Al bando ogni cliché: negli InterCityHotel firmati Matteo Thun la bellezza nasce dalla durabilità

La catena alberghiera tedesca si affida all'architetto italiano per l'interior design

Evitare mode passeggere, facendo in modo che la bellezza scaturisca dalla durabilità tecnica ed estetica. La filosofia progettuale di Matteo Thun - che nelle sue architetture fa derivare la qualità estetica da solidi capisaldi, tra i quali: ecologia, sostenibilità e profonda comprensione dello spirito del contesto - sposa gli intenti della committenza nei rinnovati spazi degli InterCityHotel.

La catena alberghiera tedesca, brand del gruppo Deutsche Hospitality, fondata nel 1987, ha affidato allo studio Matteo Thun & Partners i progetti di interior design per la ristrutturazione dei suoi hotel e per la realizzazione di nuove strutture alberghiere. Il gruppo tedesco, che attualmente conta 41 alberghi, è infatti in forte espansione. Il primo hotel firmato Matteo Thun è stato inaugurato a febbraio a Braunschweig, in Germania, e a questo ha fatto seguito la struttura tedesca di Duisburg.

InterCityHotel a Braunschweig (Germania). Fotografie: ©Hiepler, Brunier

L'hotel Braunschweig, con 174 camere e una sala conferenze, rappresenta un progetto-pilota al quale faranno riferimento tutte le successive aperture. Sono infatti in corso progetti a Francoforte, Hildesheim, Amburgo, Dortmund, Saarbrücken, Hannover, Herford, Wiesbaden (Germania); Budapest (Ungheria) e Graz (Austria).

 «Non abbiamo bisogno di effetti speciali, superficiali ed effimeri» dichiara J. Marusczyk, amministratore delegato di IntercityHotel GmbH. Niente gesti eccessivi, ma è la semplicità a governare il progetto, insieme alla ricerca di forme che le persone possano comprendere in modo intuitivo. D'altronde, i grandi gesti spesso sono destinati a invecchiare precocemente e a diventare desueti con la stessa velocità con cui decade una moda. E, invece, il perno attorno a cui ruota il progetto di interior design per la catena InterCityHotel è la durabilità sia estetica che tecnica.

Durabilità e sostenibilità sono i princìpi chiave

Nessuna concessione alle tendenze del momento perché la bellezza che prende le distanze dalle mode non invecchia. È questo uno dei princìpi cardine. Il progetto ricerca la semplicità, senza nulla togliere alla cura dell'estetica, alla funzionalità e all'uso della tecnologia. In particolare, la semplicità costruttiva favorisce anche la sostenibilità economica. Certamente di non minore importanza è, inoltre, la durabilità intesa come longevità degli elementi che compongono il progetto, il quale, prendendo in considerazione l'intero ciclo di vita della struttura, prevede cicli di ristrutturazione all'incirca ogni dodici anni.

InterCityHotel a Braunschweig (Germania). Fotografie: ©Hiepler, Brunier

«Cerchiamo sempre di progettare non in base alle tendenze effimere e pertanto passeggere, ma con l'obiettivo di realizzare qualcosa di durevole, intramontabile, con grande attenzione allo spirito del luogo in cui sorge la struttura e all'ottimo rapporto qualità-prezzo. I materiali naturali, come il legno, sono perfetti in questo. Con il trascorrere del tempo la loro superficie si modifica, ma la qualità estetica migliora guadagnandone in bellezza» spiegano dallo studio Thun.

InterCityHotel a Braunschweig (Germania). Fotografie: ©Hiepler, Brunier

La sostenibilità è l'altro principio chiave, che, come quello della durabilità a cui è connesso, è parte integrante del modo di progettare di Matteo Thun e del suo team. Questo, come gli altri progetti dello studio, segue il principio dei "tre zeri". "Zero chilometri" significa impiegare materiale locale. "Zero CO2" vuol dire prestare grande attenzione alle emissioni e ai consumi energetici. Infine "zero rifiuti", vale a dire tenere in debita considerazione la produzione dei rifiuti, non solo in fase di costruzione, ma con riferimento all'intero ciclo di vita della struttura.

Le superfici aptiche stimolano il tatto

InterCityHotel a Braunschweig (Germania). Fotografie: ©Hiepler, Brunier

Gli interni sono accoglienti e pensati per far sentire l'ospite come a casa. L'accoglienza, inoltre, non si limita ai clienti dell'hotel, ma alcuni spazi, quali la welcome area e il bar, sono aperti anche ad utenti che non soggiornano nella struttura. Gli spazi comuni sono caratterizzati da aree per l'incontro e da luoghi più raccolti che favoriscono la privacy e il relax. Gli arredi dallo stile semplice e "leggero", l'utilizzo delle trasparenze e la valorizzazione della luce naturale offrono un ambiente accogliente.

InterCityHotel a Braunschweig (Germania). Fotografie: ©Hiepler, Brunier

Le superfici stimolano i sensi. Gli interni di InterCityHotel con le loro superfici aptiche stimolano il senso del tatto. «Toccare, afferrare sono manifestazioni di amore per la vita; stimolano la percezione, svelano l'anima di un oggetto, la "thingness of things" (il riferimento è a Martin Heidegger). Afferrare è il fine ultimo dei sensi, del senso del gusto, dell'olfatto e dell'udito: la base della bellezza visiva stessa» afferma Matteo Thun.

InterCityHotel a Braunschweig (Germania). Fotografie: ©Hiepler, Brunier

Non secondario, l'utilizzo del verde, con il quale si cerca di portare la natura negli spazi interni, a tutto vantaggio dell'atmosfera e del micro-clima.

Mariagrazia Barletta

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