Museo delle arti digitali a Madrid: al primo posto un team italiano

Michelangelo Vallicelli, Lorenzo Sant'Andrea e Nicolò Troianiello di Roma con la loro «Urban Interface» conquistano il primo posto al concorso internazionale di progettazione «Madrid Digital Arts Museum».

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Michelangelo Vallicelli, Lorenzo Sant'Andrea e Nicolò Troianiello di Roma conquistano il primo posto al concorso internazionale di progettazione Madrid Digital Arts Museum. 

Progettare un museo per le arti digitali al centro della città di Madrid, nel vivace quartiere di Lavapiés, era la richiesta del concorso, lanciato dalla piattaforma Ctrl + Space. Si è trattato di sviluppare una riflessione sull'uso dei vuoti urbani e sull'impatto sociale che può avere un museo. 

Molte le proposte partecipanti, a giudicarle una giuria internazionale composta dagli architetti: ALex Bulygin (Londra), Associato presso AL_A; Ana Neiva (Porto), docente alla FAUP, di Porto; Antoine Cardon (Parigi), cofondatore di Aerostudio Architectes, Emanuele Svetti (Arezzo), fondatore dello Studio Svetti; Gustavo Romanillos (Madrid), tutor alla AA School of Architecture di Londra.

«Introspettivo e teatrale al tempo stesso, questa sorta di memoria interattiva è come un grande abbraccio tra l'uomo e la tecnologia». Così la giuria ha espresso il suo commento sul progetto vincitore.

PRIMO POSTO

"Urban Interface" - arch. Michelangelo Vallicelli, Lorenzo Sant'Andrea, Nicolò Troianiello, Roma 

 

«Se avessimo dovuto pensare esclusivamente in termini utopici, senza rispondere a specifiche esigenze costruttive - spiegano i progettisti - avremmo pensato ad uno spazio completamente aperto senza alcun involucro che lo separasse dall'ambiente esterno. Avremmo potuto sperare che i suoi contenuti potessero essere immagazzinati all'interno di un server connesso a internet ed aperto a tutti».

«Anziché essere un contenitore di opere d'arte - continuano gli architetti -  il museo avrebbe potuto essere un'interfaccia. Il nostro progetto tende ad essere, invece, un "meta-museo" che permette agli individui di tutto il mondo di caricare le proprie installazioni, i video o le discussioni, questi, attraverso l'involucro del museo, vengono restituiti alla città e alla realtà di Lavapiés. L'involucro, come un grande display pubblico, può poi inviare nuovamente le informazioni attraverso il web».

SECONDO POSTO

"La Corrala" - architetti Vicente Hernandez Vaquero, Silvia Rodriguez Iglesias, Coruña (Spagna)

«Il nuovo Museo di Arte digitale di Lavapiés incorpora un elemento esistente e caratteristico del quartiere: "La Corrala". In questo modo passato e presente sono uniti insieme, in modo da garantire la memoria storica», affermano i progettisti. "Corrala" è il nome dato ad alcune abitazioni caratteristiche della tradizione madrilena e diffuse nel quartiere di Lavapiés. La soluzione proposta dal team spagnolo reinterpreta queste costruzioni e divide l'edificio in due volumi in armonia con il contesto.

Viene a crearsi un vuoto interstiziale nel centro per consentire l'accesso del pubblico e della luce. Il cortile cattura infatti la luce solare, la filtra per poi farla giungere agli spazi interni, che richiedono un particolare controllo dell'irraggiamento. Al tramonto il cortile si illumina e diffonde la sua luce nel cuore della città.

TERZO POSTO

ArchitettiI. Robert Barelkowski / Leszek Chlasta / Adam Tuszynski / Mateusz Jarzabkiewicz, DAArmageddon Biuro Projektowe, Poznan (Polonia)

«Dove può essere esposta l'arte digitale?» È questa la domanda da cui prende le mosse la proposta progettuale del team polacco. Secondo i progettisti il luogo in cui deve essere esposta l'arte digitale dovrebbe diventare un luogo di fusione tra analogico e digitale, uno spazio che consenta una ridefinizione del modo in cui il mondo digitale può interagire con quello fisico.

Galleria dei progettiwww.ctrl-space.net/madrid.html

 

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