Biblioteca civica di Bressanone (Bz), completata la prima fase con il restauro dell'ex tribunale

Verso il cantiere anche la scuola di musica

Dopo un periodo di stasi, si avvia a grandi passi verso la realizzazione la biblioteca civica di Bressanone, nell'Alto Adige, progettata dallo studio Carlana Mezzalira Pentimalli. La prima fase si è da poco conclusa e ha previsto il restauro dello storico palazzo dell'ex tribunale, in origine residenza vescovile, affacciato sulla piazza del Duomo. Il palazzo, le cui origini risalgono al XIII secolo, è stato restaurato per ospitare gli uffici del Giudice di pace e solo temporaneamente gli uffici del Comune, che saranno poi annessi alla nuovo edificio della biblioteca, non appena questo sarà realizzato.

Il recupero e la rifunzionalizzazione dell'ex tribunale sono parte infatti di un più ampio progetto, che prevede anche il restauro del contiguo edificio cosiddetto dell'ex finanza, la sistemazione di un antico giardino destinato a diventare un parco della letteratura, e l'edificazione di un nuovo volume tra i due immobili recuperati (ex finanza ed ex tribunale), da destinare a biblioteca civica. Biblioteca che si estenderà anche ai due edifici restaurati, ad eccezione del secondo piano dell'ex tribunale, che continuerà ad essere sede del Giudice di pace e di una porzione dell'immobile dell'ex finanza, che sarà adibita ad uffici.

I progetti di recupero e del nuovo volume della biblioteca nascono tutti da un concorso di progettazione internazionale bandito dal Comune di Bressanone e vinto dallo studio Carlana Mezzalira Pentimalli a fine 2010.

Il palazzo dell'ex tribunale visto da piazza del Duomo. Fotografo © Roberto Sartor

«Tutto il lavoro è stato fermo fino al 2016», racconta Michel Carlana, alla guida dello studio con base a Treviso, fondato nel 2010 con Luca Mezzalira e Curzio Pentimalli. Ma poi al progetto è stata impressa una buona accelerata: in poco tempo il restauro dell'ex tribunale è giunto alla realizzazione e si è andati avanti con il progetto del nuovo volume della biblioteca, «i cui esecutivi saranno consegnati verso giugno», continua Carlana. Contemporaneamente alla nuova architettura dovrebbe avanzare anche il recupero dell'edificio cosiddetto dell'ex finanza. 

La città di Bressanone si sta dando da fare, e infatti un altro progetto dello studio Carlana Mezzalira Pentimalli sta per passare dal render al cantiere. A dicembre gli architetti hanno infatti consegnato gli esecutivi per la scuola della musica, che attende, dunque, l'indizione della gara per l'affidamento dei lavori. Si tratta di un progetto che i tre architetti hanno conquistato aggiudicandosi un altro concorso di progettazione, vinto a gennaio 2015 (si veda l'articolo dedicato al progetto, scritto in occasione dell'annuncio dell'esito del concorso).

Il restauro dell'ex tribunale di Bressanone

L'obiettivo del progetto di restauro dell'ex tribunale - portato avanti da Carlana Mezzalira Pentimalli insieme a Giada Cattelan e Alessio Oliviero (entrambi collaboratori dello studio) - è stato quello di restituire carattere agli spazi interni dello storico palazzo. Carattere che si era perso a causa di manomissioni subite nel tempo. Tante, infatti, le funzioni succedutesi al suo interno, fino all'ultima che ha trasformato l'edificio in un tribunale. «Abbiamo cercato di lavorare sull'edificio antico nel modo più delicato e silenzioso possibile», racconta ancora Michel Carlana. 

La storia del palazzo è molto lunga, fatta anche di forti alterazioni. «La difficoltà era, viste le grosse manomissioni - continua l'architetto - capire il tipo di restauro da attuare. Di tracce antiche ce n'erano molto poche, quindi quelle trovate le abbiamo volute preservare il più possibile». 

Edificio ex tribunale, particolare della scala. Fotografo © Roberto Sartor

L'intervento di restauro, oltre a procedere per sottrazione, ha comportato l'aggiunta di alcuni elementi, come le lampade a sospensione, il coronamento in legno del parapetto della scala, cornici in bassorilievo sui portali, e altri accessori, «tutti trattati come come se fossero sempre esistiti, senza però alcuna vena nostalgica, anzi, con una forte vocazione alla contemporaneità». «Pochi segni, per essere il più silenziosi possibile», rimarca Carlana, pensati per impreziosire gli interni, facendo ricorso alla manualità degli artigiani locali.

«Le nuove luci del piano della futura biblioteca le abbiamo volute progettare come se fossero dei vecchi candelabri». Il corrimano della scala che collega i due piani è invece concepito come «un elemento estruso, come un grande nastro continuo che percorre tutta la scala».

Nessun intervento strutturale è stato necessario perché l'edificio era già stato consolidato prima dell'avvio del concorso. Si è trattato, invece, di un lavoro di lettura delle stratificazioni, di pulitura e di sottrazione, per eliminare le monomissioni e valorizzare ciò restava di autentico, grazie anche ad un sottile e delicato lavoro artigianale e di design.

Nuovo e antico si fonderanno in un'unica struttura

Tra i due edifici storici (ex finanza e d ex tribunale) sarà realizzato il nuovo volume, con un grande foyer a tripla altezza che salderà il vecchio con il nuovo. L'edificio di nuova costruzione prende il nome di Kulturbaum, che significa albero della cultura, «non perché assomigli realmente ad un albero, piuttosto perché si comporta come un albero», riferisce Carlana. Il volume infatti è composto da ramificazioni contenenti un sistema di rampe, che si insinuano tra gli edifici esistenti recuperati, in modo da raccordare tutti i dislivelli tra le tre architetture che andranno a formare la biblioteca civica.

Kulturbaum, il nuovo edificio che ospiterà la biblioteca

Il giardino sarà connesso con l'adiacente chiostro dell'ex carcere (oggi dismesso), che attualmente, in attesa della assegnazione di una funzione definitiva all'immobile, è utilizzato dalla comunità come spazio per rappresentazioni teatrali e artistiche. «C'è proprio una riappropiazione culturale del luogo». «C'è una vocazione culturale molto forte e sono sicuro che verrà a crearsi un'interessante sequenza con i "nostri" spazi», conclude Michel Carlana.

di Mariagrazia Barletta

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