Collegato ambientale e abusivismo: via alle ruspe se c'è il vincolo idrogeologico

Ai Comuni 10 milioni per il 2016 per abbattere immobili abusivi in aree a rischio idrogeologico elevato o molto elevato

Con l'approvazione definitiva del Collegato ambientale, diventato legge, per i Comuni arriva un fondo volto a facilitare la demolizione di immobili abusivi. Nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'Ambiente viene prevista l'apertura di un capitolo per il finanziamento di demolizioni di immobili realizzati in assenza di permesso di costruire o in totale difformità, dando la priorità all'azionamento di ruspe nelle aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato.

Sul piatto ci sono subito 10 milioni di euro in modo da favorire gli interventi da parte dei Comuni, che per mancanza di fondi in cassa non possono portare a compimento l'esecuzione delle demolizioni. Si tratta di passare, dunque, dall'ordinanza alle ruspe. Un passaggio non sempre semplice, a dirlo sono i numeri diffusi da Legambiente attraverso una ricerca condotta su 72 Comuni capoluogo di provincia: dal 2000 al 2011 sono state 46.760 le ordinanze emesse, solo 4.956 le demolizioni che ne sono seguite.

I Comuni potranno ottenere i finanziamenti per demolire immobili realizzati in aree classificate ad elevato rischio idrogeologico (classe R3 o R4) oppure opere e immobili per i quali «viene comprovata l'esposizione a rischio idrogeologico», ed oggetto di provvedimenti definitivi di rimozione o di demolizione non eseguiti nei termini stabiliti. I Comuni restituiranno al Ministero le somme ottenute non appena riusciranno a recuperarle dai soggetti responsabili degli abusi.

Gli interventi di demolizione saranno ammessi fino a concorrenza delle somme disponibili, dando priorità alle demolizioni in aree a rischio elevato o molto elevato, sulla base di un apposito elenco elaborato su base trimestrale dal Ministero dell'Ambiente e adottato ogni dodici mesi dalla Conferenza Stato-città ed autonomie locali.

Per accedere ai finanziamenti i Comuni presenteranno al Ministero dell'Ambiente un'apposita domanda di concessione contenente, tra l'altro, il progetto delle attività di rimozione o di demolizione e l'elenco dettagliato dei relativi costi. Viene poi prevista l'emanazione di un decreto con il quale il Ministro dell'Ambiente, sentita la Conferenza Stato-Città, adotterà i modelli e le linee guida per la presentazione delle domande di concessione (entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge).

Se, trascorsi 120 giorni dall'erogazione dei finanziamenti, le demolizioni non vengono eseguite, i Comuni beneficiari dovranno restituire le somme percepite. Infine, il Ministro dell'Ambiente dovrà presentare alle Camere una relazione sull'attuazione delle nuove disposizioni, in cui saranno indicati i finanziamenti utilizzati e gli interventi realizzati.

di Mariagrazia Barletta

» Il testo della legge "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali"

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