Fashion Pavilion Milan. Tessuti riciclati per raccontare la moda al Parco Sempione, la proposta vincitrice del team canadese

secondo e terzo posto per i progetti italiani "Buoyant" e "The Mirror"

In piena Fashion Week milanese arrivano i risultati del concorso di idee Fashion Pavilion Milan indetto dalla piattaforma Archasm per la progettazione di un padiglione pop-up nel parco Sempione che unisse, poeticamente e fisicamente, moda e architettura.

I risultati del contest raccontano a diverse intensità l'impatto del fashion design nella società contemporanea, puntando i riflettori su determinati aspetti e criticità strettamente connessi con il mondo della moda.

Il progetto vincitore "Knot a Pavilion", dei canadesi Marie-Helene Lesiege, Mateusz Bledowski e Kate Korotayeva, esplora l'utilizzo dei tessuti riciclati come strumento di denuncia degli spreci nel settore dell'abbigliamento.

Al secondo posto invece "Buoyant", dell'italiana Anna Loch, mette in scena una poetica installazione volta a sensibilizzare i visitatori sull'importanza del lavoro collettivo nell'industria del fashion.

Infine al terzo posto "The Mirror", degli italiani Gianmarco Fabbri, Omar Mario Di Lullo e Carlotta Illing Arizti, è un'installazione che si "veste" letteralmente della società, costruendosi in modo tale da rispecchiare movimenti, persone ed eventi che la circondano.

Fashion Pavilion Milan | Vincitori

1° classificato | Knot a Pavilion

Marie-Helene Lesiege, Mateusz Bledowski, Kate Korotayeva (Canada)

Con il nome "Knot a Pavilion" l'installazione esplora l'utilizzo di materiali tessili riciclati come mezzo di comunicazione interattivo di denuncia degli sprechi del settore della moda e dell'architettura.

L'opera si presenta inizialmente come un muro di filati e corde riciclate che invita il pubblico ad entrare ed esplorare, un insieme di trame e colori, in cui il visitatore potrà interagire con i tessuti, toccarli e riposarsi tra di essi sdraiandosi al centro dell'istallazione.

2° classificato | Buoyant

Anna Loch (Italia)

L'installazione proposta da Alla Loch rende omaggio all'industria della moda italiana, traendo ispirazione da una raccolta di immagini provenienti dall'alta moda.

Se da un lato il padiglione esprime a grandi lettere luminose il motto "Made in Italy", uno dei più ripetuti "brandin tag" del nostro paese, dall'altra parte coinvolge i visitatori in un grande ricamo collettivo.

All'entrata del padiglione, dopo un breve introduzione sul mondo dell'industria tessile in italia, ogni visitatore riceve una rosa che potrà inserire in uno dei piccoli fori che costellano il rivestimento, attraverso questo gesto ognuno partecipa alla "cucitura" del grande ricamo di rose che occupa la parete, rendendo omaggio alla collettività di individui che partecipano all'indiustria della moda.

Dall'esterno poi, la successione di steli suggerisce quello che succede all'interno, creando una texture ispirata dal lavoro dello stilista Armani.

3° classificato | The Mirror

Gianmarco Fabbri, Omar Mario Di Lullo, Carlotta Illing Arizti (Italia)

L'installazione è stata progettata come un accessorio urbano che conduce le persone a far parte del design, a guardare se stesse come parte integrante del padiglione.

Proprio come la moda e l'architettura anche "The Mirror" è in continua evoluzione: i volumi che lo compongono si adattano ad ogni tipo di attività, possono essere concentrati nel luogo dell'installazione oppure sparpagliati in diversi punti della città come pubblicità.

Durante il giorno la facciata di vetro riflette l'ambiente e i visitatori circostanti, mentre di notte mette in mostra le forme morbide dell'interno, in qualsiasi parte della giornata quindi The Mirror sarà "vestito" di movimenti, eventi o persone... in altre parole della società.

Lista completa dei progetti vincitori:
archasm.in/fashion-pavilion-milan-winners

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