Reinterpreta lo «stazzo gallurese», il progetto vincitore del concorso di Marlegno

i risultati di «Designing the future»

Fonde tradizione e moderne tecnologie costruttive, reinterpretando la tipica costruzione rurale del Nord della Sardegna. È il progetto dell'architetto Paolo Russo vincitore del concorso internazionale per la progettazione di abitazioni prefabbricate in legno.

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Fonde tradizione e moderne tecnologie costruttive, reinterpretando lo «stazzo gallurese»: residenza rurale e luogo di lavoro dei contadini, tipica del Nord della Sardegna. 

È il progetto dell'architetto Paolo Russo, classe 1984. Un'esperienza tra l'Italia e la Spagna e poi preziose collaborazioni con gli studi Nieto y Sobejano Architects, C+S Architects e Cino Zucchi.

Il suo progetto di trasformazione dello stazzo in un'architettura contemporanea e funzionale si è aggiudicato il primo posto al concorso internazionale «Designing the future», lanciato da Marlegno Prefabricated Wooden Buildings, in collaborazione con l'Ordine degli Architetti di Bergamo.

La richiesta: progettare abitazioni prefabbricate monofamiliari con struttura portante in legno.
Due gli obiettivi da considerare: ottimizzazione della prefabbricazione e standardizzazione, al fine di ottenere, partendo da alcuni elementi o moduli base, diverse soluzioni architettoniche.

Forma, materiali e spazi dello stazzo vengono rivisitati. L'architetto Paolo Russo fonde due elementi caratteristici: la conformazione planimetrica e la distribuzione delle aperture. Lo stazzo prevede la presenza di una camera principale e poi una serie di ambienti, considerati come sua estensione che si susseguono longitudinalmente: caratteristiche che vengono combinate nella proposta progettuale.

Non più pareti in granito da 80 centimetri, ma il perimetro dell'edificio - in legno - si trasforma in un contenitore di funzioni, lasciando libero lo spazio interno. Il sedile esterno che alcune volte percorre l'intera facciata dell'edificio, diventa invece un basamento che isola la costruzione e la separa dal terreno.

La struttura principale è concepita in legno, mentre i muri interni sono in pannelli MDF. La pavimentazione è in legno riciclato e i pannelli esterni in sughero locale. Tutti materiali che fanno parte della tradizione costruttiva del luogo.

Al secondo posto si classifica Marc Benjamin Drewes, architetto con sede a Berlino, autore di una architettura sostenibile dall'atmosfera accogliente e piacevole. Al terzo posto gli architetti Domenico Silvestro e Stefano Taglialatela di Napoli, la cui proposta è un'abitazione che risponde ai nuovi modelli sociali e comportamentali.

web www.marlegno.it/en/designing-the-future

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