Le amministrazioni potranno fare ampio ricorso alla conferenza di servizi accelerata che potrà contare su termini ridotti per il rilascio delle determinazioni delle amministrazioni, su riunioni in modalità telematica, su meccanismi per superare i dissensi non motivati, nonché su misure ad hoc che tentano di mantenere ancorati alla fattibilità economica dell'intervento i dissensi parziali. La novità è inserita nel bozza di decreto Pnrr 2026 che nei prossimi giorni sarà esaminata dal Consiglio dei ministri.
Lo schema di Dl aggiunge un nuovo articolo (14-sexies) alla legge sul procedimento amministrativo (legge 241 del 1990) definendo così la conferenza di servizi decisoria accelerata. Le amministrazioni potranno farne sempre ricorso ad eccezione dei casi in cui la legge obbliga a indire una conferenza in forma simultanea e in modalità sincrona.
Cos'è la conferenza di servizi accelerata
La conferenza di servizi accelerata è una conferenza decisoria che ricalca la conferenza di servizi in forma semplificata e modalità asincrona, ma con alcune differenze, tra cui la tempistica che viene drasticamente ridotta. In particolare, tutte le amministrazioni coinvolte rilasciano le determinazioni di competenza nel termine di 30 giorni (contro i 45 della conferenza semplificata) che diventano 45 (90 nella conferenza semplificata) nel caso occorra il parere di amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali, della salute o dell'incolumità pubblica. Sono «fatti salvi i maggiori termini previsti dalle disposizioni del diritto dell'Unione europea».
Un altro elemento importante è la riunione in modalità telematica. Se le amministrazioni coinvolte non rilasciano i rispettivi pareri entro i termini, viene attivata - entro i 15 giorni successivi - una riunione telematica con tutte le amministrazioni coinvolte, nella quale quella procedente prende atto delle diverse posizioni e procede «senza ritardo» alla stesura della determinazione motivata conclusiva della conferenza di servizi.
Si considera in ogni caso acquisito l'assenso senza condizioni delle amministrazioni che non abbiano partecipato alla riunione ovvero, pur partecipandovi, non abbiano espresso la propria posizione, ovvero abbiano espresso un dissenso non motivato o riferito a questioni che non costituiscono oggetto della conferenza.
Ci sono poi anche misure che servono a superare i parziali dissensi e a far sì che le prescrizioni impartite siano ragionevoli e non vadano a impattare irreparabilmente sulla sostenibilità finanziaria del progetto. Più nel dettaglio, la conferenza accelerata prevede che, in caso di dissenso o non completo assenso, le amministrazioni coinvolte indichino le prescrizioni e le misure mitigatrici che rendano possibile l'assenso, quantificando, quando possibile, i relativi costi.
«Tali prescrizioni - secondo il provvedimento - sono determinate conformemente ai princìpi di proporzionalità, efficacia e sostenibilità finanziaria dell'intervento risultante dal progetto originariamente presentato». Si tratta di regole che si applicano a tutte le amministrazioni partecipanti alla conferenza di servizi, comprese quelle competenti in materia urbanistica, paesaggistica, archeologica e di tutela del patrimonio culturale.
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