Roma, nuova veste e nuovi progetti per il Centro direzionale Argonauta di via Ostiense. Nasce Argonauta - Design Crew

Non solo l'efficienza energetica: a caratterizzare l'appena restaurato Centro direzionale Argonauta di via Ostiense 131, oltre ai 657 pannelli fotovoltaici in facciata, sarà anche la nascita di Argonauta - Design Crew, il programma di architettura, design e urban art ideato da Valle Giulia Srl con l'art direction di Thirtyone Design (studio multidisciplinare attivo in tutto il mondo con sedi a Roma e a Londra) che ogni tre mesi rivisiterà gli spazi interni ed esterni dell'edificio con un'opera site specific.

Un restauro a tutto tondo che interessa l'intero assetto dell'edificio e che gli conferisce, appunto, un nuovo volto a partire dall'impianto fotovoltaico di facciata, il più grande nell'area metropolitana di Roma e uno dei più grandi del suo genere in Italia.

Non manca l'attenzione agli spazi interni, studiati in funzione degli oltre 5000 dipendenti delle società ospitate e del pubblico che lo frequenta quotidianamente, attraverso un ripensamento integrale dei vecchi percorsi: la struttura viene messa in risalto, i pilastri vengono estratti da murature e finte nicchie e colorati con il colore giallo, richiamo alla tonalità dei pannelli di rivestimento delle facciate degli anni '80, a memoria delle trasformazioni avvenute nel corso del tempo.

Foto © Moreno Maggi

Il Centro direzionale Argonauta, così rinnovato, rinforza la visione del quartiere - all'interno del quale sono in corso la costruzione della nuova sede dell'Università di Roma Tre progettata da Mario Cucinella Architects, la tanto attesa riqualificazione degli Ex Mercati Generali, e la prossima apertura del Talent Garden - portando con sè la voglia di investire sui giovani talenti creativi.

Un intervento importante per la città di Roma, dove nonostante tutte problematiche, continuano a nascere nuovi interessanti progetti che guardano al futuro urbano.

Foto © Moreno Maggi 

Il restauro e l'alta efficienza energetica

L'edificio, già all'interno della Carta Qualità del Piano regolatore di Roma, con il progetto dell'architetto Isabelle M. Rizk, a capo dello studio Agenzia di Architettura, si adatta al contesto mantenendo al contempo, come spiegato dalla progettista "un linguaggio espressivo omogeneo, risolto assumendo la massima coerenza possibile nell'approccio alle soluzioni architettoniche".

Per alleggerire l'immagine dell'intero sistema, lo skyline è ricucito collegando in quota i tre diversi volumi mediante elementi orizzontali che ne consentono una continuità morfologica pur rimarcandone le differenze.

Il progetto risponde così alle molteplici sfide richieste dalla riqualificazione di un edificio tanto imponente e marcato dal punto di vista architettonico: tra queste, la necessità di una nuova veste contemporanea al passo con i tempi e la gestione di un intervento così complesso sia sul piano formale che tecnico e gestionale. 

Foto © Moreno Maggi

Per quanto riguarda la facciata invece, per ovviare alle difficoltà nelle fasi di cantiere, è stato adottato un sistema di trama e ordito, sistema composto da lamelle verticali di alluminio, sulle quali sono state montate le facciate in tutti i loro componenti: dai pannelli fotovoltaici ai carter di rivestimento dei pannelli di cemento, agli impianti elettrici fino alle pale frangisole. Le lame verticali diventano quindi il fil rouge del progetto sul quale comporre tutti gli altri elementi, consentendo quindi lo sviluppo in corso d'opera per risolvere le varie problematiche previste durante i lavori.

Traducendo l'intervento in numeri, sono 657 i pannelli di 150 x 100 cm ospitati nella facciata, con una produzione annua di 137.62 MW, a cui si somma l'impianto fotovoltaico sulle pensiline, di 365 kWp distribuita su di una superficie di 2.176,70mq, per una produzione annua di 484.472 kWh.

I due impianti generano insieme 622.092 kWh annui, interamente a servizio del Condominio garantendo un risparmio in termini di CO2 stimato in circa 170 tonnellate per anno. 

Foto © Moreno Maggi

Non solo efficienza energetica "di facciata". Al centro del nuovo polo c'è il sostegno alla creatività

Le installazioni, il contest e la borsa di studio

L'idea di dare vita all'hub creativo dedicato ai giovani talenti nasce di pari passo con l'imponente operazione di restyling del Centro direzionale. Così, nei suoi 75000 mq, oltre alle migliaia di dipendenti che ogni giorno popolano la struttura, troveranno spazio anche le idee degli studenti di università di architettura, design e arti applicate, invitati a elaborare progetti per gli spazi indoor e outdoor del Centro direzionale.

Come spiegato dall'art director Claudia Campone, tra gli obiettivi del progetto vi è quello di "proporre a Roma qualcosa che già avviene in altre grandi città, con il privato che riqualifica gli spazi e li mette a disposizione del pubblico, in una logica di condivisione e resitituzione alla città di quanto si è ricevuto".

Per questo motivo il brief creativo ruoterà attorno a concetti chiave come condivisione e spirito di squadra, con l'obiettivo di generare modelli progettuali validi per una città complessa come Roma.

Con Argonauta - Design Crew si manifesta dunque la volontà di credere nei talenti locali e nelle accademie e scuole di architettura e design, con l'intento di partire da uno spazio privato per estendersi a tutta la città.

giugno 2020 una giuria valuterà i migliori progetti. Al vincitore andrà una borsa di studio assegnata dalla costituenda Fondazione Valle Giulia per il completamento del percorso di studi.

Foto © Moreno Maggi

Ad investire nel progetto vi è anche Amazon, che ha collocato all'interno del Centro Direzionale uno dei suoi locker dislocati in città e al servizio dei clienti del portale di e-commerce.
Pertanto, chiunque voglia comprare on line e non ha modo di ricevere la consegna a casa, può farsi recapitare il pacco e ritirarlo presso Argonauta.

 

Foto © Moreno Maggi

di Elisa Scapicchio

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