Los Angeles, l'oasi-coworking firmato Selgas Cano porta verde e colori nel distretto di East Hollywood

È un'oasi in mezzo al costruito, uno spazio di lavoro che si concilia con l'ambiente naturale, quello realizzato a Los Angeles dallo studio spagnolo Selgas Cano. Un tripudio di colore, sulla tonalità del giallo, che si staglia in mezzo ai palazzi della grande città americana a partire da un complesso di due edifici storici esistenti.

HolLA, questo il nome del progetto - conosciuto anche come Second Home - funge oggi da coworking per circa 700 persone, una sorta di "seconda casa" per chi necessita di uno spazio dinamico, di scambio e collaborazioni. 

Una struttura storica del 1964 insieme a 60 uffici di diverse forme e dimensioni, danno vita a un suggestivo habitat naturale, dove le piante divengono a tutti gli effetti materiale di progetto e dove il colore, come marchio distintivo di Selgas Cano, funge da espediente per arricchire l'esperienza dello spazio.

Già noto per un progetto simile del 2017, dedicato a lavoro e innovazione, all'interno del Mercado de Ribeira di Lisbona, l'operazione di Selgas Cano trasforma così quello che prima era un parcheggio pubblico in un giardino, uno dei pochi esempi riusciti in cui il costruito restituisce spazio all'ambiente naturale.  

Foto © Iwan Baan 

Un'oasi in città

Partendo dall'area di circa 90.800 piedi quadrati, il progetto di Selgas Cano a East Hollywood si compone di due principali interventi contrapposti: conservare e demolire, per ricostruire seguendo le nuove esigenze degli abitanti.

Viene infatti ristrutturato l'edificio storico su due livelli progettato nel 1964 dall'architetto afroamericano Paul Williams, un grande fabbricato dallo stile neocolonialista classico di Los Angeles, ora ingresso al complesso e sede di circa 500 posti di lavoro, nonché di aree comuni e servizi come bar-caffetteria, ristorante, sala per eventi e conferenze, aree di sosta e terrazze aperte.

Foto © Iwan Baan

Parallelamente, la demolizione del secondo edificio, finalizzata alla realizzazione dei nuovi uffici e sale riunioni sopra il parcheggio interrato esistente, rappresenta il cuore e l'anima del progetto: qui 60 bungalow di forma ovale e 4 dimensioni diverse, sparsi all'interno del giardino, consentono di lavorare in mezzo alla natura grazie alle pareti curve trasparenti che garantiscono viste orizzontali a 360 gradi sulle piante.

Così, ricalcando lo stile di vita di Los Angeles, improntato sul vivere all'aperto, gli spazi interni del progetto passano inosservati, dando risalto al giardino, dove i percorsi in legno e cemento vengono delimitati da verde su entrambi i lati: sono oltre 10.000 le piante e gli alberi presenti, insieme a farfalle, formiche, api e scoiattoli con cui i lavoratori si ritrovano a convivere ogni giorno. 

Un approccio sostenibile a tutto tondo: l'inserimento delle piante infatti, non solo definisce uno spazio confortevole, ma riduce inoltre le temperature garantendo l'ombra nella stagione più calda. La facciata chiara, con 3 aperture utilizzabili per la ventilazione trasversale naturale, elimina la necessità di illuminazione artificiale ed infine, l'acqua del sito viene interamente raccolta in due cisterne, per un totale di 37.000 litri utilizzati per l'irrigazione.

Un progetto pensato e realizzato a misura d'uomo in tutti i suoi aspetti, dove oltre alla qualità estetica dell'intervento, la chiave di successo è proprio la capacità di avvicinare uomo e natura in una dimensione di vita quotidiana e lavorativa.

Foto © Iwan Baan

di Elisa Scapicchio

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