitori della seconda edizione del concorso promosso da Infiniti e rivolto ai giovani designer di tutto il mondo.

Il design come interpretazione e fusione di culture, che trae ispirazioni e suggestioni da tutte le arti del mondo e anche dal cinema, che porta con sé bellezza, equilibrio e passione. I progetti vincitori del concorso Infiniti Design De-contest dal titolo "Living Everywhere" rivolto a giovani designer internazionali sono quelli che, secondo la giuria, hanno saputo meglio interpretare lo spirito cosmopolita del design, ispirandosi alle molteplici visioni che negli anni il cinema ha dato a paesi e culture dei cinque continenti.

La giuria d'eccezione, composta da Aurelio Magistà, direttore del sito di Repubblica Casa&Design e responsabile del mensile RCasa, Francesca Santambrogio, caposervizio di Grazia Casa, Marc Sadler, pluripremiato designer francese, Pietro Soligon, designer ed artefice del marchio Sintesi e Marco Ceccato, direttore commerciale Omp Group ed Infiniti, ha deciso di premiare complementi d'arredo originali ed innovativi, caratterizzati da un forte spirito cosmopolita, senza prescindere dall'ergonomia e dalla funzionalità.

«Le proposte - afferma il presidente di Infiniti Giovanni Pegoraro - erano davvero innovative ed originali, ma la giuria ha deciso di premiare i progetti più interessanti non solo per l'estetica e il design, ma anche per la forte connotazione comunicativa, sia dal punto di vista "geografico" che da quello "cinematografico"».

La parola ai primi classificati

Designer: Alessandro D'Angeli e Ivo Caruso

1° classificato categoria "Europa e Africa" con il progetto "Opto", ispirato al film "Invictus"

 

Qual è stato in breve il vostro percorso di studi e professionale?
Laureati entrambi nel 2009 presso il Corso di Laurea in Disegno Industriale, Facoltà di Architettura "L.Quaroni", Sapienza Università di Roma, ci siamo formati presso lo studio Lenci Design e gli uffici di ricerca e sviluppo di Slamp e Unopiù.

Presentate e commentate il vostro progetto
Opto è un tris di tavolini in cui la stessa base può montare i diversi piani, realizzabili con diverse essenze legnose, caratterizzati da altezze e diametri diversi e dalla presenza di due finiture. Il cerchio al centro del top suggerisce un posizionamento e presenta una lieve concavità portaoggetti. Il cerchio è nel contempo una forma arcaica e perfetta, capace di suggerire movimento, instabilità, ma anche inclusione, protezione e sicurezza.

Come afferma Munari "un disco, poggiato su di un piano, non si può metterlo in disordine…perciò quasi sempre i piatti sono rotondi". È quindi molto più semplice disporre tavoli e tavolini circolari in un ambiente (generalmente rettangolare) il quale non sarà mai percepito come disordinato. Questa proprietà del cerchio è ancora più evidente quando il prodotto è inserito in ambiente pubblico in cui il continuo flusso di persone tenderà a "muoverlo sul posto" più volte.

A quale film vi siete ispirati per creare il progetto? Quali sono le caratteristiche che lo rendono un progetto originale?
In genere il nostro approccio ideativo si ispira ad un insieme di stimoli: film, ma anche libri, esperienze, arte. Tutti i film in elenco erano in qualche modo di possibile spunto. Elaborando ricordi, scene e impressioni abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulle tematiche presenti in "Invictus" di Clint Eastwood, in cui è racchiuso un intento di unione di popolazioni tipicamente occidentali a popolazioni spiritualmente africane, una unione capace di creare coesione e solidità, armonia nel rispetto delle differenze.

L'ispirazione funzionale parte da una riflessione sul vivere quotidiano europeo, che suggerisce tre livelli di ordine e relazione, tutti con la stessa base culturale: il basso rilassato con gli amici, il medio più formale con i parenti e l'alto veloce e frugale per noi stessi. L'ispirazione estetica nasce dall'Africa, terra a noi vicina, atavica, ricca di tradizioni tribali che fanno del cerchio un elemento caratterizzante di unione e comunione, di musica (con i vari strumenti a percussione), di decoro (con i vari anelli, collane e bracciali), di danza e socializzazione.

Designer: María Claudia Narváez Arango

1° classificato categoria "Americhe" con il progetto "Evita", ispirato al film "Evita"

Qual è stato in breve il suo percorso di studi e professionale?
Sono nata in Colombia nel 1990 e ho sempre vissuto nella capitale Bogotá. Dopo essermi diplomata presso la scuola superiore Fundación Nuevo Marymount, nel 2008 mi sono iscritta alla Pontificia Universidad Javeriana, dove sto per laurearmi in Industrial Design.

Presenti e commenti il suo progetto
Il mio progetto si chiama Evita, in onore del personaggio storico. Mi piacerebbe pensare allo sgabello Evita come un tributo a Eva Perón, la cui storia mi ha sempre ispirato. È la storia di una donna che nutriva un fortissimo amore ed attaccamento verso il proprio paese, e che con impegno riuscì a far sentire la propria voce. Grazie al proprio carisma, alla propria determinazione e perseveranza, Eva Perón riuscì a toccare il cuore del suo popolo. Il mio progetto Evita è un tributo alla voce di questa grande donna.

A quale film si è ispirata per creare il progetto? Quali sono le caratteristiche che lo rendono un progetto originale?
Nel creare il mio progetto mi sono ispirata a "Evita", il film di Alan Parker del 1996. Come ho già detto, la storia di Eva Perón mi ha sempre affascinato, anche se non ne avevo mai visto la trasposizione cinematografica. Non appena ho visto il film, ho cercato di focalizzare l'attenzione sugli elementi estetici e concettuali che rappresentassero al meglio la pellicola e il personaggio di Eva. Alla fine ho trovato la mia ispirazione nel suo discorso al popolo e, in particolare, nel carisma che esercitava sulla gente che tanto l'amava. I microfoni che lei usava per i propri discorsi mi sono subito sembrati l'elemento perfetto per rappresentare sia la bellezza di quel tempo, sia il potere della sua voce. Per questo il design dello sgabello Evita ricorda un microfono e, metaforicamente, la stessa Evita Perón.

Designer: Kensaku Oshiro

1° classificato categoria "Asia e Oceania" con il progetto "Koishi", ispirato al film "Memorie di una geisha"

Qual è stato in breve il suo percorso di studi e professionale?
Sono nato a Okinawa, in Giappone, nel 1977. Nel 1999 ho conseguito il master in Disegno Industriale presso la Scuola Politecnica di Design di Milano. Dopo aver lavorato in diversi studi milanesi, dal 2004 svolgo la mia attività presso lo studio Lissoni Associati, dove curo il progetto e lo sviluppo dei prodotti per le aziende con cui lo studio collabora. Ho partecipato a numerose mostre a livello internazionale: Salone Satellite di Milano, Saint-Etienne Biennale in Francia, New Design Generation in Cina, Tokyo Designer's Week in Giappone. Negli anni ho ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra i quali: Design Report Award 2006, Elle Decor France Young Talent of the year 2006, Red Hot Award 2008 e If Design Award 2009.

Presenti e commenti il suo progetto
Vi presento Koishi, in italiano sasso, il cui nome si lega alla pratica senza tempo di giocare con le pietre del fiume. Un gioco che nasce dalla semplicità, un gioco che conosciamo tutti. Ho voluto riportare questo tipo di pensiero e di gesto su di un oggetto d'uso quotidiano, lasciando all'utente la possibilità di creare diverse configurazioni. Koishi è un complemento modulare che può essere usato sia come tavolino che come pouf, perchè realizzato in poliuretano espanso svuotato internamente.

A quale film si è ispirato per creare il progetto? Quali sono le caratteristiche che lo rendono un progetto originale?
Per lo studio progettuale di Koishi ho preso ispirazione dal film "Memorie di una geisha" di Rob Marshall. La scelta è stata spontanea: in questo film ho ritrovato i miei ricordi d'infanzia, i profumi e le atmosfere di un Giappone quasi magico. Ad ispirarmi maggiormente è stata l'armonia dei gesti quotidiani presenti nel film, un equilibrio di emozioni e suggestioni che ho voluto rappresentare nella semplicità del gioco con le pietre del fiume.

web www.infinitidesign.it

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