Invertire il riscaldamento climatico con le nanotecnologie: un'installazione di Carlo Ratti e Transsolar

Un progetto rivoluzionario, ispirato da una ricerca dell'Università di Stanford sulle membrane fotoniche, è stato presentato a Parigi. L'azienda internazionale Transsolar e la società Carlo Ratti Associati hanno presentato un'installazione che dimostra come è possibile invertire la tendenza al riscaldamento climatico nelle città. 

L'équipe della Transsolar e di Carlo Ratti, professore del Massachusetts Institute of Technology dimostra come nuove membrane fotoniche, in grado di riflettere la radiazione solare possano aiutare a ridurre le temperature estreme delle nostre città. Un progetto che non ha bisogno di consumare energia, né di utilizzare acqua per funzionare.

L'installazione a Parigi. © Raphael Pincas

Il progetto è stato inaugurato nella capitale francese, con un'installazione lungo la Senna, all'altezza del Musée d'Orsay, che sarà visibile fino al 4 ottobre, e fa parte di una serie di avvenimenti raggruppati sotto il nome "Paris Climat 2015", iniziativa sviluppata dal comune nell'ambito della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21), che si terrà nella capitale francese a fine anno.

«A partire dalle scuole elementari, noi abbiamo studiato come funzionano le serre solari (talvolta chiamate hot-houses). Sono degli involucri che lasciano entrare la radiazione solare a bassa lunghezza d'onda, mentre intrappolano quella a maggiore lunghezza. Ciò provoca un aumento della temperatura. Immaginiamo ora di poter invertire l'effetto: trovare un materiale che possa riflettere la radiazione incidente del sole, lasciando che la terra emetta le sue radiazioni nello spazio. Questo si tradurrebbe in un netto raffrescamento della città, lo si potrebbe chiamare cool-house», spiega Carlo Ratti. «Teoricamente - continua - se si coprisse una grande zona urbana con un materiale ottimizzato, si potrebbero raggiungere anche in estate temperature inferiori allo zero. In realtà le membrane che esistono oggi possono ridurre la temperatura di qualche grado».

© Raphael Pincas

«Il progetto dimostrativo esamina differenti tipi di membrane e utilizza delle simulazioni informatiche per valutare l'effetto globale che si otterrebbe a Parigi», spiega Thomas Auer, direttore generale di Transsolar e professore All'Università di Monaco. «Il principio non è nuovo: i tetti verdi sono molto efficaci e sono stati utilizzati per effetti simili nei secoli. Tuttavia, negli anni a venire, lo sviluppo di membrane sintetiche aprirà nuove prospettive», afferma Auer. Mentre il raffreddamento a zero costo energetico sembrava impossibile, si scopre che esiste un mezzo per arrivarci, sfruttando una risorsa rinnovabile alla quale non si pensava di avere accesso: la temperatura estremamente fredda dell'universo.

Dei ricercatori all'Università di Stanford, in California, hanno mostrato che alcune tipologie di materiali o di superfici fotoniche possono essere concepite in modo da riflettere tutta la luce solare, trasmettendo il suo calore verso il cielo sotto forma di onde infrarosse, e dunque verso lo spazio freddo.

© Raphael Pincas

Il progetto a Parigi presenta tre differenti materiai per creare tre diverse opzioni di modificazione del clima: Greenhouse, Coolhouse et Treehouse. I risultati della simulazione vengono mostrati sul posto e in tempo reale sul sito www.cool-paris.fr

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