Enrico Realacci Architectures e OCRA ricevono la menzione d'onore per Progetta Stephenson 86

Gli studi romani Enrico Realacci Architectures e OCRA hanno ricevuto la menzione d'onore al concorso, promosso da Liuni SpA, Progetta Stephenson 86, lanciato per acquisire idee utili alla progettazione di un edificio per uffici direzionali di pregio e per migliorare la qualità architettonica dell'area di Via Stephenson 86 a Milano.

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Gli studi romani Enrico Realacci Architectures e OCRA hanno ricevuto la menzione d'onore al concorso, promosso da Liuni SpA, Progetta Stephenson 86, lanciato per acquisire idee utili alla progettazione di un edificio per uffici direzionali di pregio e per migliorare la qualità architettonica dell'area di Via Stephenson 86 a Milano. 

Il team che ha meritato le lodi della giuria presieduta dagli architetti Leopoldo Freyrie e Mario Cucinella si è immediatamente chiesto quale vincolo di appartenenza al territorio si intendesse dare al nuovo edificio perché questo diventasse punto di partenza di un processo di ricucitura della periferia urbana in cui si sarebbe inserito.

Il progetto è basato sulla permeabilità dell'area, attraverso l'utilizzo di spazi verdi e coni visivi molto profondi, e dell'edificio stesso, pensato in modo da poter ospitare importanti funzioni pubbliche e aziendali. La struttura è leggera e riprende le traiettorie dinamiche dei solchi infrastrutturali, prestandosi tanto ad una percezione veloce quanto ad un'esplorazione lenta, a misura d'uomo.

L'intera struttura è stata concepita come un organismo completo e flessibile, fortemente permeabile, con una profonda integrazione tra pubblico e privato in funzioni modulabili e scalabili. L'edificio presenta lunghi setti, in parte sospesi, realizzati con travi in legno lamellare, caratteristica che consente di attraversarlo senza necessità di varcarne la soglia.

L'area esterna, quasi totalmente dedicata al giardino, la sala conferenze e la caffetteria sono fruibili indipendentemente dalle attività aziendali. Queste ultime integrano una serie di servizi per i dipendenti che favoriscono la vivibilità dell'ambiente di lavoro, il confort, il comune senso di appartenenza: un asilo nido, una palestra, una cucina, degli spazi per il relax, luoghi dedicati alla ricerca della giusta concentrazione, aree per il lavoro di gruppo, sale riunioni e postazioni di lavoro condivise. 

Tutta la struttura è stata concepita con modalità costruttive a secco. Le prestazioni energetiche dell'involucro sono state ottimizzate, oltre che attraverso il ricorso a pareti e strutture in legno, grazie a schermature solari a lamelle.
Le pareti trasparenti sono in PMMA, materiale dalle ottime prestazioni acustiche e termiche, lavorabile e curvabile, riciclabile e leggero. Ognuna delle scelte progettuali fatte dal team è stata dettata dalla ricerca di confort assoluto, in tutti i suoi aspetti, affinchè gli utilizzatori dell'edificio potessero sentirsi veramente bene nel posto che li avrebbe ospitati. 

 

Enrico Realacci Architectures

Enrico Realacci Architectures viene fondato a Roma nel 1999. Lo studio è attivo nella creazione e nella trasformazione di spazi culturali ed espositivi, degli ambienti di lavoro e dei luoghi dell'abitare, con particolare attenzione per il riuso e per la riqualificazione del patrimonio esistente.

Il team gestisce progetti complessi attraverso l'integrazione di tutte le competenze necessarie, dallo space planning alla progettazione architettonica, strutturale e impiantistica, dal project management alla direzione dei lavori. L'impegno dello studio passa per le discipline specialistiche dell'illuminotecnica, dell'acustica, della climatizzazione, dell'integrazione domotica, dell'energy management, della progettazione multimediale e del design di arredi. L'intero processo progettuale viene gestito attraverso una completa integrazione multidisciplinare che parte dalle linee guida e coinvolge tutti gli attori del team, i quali pongono sul tavolo le loro specifiche competenze. Questo metodo permette di progettare in maniera naturale e armonica, come se si creasse un organismo che va via via perfezionandosi e specializzandosi. 

OCRA

OCRA nasce dalla fusione fra lo studio emergente OCRA architetti associati fondato da Carlos Acosta Fontana, Vincenzo Ramires Pomella e Silvia Vacca Maggiolini e la società di ingegneria Progeco Sas degli architetti Marco e Goffredo Camilli e dell'ingegner Fulvio Camilli. All'intensa attività di ricerca architettonica si uniscono così la concretezza e l'esperienza trentennale nel campo del social housing, dell'urbanistica, dell'edilizia sportiva e delle infrastrutture.

Il team ha partecipato a numerosi concorsi nazionali e internazionali, affiancando l'attività di ricerca a quella didattica svolta dai fondatori presso le facoltà di Architettura e Ingegneria dell'Università La Sapienza di Roma.

Attualmente la struttura sta ampliando la propria rete professionale con progetti istituzionali in Africa e con collaborazioni, ormai anche piuttosto consolidate, con affermate società di ingegneria.

Fra i maggiori successi incassati da OCRA architetti associati troviamo la vittoria nel concorso per la sede della compagnia petrolifera nazionale ganese GNPC, pubblicato sul Sole 24 Ore, di cui è stato già presentato l'elaborato definitivo, la progettazione della sede delle Nazioni Unite di Addis Abeba e l'invito di Telecom e Cassa Depositi e Prestiti al concorso ristretto under 40 per il restauro delle torri dell'EUR a Roma, la planetaria diffusione del progetto per il concorso ad inviti del nuovo pantheon di Astana e gli articoli su Repubblica in merito ai lavori in collaborazione con l'università presentati al Salone del Mobile 2015 a Milano presso Green Utopia alla Fabbrica del Vapore.

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