Riscattare la laurea significa trasformare gli anni di studio universitario in anni utili ai fini previdenziali, con effetti sia sull'età di accesso alla pensione sia sull'importo dell'assegno. Capire se conviene è facile: gli architetti e gli ingegneri liberi professionisti possono fare delle simulazioni direttamente su Inarcassa On Line, che consentono di conoscere subito l'eventuale importo da pagare.
Ma per capire davvero se conviene, e quale metodo scegliere, tra contributivo e retributivo, è utile partire dalle nuove regole entrate in vigore con il nuovo anno che porta alcune modifiche al regolamento su riscatti e ricongiunzioni.
indice dei contenuti
Le novità per il 2026
Rate senza interessi per gli under 35
Innanzitutto, il regolamento per i riscatti e le ricongiunzioni è stato modificato e da quest'anno è in vigore la nuova versione. Una delle novità riguarda gli under 35 che godono della riduzione dei contributi. Gli iscritti al di sotto dei 35 anni non pagano gli interessi sulla rate dell'onere di riscatto, purché restino iscritti a Inarcassa e non si venga cancellati dalla Cassa per un periodo superiore ad un anno.
Rate mensili fino a 10 anni
Per tutti gli iscritti che abbiano intenzione di attivare il riscatto, la tempistica della rateizzazione dell'onere è stata allungata e può arrivare fino a 10 anni con rate che possono essere non più solo semestrali ma anche mensili.
Onere di riscatto calcolato sul reddito del secondo anno antecedente la domanda
Il calcolo dell'onere del riscatto contributivo non è più calcolato sul reddito professionale dell'anno precedente, bensì sulla base del reddito professionale dichiarato nel secondo anno antecedente la presentazione della domanda.
Per i neoiscritti il calcolo è in base al soggettivo minimo
Dal 2026 per il professionista che presenta la domanda di riscatto nei primi due anni solari di iscrizione a Inarcassa, l'onere è sempre pari al contributo minimo soggettivo dovuto nell'anno della domanda, moltiplicato per gli anni da riscattare.
Cosa si può riscattare
Si può riscattare una sola laurea, per un periodo massimo di cinque anni. Non si devono per forza riscattare tutti e cinque gli anni, ma se ne possono scegliere anche meno. Uno stesso periodo, però, non può essere riscattato con due enti di previdenza.
Quando presentare la domanda
La domanda di riscatto può essere presentata fino a 180 giorni prima della data di presentazione della domanda di pensione di vecchiaia o di anzianità. Se si usa il metodo retributivo, bisogna tener presente che questo viene calcolato applicando dei coefficienti che con l'avanzare dell'età anagrafica e contributiva fanno incrementare l'onere. Se si sceglie il metodo contributivo, allora ad avere peso sull'onere è il reddito conseguito due anni prima dell'invio della domanda di riscatto: maggiore è il reddito professionale e più salato sarà il conto finale dell'onere da corrispondere.
Il metodi di riscatto
Per riscattare la laurea ci sono due opzioni: il metodo contributivo e quello retributivo. Se gli anni di laurea da riscattare non vanno oltre il 2012, allora è possibile scegliere il primo o il secondo metodo; se, invece, i periodi da riscattare travalicano il limite temporale del 31 dicembre 2012, allora l'unico metodo possibile è quello contributivo.
Il metodo contributivo
Applicare il metodo contributivo significa considerare il reddito professionale conseguito due anni prima dell'inoltro della domanda e su quello si va a calcolare la quota da versare per ogni anno da riscattare. Ad esempio, se nel 2026 un iscritto a Inarcassa, che nel 2024 ha conseguito un reddito di 35mila euro, vuole riscattare cinque anni di laurea, applica al reddito l'aliquota ordinaria del contributo soggettivo pari al 14,5% e ottiene l'onere di riscatto. Quest'ultimo, dunque, sarà pari a 35mila moltiplicato per cinque e per 0,145, ossia 25.375 euro.
Per ciascun anno di riscatto è dovuto un onere minimo pari al contributo minimo soggettivo dell'anno di presentazione della domanda. Ad esempio, se un iscritto fa riferimento ad un reddito di 10mila euro per calcolare l'onere di riscatto, avrà che applicando l'aliquota del 14,5% del soggettivo viene fuori un importo pari a 1.450 euro (10mila * 0,145) che è inferiore al contributo minimo soggettivo da versare a Inarcassa, che per il 2026 è di 2.785 euro. In tal caso, dunque, l'onere di riscatto si ottiene moltiplicando 2.785 euro per il numero di anni da riscattare.
Il metodo retributivo
Il metodo retributivo applica il sistema della riserva matematica. La base di partenza per calcolare l'onere di riscatto è l'ipotetico rendimento pensionistico alla data della domanda: ossia l'ipotetico incremento annuo dell'assegno pensionistico derivante dall'applicazione del riscatto. Ad esempio, in base all'andamento dei contributi versati fino al momento della domanda, si stima che il riscatto possa incrementare la pensione annua di 2.500 euro. Questo valore costituirà la base per determinare la somma da pagare per riscattare il periodo di studi. Il rendimento pensionistico (2.500 euro) andrà moltiplicato per un coefficiente determinato in base all'età dell'iscritto e dall'anzianità calcolata considerando anche gli anni che si intendono riscattare. Tali coefficienti si leggono nella tabella A allegata al regolamento riscatti e ricongiunzioni.
Ad esempio, un iscritto di 45 anni con 15 anni di anzianità contributiva che vuole riscattare 5 anni del corso di laurea, avrà un'anzianità complessiva di 20 anni (15 + 5). Incrociando nella tabella i dati: anzianità contributiva complessiva e età anagrafica (le tabelle sono diverse per uomini e donne) si ottiene un coefficiente, che, proseguendo con l'esempio, è pari a 14,0179 per la donna e 14,4675 per l'uomo. Dunque, l'onere di riscatto sarà pari a 35.044,75 (2.500 * 14,0179) nel caso della donna e 36168,75 (2.500 * 14,4675) per l'uomo dell'esempio.
La domanda su Inarcassa Online
La domanda può essere inoltrata dalla propria area riservata su Inarcassa On Line nella sezione "Domande e certificati". Si può fare anche una simulazione senza inviare la richiesta di riscatto.
Le rate
Il pagamento dell'onere di riscatto, che deve essere completato entro la data di decorrenza della pensione (di vecchiaia unificata, in totalizzazione oppure in cumulo), può essere versato o in unica soluzione, entro 120 giorni dalla notifica del provvedimento o in rate mensili o semestrali. «Per i pagamenti in forma rateale, il Consiglio di amministrazione ha deliberato un tasso d'interesse pari all'1,6% per le domande di riscatto presentate nel 2026. Il provvedimento è all'esame dei Ministeri Vigilanti per gli adempimenti di legge», si legge sul sito di Inarcassa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
pubblicato il: