Innovazione e Architettura: cimiteri subacquei, colonie su Marte e strutture galleggianti auto-sufficienti

A pochi giorni dal lancio della edizione 2017 del Jacques Rougerie Foundation International Competition in Architecture, dedicato ai progetti innovativi orientati al rispetto ambientale, pubblichiamo i progetti vincitori della sfida dello scorso anno: strutture subacquee dove il corpo diventa sostanza nutritiva, colonie su Marte o strutture galleggianti...

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A pochi giorni dal lancio della edizione 2017 del Jacques Rougerie Foundation International Competition in Architecture, dedicato ai progetti innovativi orientati al rispetto ambientale, pubblichiamo alcune immagini dei progetti vincitori della competizione internazionale dello scorso anno: strutture subacquee dove i corpi umani diventano sostanze nutritive, colonie su Marte o strutture galleggianti auto-sufficienti sono le idee vincitrici.

L'obiettivo della Fondazione, attiva dal 2009, è quello di stimolare architetti, designer, ingegneri artisti e urbanisti a proporre progetti che puntino al rispetto ambientale e ad essere consapevoli della responsabilità che la professione affida loro.

La sovrappopolazione, la mancanza di spazio e l'innalzamento del livello del mare sono i temi che, come ogni anno, il concorso lanciato da Jacques Rougerie Foundation ha voluto affrontare, chiedendo ai partecipanti di avanzare proposte fantasiose e risolutive. I progetti pervenuti sono stati, a parere della giuria, sorprendenti. La partecipazione di professionisti provenienti da tutto il mondo ha dimostrato quanto il mondo dei creativi di tutto il mondo sia sensibile a questi temi e quanto essi rappresentino una strada per il perseguimento di un obiettivo comune: la salvaguardia del pianeta. 

Strutture subacquee dove i corpi umani si trasformano in sostanze nutritive, colonie di ecosistemi o strutture galleggianti auto-sufficienti per i rifugiati climatici sono alcune delle idee presentate dai candidati che hanno partecipato al concorso. 

Innovation and Architecture for the Sea Award

2016 Laureate | The Reef of Silence - Yunil Nam (Republic of Korea)

Ispirata alle 20.000 Leghe sotto i Mari di Verne, "The Reef of Silence" esplora un luogo funerario e un impianto di coltivazione di corallo in una struttura subacquea nell'Oceano Indiano. 

Il progetto tiene conto dell'impatto ambientale che i sacri rituali di sepoltura dello Zoroastrismo indiano stanno avendo sul fiume Gange, il quale, sfociando nell'Oceano, causa un declino degli habitat della barriera corallina. Anche il governo indiano, infatti, ha cercato alternative forme di sepoltura e di cremazione, al fine di ridurre lo stress ambientale del fiume.

È per questo motivo che sono stati creati dei fitti collegamenti tra la morte e la coltivazione dei coralli, entrambi parte di una più ampia ecologia marina. Le sepolture visionarie ipotizzate dal vincitore del premio sono basate su nuove tecniche di decomposizione del corpo, come la liofilizzazione e la liquefazione, che trasformano il defunto in sostanze nutritive in forma di polvere e liquidi. Il corallo, poi, che è di fatto l'infrastruttura urbana dell'ambiente marino, è alimentato proprio da quelle sostanze. 

L'idea riesce a garantire una riabilitazione della vita marina all'interno di una pelle architettonica che svolge un ruolo fondamentale per il corallo, il quale riesce a stabilirsi all'interno di essa e ad accelerare la sua crescita. Quello che ne deriva è una sorta di città sottomarina i cui abitanti non sono altro che i coralli stessi. 

2016 Special Mention | Anticipatory Archipelagos The Restorative Land - Shaunice Ten (Singapore)

2016 Coup de coeur | Water pavilion walk towards the ocean - Diego Daniel Valle Almagro (Spain)

2016 Recognition award of the jury | Civilization 0.000 - Dimo Ivanov (Bulgaria)

"Innovation and Architecture for Space" Award

2016 Laureate | The Terra Chronicles - Ruoning Deng, Shixiang Zheng, Yuteng Lin China (Canada)

A causa della crescente espansione delle attività umane, l'impatto sugli ecosistemi naturali della Terra diventa sempre più grave e deleterio. I progressi delle tecnologie di costruzione permette di proiettarsi verso l'alto, arrivando fino allo spazio.

Il progetto "The Terra Chronicles" propone un archivio di tutte le specie viventi attraverso la raccolta di campioni del loro DNA e di unità capaci di riflettere le interazioni e le crisi che ogni specie affronta nel tempo in cui vive. I nodi tra le diverse fibre sono gli ecosistemi all'interno dei quali si trovano le varie specie. Questi nodi ricreano ambienti naturali e forniscono opportunità di riabilitare le specie a rischio di estinzione. 

Il progetto è costruito su tre diversi sistemi strutturali. La struttura primaria è fatta di spessi rami simili alle ossa che supportano le fibre secondarie, paragonabili a capelli. Il terzo sistema è costituito da capsule molli rotonde avvolte da una membrana che si trovano all'incrocio tra strutture primarie e secondarie.

Da lontano la torre appare come una linea temporale lineare, si estende nello spazio e incarna la vita e la morte degli organismi sulla Terra che stanno lottando per cambiare e per adattarsi ai mutamenti dell'ambiente in cui vivono. The Terra Chronicles è un tributo alla nostalgia, ma un potenziale seme da lanciare nello spazio in attesa di essere attivato.

2016 Special Mention | Green Solar Airship - Jean-Marc Schivo, Lucilla Revelli, Gérard Feldzer (Italy - France)

2016 Coup de cœur | Project Noah's ark - Samer El Sayary (Egypt)

2016 Recognition award of the jury | Architecture on the Moon: Space tourism and scientific research habitat - Victor Del Carpio Torres (Peru)

"Architecture and Sea Level Rise" Award

2016 Laureate | New Edge - Extending shore boundaries | Prethvi Raj, Prasanth Jayaprakash (SAP Chennai Team Inde)

L'innalzamento del livello del mare costituisce una minaccia confermata da più fronti. Come si può contrastare questo fenomeno? Come esso influenza la nostra vita? Basta semplicemente fuggire?

L'approccio progettuale proposto cerca un'alternativa alla fuga, concentrandosi sul potenziale invisibile del contesto per costruire una rete resiliente, adattabile ed economicamente efficace. Il vento e l'acqua sono stati identificati come forze capaci di guidare la progettazione. La terra, risorsa di base, e l'acqua, carburante della sopravvivenza, sono parte di un ciclo ecologico enorme, all'interno del quale il dialogo tra i due elementi diventa cruciale. Non bisogna considerare solo il terreno o solo l'acqua, ma entrambi. 

Il progetto è stato organizzato su tre livelli. La terra deve essere rafforzata e recuperata attraverso la raccolta di sabbia, la minaccia dell'acqua deve essere respinta con la piantagione del corallo. Le due forze lavorano insieme, non vengono alterate, ma le loro funzioni ottimizzate. 

2016 Special Mention | H2O (Humanitarian Harbour of the Ocean) A humanitarian floating farm - Léo Bentegeat, Zhicheng Weng, Zicheng Cui (China - France)

2016 Coup de cœur | Byoyant light Responsive Infrastructure for Seasonal Change - Claire Lubell, Virginia Fernandez Rincon (Canada)

2016 Recognition award of the jury | Land-water Co-habitation Tang Jieliang (Hong Kong)

Per maggiori informazioni visitare www.jacquesrougeriecompetition.com.

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