Citazioni vernacolari e sostenibilità in un nuovo progetto di abitazioni a Lecce

Abitazioni a ridosso del centro antico di Lecce reinterpretano elementi tipici della tradizione costruttiva locale e li ripropongono in una nuova chiave di lettura. Citazioni vernacolari locali, la tipologia di casa a ballatoio, l'impiego della corte, riassumono le scelte progettuali in posizione di continuità con il passato e con il contesto in un'architettura perfettamente rispondente ai canoni di sostenibilità, alle sollecitazioni climatiche ed ambientali. Istanza storca, contenimento dei consumi energetici e osservazione critica del contesto sono i principi informatori del progetto firmato da gruppoforesta - studio d'architettura.

La struttura

Le "Case a Ballatoio", realizzate in via Bonifacio a Lecce e di proprietà del Gruppo Foresta Costruzioni, sono il primo edificio sostenibile costruito nel Salento in conformità alla norme per l'abitare sostenibile della legge regionale 13/2008.

L'edificio sorge su un terreno lungo e stretto, risultato della demolizione di un'abitazione ad un piano, con giardino retrostante. Ogni piano ospita due appartamenti: le abitazioni del piano terra si sviluppano su due livelli e racchiudono piccoli giardini ipogei, mentre quelle ai piani superiori sono collegate orizzontalmente da lunghi ballatoi che disegnano la quinta interna della corte, segnata verticalmente da una scala elicoidale in carpenteria metallica e da un ascensore. 

In questo complesso residenziale, elementi tipici della tradizione costruttiva locale sono reinterpretati e riproposti in una nuova chiave di lettura. Il cielo, ad esempio, entra prepotente e viene incorniciato nel prospetto principale attraverso la grande bucatura al piano attico. Una soluzione formale che ricorda le logge degli antichi palazzi signorili.

 

L'intervento

Questa tipologia di intervento tenta di recuperare i vuoti urbani a ridosso del nucleo antico della città e propone in primo piano il dettaglio di citazioni vernacolari locali (casa a corte). La natura sperimentale del progetto consiste nella capacità di coniugare qualità architettonica e prestazioni energetiche dell'edificio mediante soluzioni costruttive innovative e l'impiego di fonti rinnovabili. Le ragioni del nuovo intervento s'individuano nella recente concentrazione nell'area di sedi universitarie, che hanno favorito la richiesta abitativa da parte di un target giovane.

Il progetto inquadra uno spazio privato racchiuso da due edifici e ne determina una corte posta ad una quota ribassata rispetto al piano stradale, su cui si affacciano quattro livelli. La fondazione presenta una sezione ad impluvium con al centro una cisterna scavata in roccia, che serve una seconda rete idrica non potabile, destinata ad alimentare gli scarichi dei bagni e le lavatrici.

L'involucro

L'involucro è l'elemento di mediazione tra ambiente interno ed esterno, in grado di rispondere in modo adeguato alle sollecitazioni climatiche ed ambientali e di controllare i flussi energetici in modo da garantire il comfort interno, riducendo i consumi di energia. Per garantire migliori condizioni microclimatiche degli ambienti interni il progetto ha tenuto conto dei coefficienti di albedo medio del paesaggio; il colore prevalente usato è il bianco che facilita la riflessione della radiazione solare e preserva la tradizione costruttiva tipica locale.

La scelta degli intonaci a base naturale è stata una volontà della committenza e dei progettisti che hanno voluto realizzare un edificio rispondente ai canoni di sostenibilità dettati dal Protocollo Itaca Regionale (l'edificio ha superato il livello 3 di sostenibilità regolamentato dal Protocollo). I temi della luce e della ventilazione tracciano il disegno delle facciate: i bow windows del prospetto principale e le numerose bucature ritmate del prospetto posteriore trovano giustificazione dallo studio del percorso solare e dal relativo irraggiamento. Un sistema termo blocco ad alta prestazione termica costituisce le tamponature chiuse.

Pannelli in lamiera traforata, con disegni di chiara matrice arabeggiante, costituiscono il sistema a brise soleil, interno alla corte. Quest'ultimo, oltre ad assicurare una maggiore riservatezza ai balconi, favorisce il benessere termo-igrometrico interno alle abitazioni attraverso una ventilazione naturale, che consente di mantenere un elevato grado di salubrità dell'aria. Il sistema inoltre minimizza i consumi energetici per la climatizzazione e garantisce un migliore isolamento acustico.

Di sera, quando l'illuminazione artificiale esaspera il gioco della maglia traforata, si creano dei giochi di ombre e piacevoli disegni sulle pareti della corte.

Progetto: gruppoforesta | studio d'architettura
architetti: Ester Annunziata, Alfredo Foresta, Tiziana Panareo, Ing. Michele Martina.
Direzione lavori: arch. Alfredo Foresta Collaborazione: Gabriella Cazzato e Roberta Rizzo architetti.

Impresa esecutrice: gruppoforesta costruzioni.
Prodotti per le finiture esterne: Fassa Bortolo.

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