Almalaurea: la condizione degli architetti

XV Rapporto Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati

L'andamento dell'occupazione dà segnali decisamente negativi. Un dato che non sorprende: a risentire del periodo sfavorevole sono soprattutto i giovani. «Il conto a loro carico riguarda l'oggi, caratterizzato da una disoccupazione prolungata e da un inserimento lavorativo iniziale non soddisfacente, soprattutto per chi proviene da famiglie meno favorite». La situazione attuale condiziona il futuro e le opportunità retributive e di carriera dei più giovani e richiede interventi urgenti che si occupino di investire nelle loro competenze e nella loro formazione.

È quanto emerge dal XV Rapporto Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati. La rilevazione ha coinvolto oltre 400mila laureati post riforma di 64 atenei italiani. Laureati sia di primo che di secondo livello, intervistati ad uno, tre e cinque anni dalla laurea. Quest'anno, per la prima volta, l'indagine è stata estesa ai laureati di secondo livello a cinque anni dal conseguimento del titolo.

Si riduce il lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e attività autonome vere e proprie) e aumentano le numerose forme di lavoro atipiche o precarie. Per alcuni percorsi di studio, soprattutto quelli che generalmente conducono alla libera professione, il lavoro non regolare sembra essere diventato una tappa obbligata del percorso di inserimento nel mercato lavorativo.

Nonostante ciò, e contrariamente al sentire comune, la laurea ripaga. Gli anni di studio post diploma continuano a rappresentare un importante investimento contro la disoccupazione: «nell'intervallo di età 25-64 anni la documentazione più recente ci dice che i laureati godono di un tasso di occupazione più elevato di oltre 12 punti percentuali rispetto ai diplomati». 

La condizione degli architetti

Laureati di primo livello

Rispetto alle rilevazioni degli anni scorsi, i dati occupazionali ad un anno dalla laurea sono peggiorati per tutti gli indicatori considerati: tasso di occupazione e disoccupazione, stabilità lavorativa e retribuzione. Degli architetti iunior laureati nel 2011 lavora solo il 18,8%, peggio solo psicologi, ingegneri e geo-biologi. Il 14,9% lavora ed è iscritto alla specialistica, degli occupati il 47% prosegue un lavoro iniziato prima della laurea. La retribuzione media ad una anno dalla laurea scende a 889 euro mensili netti, (nel 2006 era di 1220 euro). E' da considerare, però, che una buona percentuale degli iunior studia e lavora, e spesso è impegnata in attività a tempo parziale.

A 5 anni dalla laurea la condizione dei laureati iunior migliora nettamente: lavora l'83,9% degli intervistati. Una situazione però non ottima come quella degli ingegneri (gli occupati sono il 94,2%). Comunque gli architetti triennali qualche difficoltà in più la incontrano: i laureati nelle altre discipline trovano lavoro più facilmente, la media dei laureati italiani occupati è infatti del 90,4%. A 5 anni migliora anche il reddito, anche se non di molto: il guadagno mensile netto medio passa a 1148 euro, con una differenza rilevante tra architetti iunior donne e uomini (1089 euro il compenso delle donne contro i 1373 euro degli uomini).

Degli architetti iunior laureati nel 2007 ed occupati, il 19,9% dichiara di essere un autonomo effettivo, il 41% lavora a tempo indeterminato, il 7,9% è senza contratto e l'11% si dice parasubordinato. Infine dopo 5 anni dalla laurea solo il 43,2% degli intervistati ritiene che il titolo di studio sia molto efficace in relazione al tipo di lavoro svolto.

Laureati di secondo livello

La condizione occupazionale è migliore rispetto ai colleghi triennali. Ad un anno dalla laurea lavora il 59,5% degli architetti. Una percentuale che sale considerevolmente con l'esperienza lavorativa, giungendo all'83,1% dopo 3 anni dalla laurea e all'89,5% dopo 5 anni. In particolare a 5 anni dalla laurea la percentuale di occupati è maggiore rispetto alla media. Tra i laureati italiani, infatti, a 5 anni dalla laurea, solo l'85,8% ha un lavoro.

Migliore anche la stabilità rispetto agli iunior. A 5 anni dalla laurea il 55,7% degli architetti quinquennali è autonomo effettivo e il 18,8% ha un lavoro a tempo indeterminato. Punto dolente resta invece il guadagno, anche per i quinquennali al di sotto della media e di molti colleghi laureati. Se infatti a 5 anni dalla laurea il guadagno medio di un laureato è di 1440 euro, per gli architetti scende a 1188 euro. I guadagni per un laureato alla specialistica/magistrale non sono inoltre differenti rispetto ad un laureato triennale. Ad un anno dalla laurea un laureato del secondo ciclo guadagna 812 euro (netti), dopo 3 anni 1051 euro. Persistono anche le differenze di genere: gli uomini guadagnano circa 150/200 euro al mese in più delle donne.

Dai dati emerge un altro dato inaspettato: gli architetti quinquennali risultano tra i gruppi disciplinari che sentono di sfruttare meglio le conoscenze acquisite durante la carriera universitaria: il 69,2% ritiene la laurea conseguita molto efficace in relazione al lavoro svolto. Più soddisfatti degli architetti sono solo i laureati del ramo giuridico.

di Mariagrazia Barletta architetto

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