Bonus amianto: 17,5 milioni per edifici pubblici, si attende il decreto per le bonifiche dei capannoni

Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha firmato il decreto che stabilisce i criteri con cui saranno assegnate le risorse per complessivi 17,5 milioni da destinare alla progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto.

Ad essere interessati sono gli edifici pubblici che richiedono interventi di rimozione e smaltimento dell'amianto e del cemento-amianto.

Aggiornamento
Bonus amianto: il decreto attuativo in Gazzetta ufficiale. Click day il 16 novembre
Il bonus del 50 per cento per la bonifica da amianto dei capannoni è ora operativo. Il Ministero dell'Ambiente ha pubblicato il decreto attuativo con le regole per usufruire del credito di imposta, riservato ai soggetti titolari di reddito di impresa. Saranno ammesse le richieste fino all'ammontare di 17 milioni 

La consistenza del Fondo e il Collegato Ambientale

Con l'entrata in vigore del decreto, di cui si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, viene data attuazione ad una misura prevista dal cosiddetto Collegato Ambientale, ossia la legge 221 del 28 dicembre 2016 emanata per promuovere misure di green economy. Il provvedimento, infatti, delegava ad un decreto del ministero dell'Ambiente l'istituzione di un apposito fondo per le bonifiche, che ammonta a 5,536 milioni di euro per il 2016 e 6,018 milioni per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

Priorità agli edifici vicine a scuole, parchi, ospedali e impianti sportivi

I contributi concessi varieranno dal 50 al 100 per cento del costo sostenuto per l'intervento. Sarà il ministero dell'Ambiente, in base ad una graduatoria annuale, a fissare la percentuale precisa da associare a ciascun intervento ammesso, prendendo in considerazione alcuni criteri di priorità. Viaggeranno sulla corsia preferenziale i progetti che riguardano edifici prossimi ad asili, scuole, parchi giochi, strutture di accoglienza, a ospedali e impianti sportivi.

Altri criteri presi in considerazione sono: la presenza di un progetto definitivo attuabile in un anno, l'esistenza di una segnalazione da parte degli enti di controllo sanitario o di tutela ambientale sulla presenza di amianto, la collocazione in un sito d'interesse nazionale o la presenza nella mappatura dell'amianto. «Il progetto - scrivono dal Ministero - dovrà essere corredato da relazione tecnica, documentazione che attesti la presenza di materiali contenenti amianto, computo metrico dettagliato dei costi di bonifica e quadro economico riepilogativo».

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I prossimi passi in tema di bonifica dall'amianto

Presto un fondo per le scuole
Avviata la mappatura: si inizia da Alessandria, Pisa e Salerno

«Nelle scorse settimane - fanno sapere dal Ministero dell'Ambiente - il direttore per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque del ministero dell'Ambiente Gaia Checcucci e la coordinatrice della Struttura di missione per la riqualificazione dell'edilizia scolastica della Presidenza del Consiglio Laura Galimberti hanno siglato un protocollo d'intesa che prevede un progetto pilota di telerilevamento attraverso il quale procedere ad una capillare mappatura dell'amianto negli edifici scolastici, cominciando da tre province: Alessandria, Pisa e Salerno».

Manca all'appello il decreto per i capannoni previsto dal Collegato Ambientale

Mancano ancora le regole che le imprese attendono per accedere al credito di imposta per gli interventi di bonifica dei loro capannoni. Si tratta del bonus del 50 per cento delle spese sostenute per le imprese che nel 2016 effettuano (o hanno effettuato) interventi di bonifica dall'amianto su beni e strutture produttive, previsto anch'esso dal Collegato Ambientale (articolo 56).

Per l'attuazione del provvedimento serviva, però, un decreto attuativo che il Ministero dell'Ambiente avrebbe dovuto emanare di concerto con il Ministero dell'Economia, entro il 2 maggio per poi dare il via al click day per le domande di ammissione al beneficio.

Secondo quanto previsto dal Collegato Ambientale, il credito d'imposta - ripartito in tre quote annuali - è pari al 50 per cento delle spese sostenute e vale per gli anni 2017, 2018 e 2019, per un limite di spesa complessivo di quasi 5,7 milioni di euro. Per beneficiarne gli interventi devono avere un importo unitario di almeno 20mila euro.

Il credito d'imposta, inoltre, non concorre alla formazione del reddito né alla base imponibile dell'IRAP, è utilizzabile esclusivamente in compensazione ed è riconosciuto ai soggetti titolari di reddito d'impresa. Per usufruirne bisognerà presentare il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate. Il credito d'imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di riconoscimento del credito e nelle dichiarazioni successive relative ai periodi nei quali il credito è utilizzato.

di Mariagrazia Barletta

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