Termini ridotti per le autorizzazioni e i pareri: ok al decreto Pnrr in Consiglio dei ministri

Conferenza di servizi accelerata e potenziamento dei poteri sostitutivi per superare l'inerzia delle amministrazioni nel decreto approvato a Palazzo Chigi

di Mariagrazia Barletta

Tempi più brevi per recepire i pareri delle amministrazioni e degli enti coinvolti nella procedura autorizzativa. Lo prevede il decreto Pnrr approvato il 29 gennaio in Consiglio dei ministri. Lo snellimento dovrebbe passare per una conferenza di servizi accelerata con termini ridotti per il rilascio delle determinazioni delle amministrazioni e meccanismi per superare i dissensi non motivati.

«Per le opere strategiche, restano confermati i termini ridotti per i pareri ambientali (Via) e paesaggistici. In caso di inerzia delle amministrazioni, il decreto prevede il potenziamento dei poteri sostitutivi per sbloccare i cantieri entro scadenze perentorie», si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.

«Si semplificano - inoltre - le procedure per il cambio di destinazione d'uso degli immobili destinati a residenze per studenti, con l'obiettivo di incrementare rapidamente l'offerta abitativa».

La conferenza di servizi accelerata

La conferenza di servizi accelerata è una conferenza decisoria che ricalca la conferenza di servizi in forma semplificata e modalità asincrona, ma con alcune differenze, tra cui la tempistica che viene drasticamente ridotta.

In particolare, tutte le amministrazioni coinvolte rilasciano le determinazioni di competenza nel termine di 30 giorni (contro i 45 della conferenza semplificata) che diventano 45 (90 nella conferenza semplificata) nel caso occorra il parere di amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali, della salute o dell'incolumità pubblica. Sono «fatti salvi i maggiori termini previsti dalle disposizioni del diritto dell'Unione europea».

Un altro elemento importante è la riunione in modalità telematica. Se le amministrazioni coinvolte non rilasciano i rispettivi pareri entro i termini, viene attivata - entro i 15 giorni successivi - una riunione telematica con tutte le amministrazioni coinvolte, nella quale quella procedente prende atto delle diverse posizioni e procede «senza ritardo» alla stesura della determinazione motivata conclusiva della conferenza di servizi. Si considera in ogni caso acquisito l'assenso senza condizioni delle amministrazioni che non abbiano partecipato alla riunione ovvero, pur partecipandovi, non abbiano espresso la propria posizione, ovvero abbiano espresso un dissenso non motivato o riferito a questioni che non costituiscono oggetto della conferenza.

Ci sono poi anche misure che servono a superare i parziali dissensi e a far sì che le prescrizioni impartite siano ragionevoli e non vadano a impattare irreparabilmente sulla sostenibilità finanziaria del progetto. Più nel dettaglio, la conferenza accelerata prevede che, in caso di dissenso o non completo assenso, le amministrazioni coinvolte indichino le prescrizioni e le misure mitigatrici che rendano possibile l'assenso, quantificando, quando possibile, i relativi costi.

«Tali prescrizioni - secondo il provvedimento - sono determinate conformemente ai princìpi di proporzionalità, efficacia e sostenibilità finanziaria dell'intervento risultante dal progetto originariamente presentato». Si tratta di regole che si applicano a tutte le amministrazioni partecipanti alla conferenza di servizi, comprese quelle competenti in materia urbanistica, paesaggistica, archeologica e di tutela del patrimonio culturale.

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