Non il cielo in una stanza, ma una casa intorno a una stanza a cielo aperto, perimetrato dalle alte mura di un ex opificio in disuso e a rischio demolizione. 

Accade a Lendinara, in provincia di Rovigo, dove lo studio ferrarese QB Atelier - fondato da Filippo Govoni e Federico Orsini - ha sfruttato le alte mura di un edificio industriale per incastonarvi una residenza, come fosse uno scrigno da proteggere e custodire. 

La storia nasce da un proprietario-committente che ne desiderava la demolizione completa per realizzare una residenza contemporanea. È qui che interviene la soluzione controintuitiva di QB Atelier, incentrata su un intervento per sottrazione e reinvenzione che trasforma i vincoli in opportunità.

foto: © Pietro Savorelli

Interno/esterno: il gioco dell'effetto sorpresa

Un alto muro, apparentemente opaco e introverso, si affaccia sul piazzale che ospita il parco pubblico, con un profilo mistilineo che conserva la memoria di un passato produttivo, fatto di addizioni successive e architetture industriali stratificate nel corso del Novecento.

Accanto a una grande volta in cemento armato, che si apre verso il verde con una grande superficie vetrata, il muro disegna il perimetro di un volume coperto da un doppio tetto a capanna. Qui, in una porzione completamente cieca, una piccola porta in ferro nero segna l'accesso: un gesto minimo, che non fa immaginare cosa si celi dietro.

Oltre quella soglia, infatti, lo spazio si ribalta. Si entra in un giardino inatteso, racchiuso da alte murature e in gran parte avvolto da piante rampicanti, concepito come una stanza a cielo aperto.

Questo vuoto verde rappresenta il vero cuore del progetto di QB Atelier, ottenuto demolendo la copertura dell'opificio e arretrando il nuovo volume residenziale. Un ambiente concepito non come rifugio nostalgico, ma come elemento strutturale dell'abitare contemporaneo, fondamentale per generare una nuova forma di relazione tra casa, città e natura.

foto: © Pietro Savorelli

Guidato da un'idea di paesaggio costruito attraverso aperture e chiusure calibrate dello sguardo, il progetto tiene insieme memoria industriale, qualità ambientale e vita domestica.

L'edificio, inserito come un corpo compatto all'interno della cortina muraria esistente, ospita l'appartamento sviluppato su due piani, articolati attraverso un gioco di volumi che si estendono nell'edificio adiacente e in un piccolo cortile retrostante.

Interamente realizzata con una struttura mista in legno e acciaio, la casa mantiene così la sagoma originale e invisibile dalla strada, affidando proprio al giardino il compito di assicurare luce, aria e misura.

La zona giorno si apre completamente verso il verde attraverso una grande facciata vetrata, intelaiata da una struttura in legno lamellare che enfatizza la verticalità e dialoga con il profilo a doppia cuspide della copertura.

Ne deriva un dispositivo architettonico funzionale che, partendo dalle memorie industriali, interpreta pienamente l'essenza dell'abitare contemporaneo.

Le fotografie di Pietro Savorelli

Crediti del progetto

Nome del progetto: Casa PDS
Luogo: Piazza dello Statuto, Lendinara (Rovigo)
Progetto architettonico e di interni: QB Atelier 
Progetto strutture: ing. Elisa Maniezzo
Progetto impianti e Sicurezza: ing. Gustavo Bernagozzi

IMPRESE
Edile: Lavori Industriali Srl
Strutture in legno: Segheria Lombardi
Impianti elettrici: Castellan Mirko e Matteo Snc
Impianti idrici e meccanici: Massimo Chinaglia
Tinte e cartongessi: RS Restauri Srl
Infissi: Profili Schüco montati da Fraccarollo Primo & C. Srl
Pavimenti e rivestimenti: Edilmebas
Arredi su misura: Zadra interni

DATI DIMENSIONALI
Abitazione: 300 mq
Giardino esterno: 100 mq

CRONOLOGIA
Progetto: gennaio - novembre 2019
Cantiere: ottobre 2019 - novembre 2024

Fotografie: © Pietro Savorelli
Partner per la comunicazione e Ufficio stampa: The Architecture Curator

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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