Realizzato sul sedime originale del vecchio comparto, con oltre cento anni di attività alle spalle, il progetto dello Studio Capitanio Architetti si inserisce all'interno dell'ampio processo di rigenerazione dell'ambito cittadino bergamasco avviato con la riqualificazione del vicino Gewiss Stadium.

Un'evoluzione che mantiene la sua identità originaria, ma che - come previsto dai moderni standard di comfort sui luoghi di lavoro - amplia gli spazi interni e arretra esternamente rispetto alla via principale per generare un nuovo spazio urbano.

"Questo progetto ha voluto favorire la relazione tra la più grande industria produttiva ancora presente in un'area centrale di Bergamo nei confronti del suo intorno" - spiega l'architetto Remo Capitanio. "Il ruolo dell'industria all'interno della città ha subito notevoli trasformazioni negli ultimi cent'anni. Da condizione favorita e promossa nell'immediato dopoguerra è stata poi allontanata per tornare oggi nuovamente nella agenda politica con l'intento di valorizzare ciò che resta e spingere nuove realtà industriali a fare ritorno".

A rendere riconoscibile l'edificio - realizzato in soli otto mesi grazie all'utilizzo di elementi prefabbricati - sono le facciate che, ispirandosi proprio alle trame di fili d'acciaio, come a voler mostrare dall'esterno l'attività dell'azienda, inscenano un'alternanza di tonalità chiare e scure e una trama di superfici lisce con finitura acidata a superfici bugnate che mutano aspetto al variare della luce solare.   

foto: © Stefano Tacchinardi 

L'area industriale, sorta nei primi anni del '900, era storicamente chiusa da una cortina edilizia che ne costituiva il recinto impedendone il dialogo con l'espansione della città, che nel frattempo l'aveva inglobata.

In questa scena urbana, il nuovo volume mostra la sua elegante essenzialità, archetipo contemporaneo della fabbrica e, allo stesso tempo, dinamico grazie alla pelle esterna in costante gioco di luce ed ombra.

La struttura, composto da due unità immobiliari di 500 mq ciascuna suddivise in due livelli, si compone, di una carpenteria metallica con un telaio regolare che influenza l'orditura delle facciate, mentre la copertura presenta un sistema a cassette di acciaio prefabbricate, utilizzate in Italia per la prima volta.

I serramenti, invece, portati in evidenza da sottili imbotti, creano un gioco di ombre con i pannelli di facciata, completati da rivestimenti in lamiera grecata brunita che contribuiscono a ridurre l'effetto dei dislivelli interni del solaio intermedio e della copertura.

L'ingresso principale, posizionato sul lato corto, si apre alla città con una parete completamente vetrata protetto da un foglio piegato in lamiera stirata brunita che segue la sagoma del prospetto e richiama matericamente gli inserti delle facciate longitudinali.

Coerentemente con il carattere estetico dell'esterno, anche gli interni, destinati ad ufficio, si ispirano al concetto minimalista, con gli impianti lasciati a vista per conservare il carattere industriale del complesso e il colore bianco delle pareti pareti in contrasto con i pavimenti e i serramenti scuri, esaltati dalla presenza di dettagli dalle cromie accese.

foto: © Stefano Tacchinardi 

CREDITI DI PROGETTO

anni: 2020-2022
tempo di realizzazione: 8 mesi
dimensioni: 1.000 mq
luogo: Bergamo, Italy
tipologia: architettura / direzionale
cliente: Mazzoleni Trafilerie Bergamasche spa
progetto: Remo Capitanio - Studio Capitanio Architetti
direzione lavori: Remo Capitanio - Studio Capitanio Architetti

progettazione impianti elettrici e meccanici: Enrico Zambonelli - MCZ ingegneria srl
strutture: Sergio Myallonnier - Myallonnier Ingegneria srl
coordinatore della sicurezza: Remo Capitanio - Studio Capitanio Architetti

collaboratrici: Martina Brambati Elif Parmaksiz Greta Cortinovis

fotografie/ editing video: Stefano Tacchinardi

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