Regime forfettario addio: la manovra 2020 abolisce il forfait e riscrive le cause di esclusione

Addio alle spese calcolate a forfait in base al tipo di attività: il reddito imponibile sarà determinato considerando ricavi e spese effettive. Saranno riviste anche le cause di esclusione. Inoltre sarà anche abrogata la "flat tax" per le persone fisiche esercenti attività d'impresa o di lavoro autonomo con redditi compresi tra 65mila e  100mila euro. È quanto emerge dal documento programmatico di Bilancio 2020 trasmesso alla Commissione Ue.

Per il regime agevolato, dovrebbe restare l'imposta sostitutiva unica al 15 per cento, ma alcuni parametri saranno rivisti cancellando alcune modifiche che erano state apportate dalla legge di Bilancio 2019. La manovra 2019 aveva, tra le altre cose, annullato il limite annuo di spesa per dipendenti e collaboratori e aveva soppresso la soglia per l'acquisto di beni strumentali. Ora queste due limitazioni dovrebbero rientrare nella configurazione del regime, ma con alcune modifiche.  

Da quanto si apprende leggendo il documento programmatico di Bilancio, infatti, viene reintrodotta la clausola di esclusione che sbarra l'ingresso al regime agevolato a coloro che sostengono spese per dipendenti o collaboratori per un ammontare che supera i 20mila euro annui. Esclusi anche i contribuenti che acquistano beni strumentali per oltre 20mila euro annui.

Cambia la determinazione del reddito

Dovrebbe essere inoltre introdotto un regime premiale per chi applica la fatturazione elettronica. Soprattutto, viene introdotto il regime analitico per la determinazione reddito. Cambia cioè il modo di calcolare la base imponibile e le spese.

Con l'attuale regime forfettario non è possibile dedurre le spese legate all'esercizio dell'attività, ad esclusione dei contributi previdenziali (contributo soggettivo e di maternità), ma le spese vengono calcolate a forfait, applicando il coefficiente di redditività che per i professionisti è del 78 per cento. In altre parole, attualmente, i forfettari determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei compensi percepiti il coefficiente di redditività, pari al 78 per cento. Significa che il 22 per cento dei compensi viene considerato come spesa e non concorre al calcolo delle imposte. Coefficiente di redditività e determinazione a forfait delle spese saranno aboliti e il reddito sarà determinato, in modo analitico, considerando spese e ricavi.

Esclusione (poco chiara) sopra i 30mila auro

Nel documento programmatico di Bilancio spunta anche una «esclusione se il reddito supera i 30.000 euro». Non viene specificato altro, per cui tale limite potrebbe o essere riferibile alla soglia di reddito che determina l'ingresso o meno nel regime agevolato oppure potrebbe riguardare il reddito di lavoro dipendente. In quest'ultimo caso sarebbero esclusi dal regime i contribuenti che abbiano conseguito, nell'anno precedente, un reddito da lavoro dipendente superiore a 30mila euro. Tra l'altro questa era una delle clausole di esclusione  introdotta con la legge istituiva del regime forfettario, poi anch'essa abolita con la legge di Bilancio 2019.

di Mariagrazia Barletta

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