Da Chipperfield a Siza, da Grimshaw a Piano: viaggio tra 20 architetture d'Europa terminate nell'ultimo anno

Centri culturali, infrastrutture, headquarters, università e chiese: in Europa architetture griffate nascono come nuove costruzioni o dal riuso dell'esistente. Alcune sono di piccola taglia, come il Maggie's centre di Londra firmato Steven Holl, altre hanno smosso ingenti capitali, come la rinata London Bridge Station. Alcune creano nuovi collegamenti tra i luoghi della città, altre spazi pubblici o inediti luoghi per la cultura.

Sono tante le architetture interessanti - realizzate nell'ultimo anno - da vedere o visitare e da aggiungere a quelle selezionate nell'articolo dello scorso anno Da Hadid a Piano: viaggio tra 20 architetture d'Europa realizzate nell'ultimo anno.

Copenaghen protagonista

Tra le protagoniste: Copenaghen. Nella capitale danese è stato completato Blox, un nuovo landmark nel paesaggio marittimo, un'architettura polifunzionale firmata dallo studio Oma. L'edificio, scomposto in parallelepipedi, dà vita ad un attraversamento pubblico protetto che scavalca una strada a scorrimento veloce per mettere in connessione due aree urbane: il porto e il distretto del Parlamento. L'edificio ospita al suo centro il Danish architecture center (Dac), con il suo «rooftop café» e le terrazze panoramiche affacciate sul porto. E poi: spazi di co-working, una libreria, una palestra, un ristorante, 22 appartamenti, un parcheggio automatico e nuove piazze pubbliche. Tra l'altro il Dac, che nelle sue sale espone la storia del design e dell'architettura danesi, ha messo a punto un'app che racconta la storia di oltre 100 architetture della città.

The BLOX, studio OMA. Fotografia di: Rasmus Hjortshøj, COAST Studio & BLOX

COBE - studio danese molto attivo a Copenaghen, dove tra l'altro ha firmato la Nørreport Station e lo sviluppo dell'ex porto industriale di Nordhavn - ha trasformato un silo, proprio a Nordhavn, in appartamenti, conservando la vecchia struttura. L'interno del silo e la sua anima industriale sono stati preservati, mentre all'esterno è stata aggiunta una facciata in acciaio zincato. Il progetto (pluripremiato) ha vinto il "Best Tall Building Europe 2018" del Council on tall buildings and urban habitat (Ctbuh).

Restando nel porto di Nordhavn, un'altra rifunzionalizzazione modello riguarda una gru per il carico del carbone che è stata recuperata per ottenere un appartamento di lusso, una sala riunioni, una spa e una terrazza. Il progetto è dello studio danese Arcgency. 

COBE, The Silo. Foto © OASTARC / R. Hjortshøj

Lame in rame a protezione della torre Maersk, vincitrice al Mipim 2018 del premio "Best Healthcare Development". L'edificio è progettato dallo studio C.F. Møller Architects e ospita un centro universitario di ricerca in ambito sanitario. La torre è un'estensione della Facoltà di Salute e Scienze Mediche dell'Università di Copenaghen, e contiene sia strutture di ricerca e insegnamento, sia un centro conferenze con auditorium e sale riunioni, dotati delle tecnologie più avanzate.

C.F. Møller Architects, Maersk Tower. Photografo: Adam Mørk

Sempre in Danimarca, l'artista Olafur Eliasson e il team di architetti del suo studio hanno firmato il nuovo quartier generale della società Kirk Kapital a Vejle, fiorente centro economico della penisola di Jutland. La nuova sede dell'azienda offre un'interpretazione contemporanea dell'idea di opera d'arte totale, incorporando notevoli opere site-specific di Eliasson, con mobili e illuminazione appositamente progettati. L'edificio, battezzato Fjordenhus, affiora dall'acqua ed il suo piano terra è accessibile a tutti: vi si  arriva tramite una passerella.

Olafur Eliasson e Studio Olafur Eliasson Fjordenhus, 2009-2018 Vejle, Denmark Cliente: Kirk Kapital. Photo: Anders Sune Berg, 2018 © 2018 Olafur Eliasson

Londra va in scena con Grimshaw, Steven Holl, Chipperfield e Foster

A Londra, il padiglione che la Serpentine Gallery, la galleria d'arte immersa nel verde dei giardini di Kensington, commissiona ad un architetto di fama internazionale, quest'anno è stato progettato dalla giovane messicana Frida Escobedo. Sfruttando un sottile gioco di luce, acqua e geometria, il suo progetto attinge all'atmosfera raccolta dei cortili, all'architettura domestica del Messico, rifacendosi anche ai materiali e alla storia britannici.

Serpentine Pavilion 2018, progettato da Frida Escobedo, Serpentine Gallery, Londra (15 June - 7 October 2018) © Frida Escobedo, Taller de Arquitectura, Photography © 2018 Rafael Gamo

Serpentin Pavilion di Frida Escobedo. Photography © 2018 Norbert Tukaj

A piedi dello Shard, il grattacielo firmato Renzo Piano, si sono conclusi, meno di un mese fa, i lavori  della London Bridge Station. La vecchia stazione è stata trasformata in una nuova infrastruttura in cui nuovo e antico si fondono. L'inaugurazione dello scorso luglio ha rappresentato il capitolo conclusivo di un'ambiziosa opera di riqualificazione iniziata nel 2013, grazie ad un progetto portato avanti dagli ingegneri di Arcadis e WSP e dagli architetti di Grimshaw, Costain e Network Rail

Modularità, prefabbricazione avanzata e processo off-site: sono gli ingredienti di un progetto complesso, da un miliardo di sterline, che ha permesso di mantenere in funzione la stazione nelle lunghe fasi di cantiere. Spazi permeabili si connettono allo spazio pubblico esterno, con l'idea di fondo di rigenerare Southbank. Un atrio dimensionato per 50 milioni di passeggeri all'anno accoglie i visitatori, generando un ampio spazio civico.

London Bridge Station, Fotografie: © Paul Raftery.

Nel centro di Londra è sorto uno dei centri della rete dei britannici Maggie's centres, le famose "case" per il sostegno morale e psicologico ai malati oncologici. Spazio aperto e luce sono le due componenti principali del progetto firmato da Steven Holl Architects in partnership con jmarchitects. La "pelle" di vetro bianco opaco con inserti di vetro colorato è stata studiata ad hoc per il Maggie's centre Barts  (questo il nome del centro) con la collaborazione di Okalux.

Maggie's centre Barts, progetto di Steven Holl Architects con jmarchitects. Fotografia di Iwan Baan

David Chipperfield Architects ha terminato l'ampliamento della Royal Academy of Arts, antica istituzione artistica della Gran Bretagna, fondata nel 1768. Dal 1868 ha sede a Burlington House, a Piccadilly, nel centro di Londra e nel 1998 ha acquisito un edificio al numero 6 di Burlington Gardens, immediatamente a nord di Burlington House, progettato nel 1860 come sede del Senato per l'Università di Londra. Chipperfield ha messo in connessione i due edifici, li ha restaurati, li ha adeguati al nuovo programma funzionale introducendo elementi contemporanei.

Tra l'altro, la trasformazione dell'edificio di Burlington Gardens include la reintegrazione di un auditorium nell'estremità est, ottenuta rimuovendo un piano che era stato aggiunto. In autunno, nella nuova galleria Gabrielle Jungels-Winkler in Burlington Gardens, in occasione del 250esimo anniversario della Royal Academy, sarà aperta la mostra  Renzo Piano: The Art of Making Buildings, che offrirà una panoramica del lavoro dell'architetto attraverso sedici opere, dal Centre Pompidou di  Parigi (1971) al Whitney Museum of American Art di New York (2015).

Sempre a Londra, degna di menzione è la sede Bloomberg nella City. Progettata dallo studio di Norman Foster, è tra i sei progetti finalisti del RIBA Stirling Prize, il premio che dà riconoscimento alle migliori architetture del Regno Unito.

In Scozia, lo studio Rogers Stirk Harbour + Partners ha terminato le distillerie Macallan a Speyside, in Scozia. Per l'azienda, produttrice storica di whisky (tra i più ricercati al mondo), lo studio inglese ha progettato un edificio che potesse rivelare i processi di produzione e accogliere i visitatori, inserendosi perfettamente nella splendida campagna circostante [il video].

David Chipperfield Architects, ampliamento della Royal Academy of Art. Fotografia © Simon Menges

Foster + Partners, sede Bloomberg, Londra. Fotografia © Nigel Young Foster + Partner

Il Portogallo di Siza sconfina anche in Francia

L'opera di Álvaro Siza, nel 2018, si concentra sull'architettura religiosa. Il premio Pritzker ha terminato una piccola cappella, di soli 65 metri quadri, in mattoni, pietra calcarea e pezzi di ceramica. Un volume semplice, realizzato su una collina della regione Algarve, in Portogallo, più precisamente a Lagos. L'architetto portoghese sceglie invece il cemento bianco per la chiesa di Saint-Jacques-de-la-Lande a Rennes, nel nord della Francia. I due edifici sono stati immortalati negli scatti di João Morgado - Fotografia de Arquitectura. (Le immagini della Capela do Monte a Lagos e della chiesa di Saint-Jacques-de-la-Lande a Rennes).

Restando in Portogallo, è stato inaugurato il terminal crociere di Lisbona di João Luís Carrilho da Graça: dopo il Maat, il Museum of Art, Architecture and Technology (Maat) progettato dallo studio londinese AL_A di Amanda Levete, un altro edificio entra in dialogo con le acque del Tago. Altro punto di contatto con il museo-onda di Leverte è l'uso della copertura come nuovo spazio pubblico.

Ucl, Université catholique de Louvain, Facoltà di Architettura a Tournai (Belgio), progetto dello studio Aires Mateus

Lo studio portoghese Aires Mateus sbarca, invece, in Belgio, più precisamente a Tournai con la sede della facoltà di Architettura costruita tra antichi edifici in mattoni.

Renzo Piano e Oma a Parigi

A Parigi oltre al nuovo Palazzo di Giustizia di Renzo Piano, è stata terminata anche la Engineering science school di Parigi, firmata Oma. Sempre in tema di edilizia universitaria, degna di nota è la Facoltà d'arte, musica e design di Snøhetta a Bergen, in Norvegia.

Faculty of Fine Art, Music and Design a Bergen (Norvegia), progetto di Snøhetta. Fotografia di © Hufton Crow

Kengo Kuma visita il V&A Dundee (febbraio 2018) Fotografia © Alan Richardson

Da non perdere il V&A Dundee, il primo museo scozzese del design, progettato da Kengo Kuma. Aprirà a Dundee (Scozia) il 15 settembre. Sempre in tema di musei, attesa anche l'apertura, entro l'anno, del complesso museale M9 a Mestre (Venezia) frutto del concorso internazionale ad inviti, vinto nel 2010 dallo studio anglo-tedesco Sauerbruch Hutton

di Mariagrazia Barletta

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