Bonus pubblicità: richieste dal 1° al 31 ottobre per il credito del 75% per investimenti in campagne su giornali e Tv

È stato stabilizzato il bonus pubblicità, ossia il credito di imposta del 75 per cento del quale possono beneficiare anche i professionisti che pianificano investimenti in campagne pubblicitarie, acquistando spazi su giornali, quotidiani e periodici, nazionali e locali, anche on line, o su Tv e radio locali, analogiche o digitali. A renderlo operativo anche per gli anni avvenire, provvedendo alla copertura dei relativi oneri, è stata la legge di conversione del decreto contenente misure in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, pubblicata in "Gazzetta ufficiale" e in vigore dal 13 agosto.

Tale legge (numero 81 del 2019) fissa anche la finestra temporale per la presentazione delle richieste di accesso al credito. Per il 2019 le richieste vanno inviate dal 1° al 31 ottobre attraverso il servizio Entratel - Fisconline dell'Agenzia delle Entrate.

Cos'è il bonus pubblicità

Il bonus pubblicità è un credito di imposta di cui possono beneficiare anche i professionisti, è del 75 per cento e si applica sul valore incrementale dell'investimento in pubblicità. In pratica si calcola sulla differenza tra l'investimento effettuato nell'anno in corso e quello relativo all'anno precedente. Per beneficiarne è indispensabile che la spesa effettuata nell'anno agevolato superi almeno dell'1 per cento il valore degli investimenti in pubblicità effettuati nell'anno precedente sugli stessi mezzi di informazione. Per "stessi mezzi di informazione" si intendono, ovviamente, non le singole testate giornalistiche o radiotelevisive, bensì il tipo di canale informativo, quindi: stampa oppure emittenti radiofoniche e televisive.

È utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite il modello F24. Calcolandosi sul valore incrementale dell'investimento, se nel 2018 la spesa per pubblicità è stata pari a zero, nel 2019 non è possibile godere dell'incentivo.

Il limite di spesa

Il credito deve fare i conti con il limite massimo complessivo delle risorse di bilancio annualmente stanziate, che costituisce tetto di spesa. La legge 81 del 2019, per la copertura del bonus, a partire dagli anni successivi al 2018, ha individuato le risorse del Fondo per il pluralismo e l'informazione. Il tetto di spesa annuale è determinato con un Dpcm che ripartisce le risorse del fondo e che va emanato entro il 31 marzo di ogni anno.

Esclusioni

Per l'accesso al credito, gli investimenti pubblicitari devono riguardare giornali ed emittenti editi da imprese titolari di testata giornalistica iscritta presso il competente Tribunale e dotati in ogni caso della figura del direttore responsabile. Sono escluse dal credito d'imposta le spese sostenute per l'acquisto di spazi destinati a servizi particolari, tra cui: televendite, servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo. 

di Mariagrazia Barletta

Le Faq pubblicate dal dipartimento per l'Informazione e l'editoria
La sezione informativa sul sito del dipartimento per l'informazione e l'editoria
La scheda informativa sul sito dell'Agenzia delle Entrate

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