Borgo Maggiore, con un progetto in sinergia paesaggistica con il bosco vince il team di Mariarita Menicucci

Un parcheggio multipiano e centro servizi che risponde ai bisogni della comunità e si integra nel centro storico di Borgo Maggiore, questa la proposta avanzata dal raggruppamento capeggiato da Mariarita Menicucci risultata vincitrice del concorso di progettazione indetto dal Dipartimento Territorio e Ambiente della Repubblica di San Marino.

La giuria ha premiato con il secondo premio il progetto del team di Valentina Berardi, apprezzando "la creazione del boulevard e dei collegamenti urbani, che sono stati ben articolati e validamente incisivi nel disegno urbano" ed ha assegnato il terzo premio al team di Luca Zanotti, apprezzando la "definizione di uno spazio urbano qualificato, che ben si relaziona e collega con l'area circostante, arricchendola funzionalmente".

Alla seconda fase del concorso hanno partecipato Grandoni Simone (quarto premio) e Salvatori Antonella (quinto premio).

Maggiori informazioni sui progetti vincitori:
www.dipartimentoterritorio.pa.sm


Mariarita Menicucci, Diego Zoppi, Fabio Berruti, Francesca Marcon, Fabio Marasso e Gianmaria Grasso

Parcheggio multipiano e centro servizi a Borgo Maggiore

Il progetto e le motivazioni della giuria

Borgo Maggiore è un nucleo storico compatto, definito da un chiaro perimetro, quello della linea di incontro con il verde circostante, che conferisce alla zona un'interessante sinergia paesaggistica tra la città di pietra e il bosco.

Il progetto del team composto da Mariarita Menicucci, Diego Zoppi, Fabio Berruti, Francesca Marcon, Fabio Marasso e Gianmaria Grasso ha voluto preservare e enfatizzare questo elemento caratterizzante proponendo un doppio intervento: sotto la stazione della funivia 5 livelli di parcheggio parzialmente ipogei coperti da piante e arbusti e un piazzale per autobus e accesso residenti sotto il borgo in Campo della Fiera.

L'idea è di fare di quest'area al contempo un contenitore di nuove funzioni utili alla comunità di Borgo Maggiore e una quinta architettonica rappresentativa del territorio, mediando tra i caratteri della tradizione e della contemporaneità.

La pietra è quindi il materiale protagonista dell'intervento, che collega la nuova opera con il borgo circostante e la chiesa vicina progettata da Giovanni Michelucci.

La giuria ha apprezzato di questo progetto la "buona articolazione funzionale dei servizi sanitari sia per quanto riguarda la funzionalità degli spazi che per l'accessibilità", il "mantenimento delle arcate è un elemento di rilevanza del progetto" e soprattutto gli aspetti legati alla viabilità, il progetto infatti "oltre a garantire il parziale mantenimento del profilo gradonato dello stato dei luoghi, attraverso l'inserimento della rotatoria all'incrocio con via Ordelaffi permette di sviluppare nuovi ed ulteriori temi di carattere urbanistico".

I progettisti hanno inoltre proposto un arcipelago di spazi pubblici differenziati posizionati su diverse quote altimetriche: la piazza di Campo della Fiera, il livello alla quota di ingresso della funivia, quello di ingresso ai servizi sanitari e la copertura stessa del centro servizi.

Tutti questi spazi sono stati pensati per accogliere le diverse funzioni del progetto e contemporaneamente essere anche luoghi di sosta e interazione connessi tra loro grazie a un sistema di gradonate esterne e di impianti di risalita meccanizzata interni.

Quasi la metà del sedime del complesso è coperta da verde con alberi e arbusti capaci di dare continuità percettiva ed ecologica all'area boschiva attigua.

Il progetto prevede inoltre un sistema di recupero e riuso delle acque meteoriche tramite uno specifico impianto per il recupero al fine di poter utilizzare l'acqua per poter irrigare le coperture verdi e per gli scarichi dei servizi pubblici e la riduzione dei consumi energetici legati a fonti non rinnovabili mediante l'uso di geotermia.

Infine la giuria evidenzia anche come "la possibilità di cantierizzazione per fasi costituisce un valore aggiunto importante al progetto, in quanto permette di mantenere un discreto numero di posti per tutta la durata del cantiere".

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