Split payment esteso, bonus per investimenti in pubblicità, rafforzato il Fondo di Garanzia: il decreto fiscale è legge

La legge di conversione va in Gazzetta ufficiale e entra in vigore da oggi. Split payment esteso anche alle controllate della Pa. Sterilizzato l'aumento dell'Iva e ampliato il credito di imposta per imprese e autonomi che investono in pubblicità. Sospese alcune sanzioni legate al nuovo spesometro.

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Split payment esteso anche alle controllate della pubblica amministrazione. Sterilizzato l'aumento dell'Iva e ampliato il credito di imposta per imprese e autonomi che investono in pubblicità, purché tali investimenti incrementino di anno in anno. Sono alcune delle novità che la legge in materia fiscale porta con sé.

Prorogata anche la rottamazione delle cartelle esattoriali. Sospese alcune sanzioni legate al nuovo spesometro obbligatorio e incrementato di 500 milioni il Fondo di Garanzia, strumento che favorisce il microcredito, accessibile dal 2015 anche ai professionisti.

La legge, che converte il decreto fiscale è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale ed è in vigore da oggi 6 dicembre.

Split payment esteso alle controllate della Pa

Il decreto fiscale (Dl 148 del 2017) ha esteso lo split payment - con effetto a partire dal 1° gennaio 2018 - alle società controllate dalla pubblica amministrazione.

Attualmente lo split payment è previsto per tutte le amministrazioni dello Stato, gli enti territoriali, le università, le aziende sanitarie e le società controllate dallo Stato. Per effetto dell'estensione inserita nel decreto fiscale, vi rientreranno dal prossimo anno anche gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche, le società controllate direttamente o indirettamente da qualsiasi tipo di amministrazione pubblica e quelle partecipate per una quota non inferiore al 70 per cento da qualsiasi amministrazione pubblica o società assoggettata allo split payment.

Gli elenchi pubblicati dal Mef ancora non prendono in considerazione l'estensione del meccanismo alle controllate della Pa, giacché per definire nel dettaglio tale ampliamento servirà un ulteriore decreto del Mef. 

Credito di imposta per investimenti pubblicitari incrementali

Vengono ampliati gli incentivi fiscali, sotto forma di credito di imposta, per investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, sulla stampa on line e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Ne possono beneficiare imprese e lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie il cui valore superi almeno dell'1 per cento quelli, di analoga natura, effettuati nell'anno precedente.

Il credito è concesso per l'anno 2018 nel limite complessivo, che costituisce tetto di spesa, pari a 62,5 milioni di euro. La misura è anche retroattiva, una quota, infatti, dello stanziamento, pari a 20 milioni di euro, è destinata al riconoscimento del credito di imposta relativo ai soli investimenti pubblicitari incrementali effettuati a partire dal 24 giugno 2017 e fino al 31 dicembre 2017.

Il credito d'imposta (utilizzabile esclusivamente in compensazione) è pari al 75 per cento del valore incrementale degli investimenti effettuati, innalzato al 90 per cento nel caso di piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative. Le modalità di attuazione sono demandate ad un Dpcm da emanare di concerto con i ministeri delle Finanze e dello Sviluppo economico.

Sterilizzato l'aumento delle aliquote Iva

Il decreto fiscale scongiura l'aumento dell'Iva contenuto nelle ultime cosiddette clausole di salvaguardia, ossia quelle clausole che, inserite nelle ultime manovre annuali, fanno scattare in automatico un aumento delle imposte qualora non si riuscissero a centrare gli obiettivi di finanza pubblica previsti e legati ai vincoli stabiliti dall'Ue.

La "manovrina", ossia il decreto legge - convertito in legge lo scorso aprile -, varato per aggiustare i conti pubblici, era intervenuto sulle clausole di salvaguardia della legge di stabilità 2015, rimodulando l'aumento dell'Iva, prevedendo, per il 2018, un incremento all'11,5 per cento dell'aliquota agevolata e al 25 per cento dell'aliquota ordinaria. Tale aumento, del valore di 15,7 miliardi per le casse dello Stato, viene disinnescato. In particolare, il decreto fiscale trova risorse per evitare l'aumento delle aliquote Iva previsto nel 2018. Aumento che sarà completamente sterilizzato con le misure che saranno adottate con il disegno di legge di Bilancio 2018, in corso di conversione.

Nuovo spesometro: sospese alcune sanzioni

Non saranno applicate sanzioni nei confronti dei soggetti passivi Iva per l'errata trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute per il primo semestre 2017, a condizione che le comunicazioni siano effettuate correttamente entro il 28 febbraio 2018. Si introduce inoltre la facoltà, da parte dei contribuenti, di effettuare la trasmissione dei dati con cadenza semestrale.

Il riferimento è ai "nuovi obblighi di comunicazione verso il fisco introdotti dal decreto fiscale del 2016 (Dl 193 del 2016), che prevedono l'invio sia dei dati delle fatture emesse e ricevute che dei dati delle liquidazioni periodiche Iva.

Proroga per la rottamazione delle cartelle esattoriali

Viene prevista una riapertura dei termini per la cosiddetta rottamazione delle cartelle esattoriali. Viene data la possibilità ai contribuenti che non abbiano completato gli adempimenti relativi alla rottamazione delle cartelle Equitalia (facilitazione introdotta con il Dl 193/2016), di mettersi in regola e accedere alle agevolazioni previste per il pagamento del debito tributario o contributivo affidato all'agente della riscossione (si versano le cifre del tributo e gli interessi legali senza sanzioni ed interessi di mora).

500 milioni per il Fondo di Garanzia

La dotazione del Fondo di Garanzia viene incrementata di 300 milioni per l'anno 2017 e di 200 milioni per il 2018. Il Fondo centrale di Garanzia è uno strumento attivo dal 2000 per le piccole e medie imprese, ampliato nel 2015 anche ai professionisti, che favorisce l'accesso al microcredito attraverso la concessione di una garanzia pubblica che si affianca o sostituisce le garanzie reali portate dall'impresa o dal professionista. Si tratta quindi di una garanzia prestata a fronte di finanziamenti concessi dalle banche.

Il professionista che ha bisogno di un finanziamento, ma non possiede sufficienti garanzie, può chiedere alla banca di garantire l'operazione attraverso l'accesso al Fondo. In pratica, in caso di insolvenza da parte del professionista, la banca è risarcita dal Fondo centrale di garanzia. Ovviamente, la legge fissa dei "paletti" per le imprese e i professionisti che possono beneficiarne. Rivolgendosi al Fondo di Garanzia, il professionista, quindi, non ottiene un contributo in denaro o l'erogazione diretta di un finanziamento agevolato, ma ha la concreta possibilità di ottenere attraverso banche - o anche società di leasing o confidi - un vantaggio che si può concretizzare in condizioni economiche migliori riguardo tassi e commissioni o nell'erogazione di maggior credito.

Mariagrazia Barletta

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 16 ottobre 2017, n. 148

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