AlmaLaurea: timidi segnali di ripresa del lavoro. Architetti in affanno

Il XVII Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati

Sul fronte lavoro, segnali di inversione di tendenza fanno sperare in un 2015 più roseo rispetto al 2014. Lo rileva il XVII Rapporto AlmaLaurea. Per gli architetti le condizioni sono di grande difficoltà, ma ci sono differenze considerevoli tra i laureati triennali e quelli quinquennali.

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Con il perdurare della crisi, mentre nei Paesi Ue la disoccupazione è scesa nel 2014 all'11,5%, l'Italia si aggiudica un triste primato, raggiungendo la quota del 12,7%. Ma ci sono timidi segnali di inversione di tendenza che fanno sperare in un 2015 più roseo. Lo rileva il XVII Rapporto AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati.

Il rapporto analizza anche la condizione dei laureati in architettura, che risultano più in difficoltà rispetto ai laureati di altre discipline. I redditi a uno, tre e cinque anni dalla laurea sono tra i più bassi e nelle classifiche sull'occupazione gli architetti sono fermi alle ultime posizioni; in vetta ci sono quasi sempre medici e ingegneri. Ma significativo è il gap rilevato tra i laureati in architettura triennali e quelli magistrali a ciclo unico. Questi ultimi, infatti, trovano lavoro con meno fatica e il confronto con gli altri gruppi disciplinari li vede spesso trionfare tra le posizioni migliori per percentuale di occupati.

Il Rapporto 2015 ha coinvolto quasi 490mila laureati di 65 università italiane, delle 72 ad oggi aderenti al Consorzio. Si tratta di oltre 240mila laureati di primo livello, oltre 180mila laureati magistrali e oltre 57mila magistrali a ciclo unico degli anni 2013, 2011 e 2009, intervistati rispettivamente a uno, tre e cinque anni.

Laureati di primo livello

Riferendosi ai laureati di ogni gruppo disciplinare, il rapporto rileva che ad un anno dal conseguimento del titolo i laureati di primo livello presentano un tasso di occupazione del 41%: il 28% è dedito esclusivamente al lavoro, mentre il 13% coniuga studio e lavoro. Si dedica esclusivamente agli studi magistrali il 41% degli intervistati. Solo 14 laureati di primo livello su cento, non lavorando e non essendo iscritti alla laurea magistrale, si dichiarano alla ricerca di lavoro.

La situazione occupazionale e formativa ad un anno dalla laurea è molto diversificata se si considerano i vari percorsi di studio. I laureati in architettura si collocano tra le ultime posizioni, con una percentuale tra le più basse di occupati. Tra i laureati di primo livello in architettura il 63,3% prosegue gli studi iscrivendosi alla magistrale, di questi l'11,8% allo studio affianca il lavoro. Il 19,7% dei laureati lavora ma non prosegue con gli studi, mentre i laureati senza lavoro o che non lo cercano e che non proseguono gli studi sono il 17,3%.

Ad un anno dal conseguimento del titolo il guadagno mensile netto dei laureati di primo livello delle varie discipline è pari, in media, a 872 euro. Al di sotto della media i laureati in architettura, che si fermano a quota 726 euro netti mensili. Guadagni più elevati sono associati ai laureati del gruppo giuridico e delle professioni sanitarie (rispettivamente 1.122 e 1.094 euro). 

A tre anni dalla laurea la situazione migliora per gli ingegneri e per altre categorie, ma meno per gli architetti. La quasi totalità dei laureati del gruppo scientifico (90%) risulta occupata a tre anni dalla laurea; decisamente apprezzabili anche gli esiti occupazionali dei laureati di ingegneria (la quota di occupati è pari rispettivamente all'86%) ed educazione fisica (85%). Al contrario, percentuali più contenute di occupati si riscontrano soprattutto nei gruppi letterario, geo-biologico e architettura, che si fermano a percentuali intorno al 65%.

Ancora a cinque anni dalla laurea si osservano valori significativi del tasso di disoccupazione tra i laureati in architettura (pari al 14%); su valori minimi, invece, tra i laureati nei percorsi ingegneria, scientifico (6%) e delle professioni sanitarie (5%).

Dopo cinque anni dalla laurea le retribuzioni migliorano sensibilmente per i laureati di tutti i gruppi disciplinari. Le retribuzioni nominali dei triennali si attestano a 1.341 euro, ma gli architetti sono ancora una volta al di sotto della media con 1.188 euro mensili. Al primo posto ci sono gli ingegneri con 1.501 euro.

Laureati magistrali

La percentuale di laureati che ad un anno dal conseguimento del titolo si dichiara occupata è pari al 56%. Poco al di sotto della media i laureati in architettura: ad un anno dalla laurea ha trovato lavoro il 53,3% degli intervistati

Tra uno e cinque anni l'aumento della quota di occupati è confermata in tutti i gruppi disciplinari. Sono in particolare i laureati delle professioni sanitarie e quelli dei gruppi ingegneria ed economico-statistico a mostrare le migliori performance occupazionali a cinque anni dal titolo (il tasso di occupazione è superiore all'85%). Quanto agli architetti, la percentuale degli occupati a 3 anni dalla laurea è del 79,2% e sale all'84,5% passati 5 anni dal termine degli studi.

A cinque anni dalla laurea gli architetti che svolgono lavoro autonomo (effettivo) sono il 56,1%, il 18,7% ha un lavoro a tempo indeterminato, mentre ci sono quote intorno al 3,7% di architetti che lavorano senza contratto.

Ad un anno dal conseguimento del titolo magistrale, il guadagno mensile netto dei laureati nelle varie discipline è pari in media a 1.065 euro. A tre anni dalla laurea i redditi aumentano: i laureati 2011 guadagnano, in termini nominali, 1.212 euro, cifra che sale a 1.356 euro a cinque anni dalla laurea. Sono soprattutto i laureati in ingegneria e delle professioni sanitarie, che possono contare sulle più alte retribuzioni, mentre va meno bene per gli architetti, che ad un anno dalla laurea guadagnano in media 882 euro netti al mese, dopo due anni la retribuzione sale a 1.035 euro, per passare ad una media 1.188 euro al mese a cinque anni dalla laurea. In particolare l'analisi condotta sui laureati 2009 evidenzia che sono soprattutto i laureati dei gruppi geo-biologico e architettura a vedere i loro redditi nominali aumentare in misura consistente passando dal terzo al quinto anno dalla laurea.

I laureati magistrali a ciclo unico

La rilevazione delle lauree magistrali a ciclo unico coinvolge solo cinque aree: chimico-farmaceutica, architettura, agraria e veterinaria, giuridica, medica. Per i cinque ambiti la percentuale di occupati ad un anno dal conseguimento del titolo è pari al 34%, valore in lieve aumento rispetto alla rilevazione dello scorso anno. Superiore alla media, ma in forte diminuzione rispetto alla precedente rilevazione, il tasso di occupazione dei laureati in architettura (46%; -6 punti rispetto alla rilevazione di un anno fa).

Quanto agli esiti occupazionali a cinque anni dal conseguimento del titolo, si evidenziano le percentuali più elevate di occupati tra i laureati di farmacia (85%) seguiti dai laureati in architettura (84%). A cinque anni dalla laurea, il livello di stabilità raggiunto dai laureati magistrali a ciclo unico è molto alto, e ciò si verifica in quasi tutti i gruppi disciplinari: supera l'80% tra architetti. in particolare a cinque anni dal conseguimento del titolo, il 63% degli architetti è autonomo effettivo ed il 17,5% ha un lavoro a tempo indeterminato.

Tra uno e cinque anni dal titolo la stabilità risulta aumentata di 52 punti percentuali per gli architetti. Quanto ai guadagni, restano inferiori alla media ad un anno dalla laurea. Ad un anno dal conseguimento del titolo gli architetti infatti percepiscono 749 euro netti al mese, contro i 1.024 euro guadagnati in media dai laureati magistrali a ciclo unico delle cinque aree considerate. A tre anni dalla laurea i compensi salgono per gli architetti a  982 euro. A cinque anni dalla laurea, i laureati a ciclo unico guadagnano  1.283 euro mensili, ed ancora una volta gli architetti sono al di sotto della media, con 1.157 euro netti al mese.

» Almalaurea, XVII Indagine (2015) - Condizione occupazionale dei Laureati

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