In copertina: a sinistra, "Las Tejedoras", Natura Futura + Juan Carlos Bamba. Foto © JAG Studio; a destra, Nuova Scuola Secondaria di I grado a Puos d'Alpago, facchinelli daboit saviane. Foto © Gustav Willeit.
Il Premio Biennale Internazionale di Architettura "Barbara Cappochin", promosso dalla Fondazione omonima insieme all'Ordine degli Architetti della Provincia di Padova, presenta i nomi dei vincitori della sua dodicesima edizione. Nato in memoria di Barbara Cappochin, studentessa dello IUAV scomparsa a soli 22 anni, il riconoscimento porta avanti da oltre vent'anni i valori che lei incarnava - semplicità, accoglienza, condivisione, rispetto - premiando i progetti capaci di restituire all'architettura un ruolo attivo nella vita quotidiana e nella trasformazione del paesaggio.
Articolato in due sezioni, il premio internazionale va a Las Tejedoras, realizzato nel 2023 a Chongón, nel Guayas (Ecuador), da Natura Futura con Juan Carlos Bamba. In un centro di circa 5.000 abitanti, il progetto traduce il valore sociale dell'architettura in uno spazio produttivo e formativo dedicato a una comunità di donne artigiane, costruito con materiali locali e sviluppato attraverso un processo partecipato.
Per la Sezione Regionale, il primo premio è stato assegnato alla Nuova Scuola Secondaria di I grado di Puos d'Alpago (Belluno), progettata dallo studio facchinelli daboit saviane a seguito del concorso vinto nel 2019. L'intervento riporta al centro il tema dell'architettura educativa, proponendo una scuola aperta e permeabile, pensata come spazio civico e capace di rispondere alle esigenze climatiche, sociali e pedagogiche contemporanee.
A selezionare vincitori, menzioni d'onore e opere segnalate è stata una giuria internazionale composta da Massimo Crusi (presidente CNAPPC), Marta Maccaglia (Asociación Semillas para el Desarrollo Sostenibile), Josep Ricart Ulldemolins (Harquitectes), Kentaro Takeguchi (Alphaville Architects) e Daniel Fügenschuh (presidente del Consiglio degli Architetti d'Europa dal 2026).
La cerimonia di premiazione si terrà sabato 6 giugno 2026 a Padova, al termine della Biennale Internazionale di Architettura "Barbara Cappochin", articolata in due giornate di eventi culturali che includeranno anche la presentazione delle opere da parte degli autori.
indice dei contenuti
- PREMIO BARBARA CAPPOCHIN 2025/2026
- SEZIONE INTERNAZIONALE
- 1° classificato | Las Tejedoras, Guayas, Ecuador | Natura Futura + Juan Carlos Bamba
- Menzione d'onore | DH Palencia, Palencia, Spagna | FRPO Rodriguez & Oriol
- Menzione d'onore | Echoes of Water, Antioquia, Colombia | Connatural
- Menzione d'onore | RAW ROOMS - 43 Social Housing in Ibiza | Peris Toral Arquitectes
- Menzione speciale | BL.11.6, Blenio, Svizzera | Brambilla Orsoni Architetti Associati
- SEZIONE REGIONALE
- SEZIONE INTERNAZIONALE
Premio Barbara Cappochin 2025/2026
Sezione Internazionale
1° classificato | Las Tejedoras, Guayas, Ecuador | Natura Futura + Juan Carlos Bamba
Realizzato nella periferia di Chongón, in Ecuador, Las Tejedoras nasce in un contesto segnato da una diffusa fragilità economica, in cui gran parte della popolazione femminile resta ai margini del mercato del lavoro.
Il progetto nasce dall'esperienza della Fundación Young Living, attiva dal 2009 con programmi educativi e di sostegno all'imprenditorialità locale. Attorno all'Academia Young Living si è consolidata la Organización de Mujeres Artesanas Bromelias, impegnata nella produzione di manufatti tessili in fibre naturali. La crescita del gruppo ha reso necessario uno spazio capace di accogliere e sviluppare queste attività.
La struttura si configura come un centro per l'apprendimento, la produzione e la vendita di artigianato, esito di un processo condiviso che ha coinvolto fondazione, comunità locale e progettisti anche nella fase di cantiere. I lavori, infatti, sono stati accompagnati da laboratori aperti, pensati come strumenti di formazione e inserimento.
L'impianto si struttura attorno a un cortile centrale con vegetazione endemica, cuore dello spazio collettivo, pensato come luogo di incontro, esposizione e relazione. Su questo vuoto si dispongono tre corpi: uno dedicato alle attività teoriche e ai servizi, uno ai laboratori e agli spazi di supporto e uno centrale destinato alla produzione e alla vendita dei manufatti.
Verso la strada, l'edificio si apre come una galleria produttiva ed espositiva, costruendo una relazione diretta con lo spazio pubblico; sul retro, invece, si compatta in un fronte più chiuso, rispondendo a esigenze di sicurezza. Il progetto impiega materiali e tecniche locali: struttura in legno di teca, murature in laterizio lavorate a spina di pesce e sistemi di chiusura in legno che regolano luce, ventilazione e continuità tra interno ed esterno.
Secondo la giuria, il progetto si distingue per "la precisa risposta climatica, l'approccio strutturale sensibile basato su materiali e conoscenze locali e un'organizzazione spaziale caratterizzata da flessibilità e generosità" inserendosi in quelle pratiche diffuse in America Latina in cui l'innovazione nasce dall'intelligenza collettiva e dalla capacità dei piccoli studi di costruire architetture pubbliche di alta qualità.

Las Tejedoras, Natura Futura + Juan Carlos Bamba. Foto di ©JAG Studio
Menzione d'onore | DH Palencia, Palencia, Spagna | FRPO Rodriguez & Oriol
"DH Palencia" è la parte visibile di una più ampia infrastruttura energetica che si sviluppa sotto la città di Palencia, in Spagna: una rete di teleriscaldamento alimentata principalmente da biomassa forestale, progettata per sostituire i sistemi a combustibili fossili e contribuire alla decarbonizzazione urbana.
Promosso da DH Ecoenergías, il progetto inaugura una serie di interventi analoghi destinati a ridisegnare il sistema energetico di diverse città spagnole. Se la rete si estende nel sottosuolo, la centrale emerge come segno riconoscibile, rendendo leggibile un processo altrimenti nascosto.
L'architettura si articola in due elementi principali: una base in calcestruzzo che ospita i macchinari e connette il suolo al silo interrato della biomassa, e una struttura leggera superiore, in acciaio e materiali plastici riciclabili, concepita come una lanterna traslucida.
Per la giuria, il progetto si configura come una "cattedrale dell'energia", capace di superare la dimensione puramente funzionale dell'architettura industriale.

DH Palencia, FRPO Rodriguez & Oriol. Foto di ©Luis Asín
Menzione d'onore | Echoes of Water, Antioquia, Colombia | Connatural
"Echoes of Water" affronta l'impatto dei cambiamenti climatici sull'ambiente costruito, intervenendo sulla gestione del rischio idrico nei contesti urbani della regione di Antioquia, in Colombia.
Il progetto combina interventi infrastrutturali e strategie spaziali per rispondere alla vulnerabilità legata alle inondazioni. Tra le azioni previste, la realizzazione di un muro di protezione, il ripristino delle infrastrutture esistenti e la creazione di un bacino di raccolta delle acque, pensato per mitigare gli effetti degli eventi climatici estremi.
Queste infrastrutture, pur rispondendo a esigenze tecniche, si inseriscono in una visione più ampia che trasforma l'area in spazio pubblico, rendendola accessibile e articolandola in luoghi di sosta, relazione e attraversamento.
Il progetto si fonda sull'idea di una coesistenza tra sistemi naturali e presenza umana, costruendo una continuità tra componenti botaniche, animali e urbane. La gestione dell'acqua smette così di essere un problema esclusivamente tecnico e diventa occasione per ridefinire il rapporto tra città e ambiente.
Secondo la giuria, "Echoes of Water mostra come gli effetti dei cambiamenti climatici stiano già influenzando i quartieri e l'ambiente costruito su scala globale, evidenziando come le fasi di riparazione possano trasformarsi in opportunità per affrontare le criticità esistenti e generare spazi pubblici di qualità".

Echoes of Water, Connatural. Foto di ©Connatural
Menzione d'onore | RAW ROOMS - 43 Social Housing in Ibiza | Peris Toral Arquitectes
A Ibiza, Peris e Toral firmano un intervento di edilizia residenziale pubblica che affronta crisi ecologica e povertà energetica attraverso strategie esclusivamente architettoniche.
L'intervento si adatta al clima locale, eliminando completamente i sistemi attivi di riscaldamento e raffrescamento. Il comfort interno è garantito da inerzia termica, ventilazione naturale e captazione solare, all'interno di un sistema costruttivo progettato per ridurre le emissioni.
L'edificio è realizzato con blocchi di terra compressa, capaci di regolare umidità e temperatura, abbinati a isolamenti naturali come sughero, malta di calce e posidonia. Il risultato è un sistema ad alte prestazioni, con emissioni operative quasi nulle e un impatto ambientale significativamente ridotto rispetto agli edifici convenzionali.
Dal punto di vista tipologico, il progetto si basa su un modulo abitativo (4x3 m) che garantisce flessibilità nel tempo. Le unità si dispongono come una sequenza di stanze equivalenti attorno a uno spazio centrale cucina-pranzo, eliminando i corridoi e ridefinendo la distribuzione domestica. Le attività quotidiane diventano visibili e le gerarchie spaziali tradizionali vengono così messe in discussione.
Secondo la giuria, il progetto rappresenta "un esempio chiaro di come l'architettura possa rispondere alle sfide contemporanee della crisi ecologica e della giustizia sociale".

RAW ROOMS - 43 Social Housing in Ibiza, Peris Toral Arquitectes. Foto di ©José Hevia
Menzione speciale | BL.11.6, Blenio, Svizzera | Brambilla Orsoni Architetti Associati
BL.11.6 lavora sul riuso del patrimonio costruito, intervenendo su un edificio rurale con un gesto preciso che tiene insieme memoria e contemporaneità.
L'operazione è quella di un'architettura dentro l'architettura: un nuovo interno che migliora le prestazioni climatiche e introduce modi di abitare attuali, senza compromettere l'identità originaria. La composizione si basa su una pianta chiara e su un uso controllato della materia, in cui la scala contenuta definisce un progetto di forte intensità architettonica.
Secondo la giuria, "gli autori dell'opera, attingendo al pensiero di Romano Guardini - secondo cui la risposta non risiede nel tornare indietro, ma nel guardare le cose in profondità - intervengono sulla preesistenza attraverso un gesto misurato: un'architettura dentro l'architettura".
BL.11.6, Brambilla Orsoni Architetti Associati. Foto di ©Brambilla Orsoni Architetti Associati
Sezione Regionale
1° classificato | Nuova Scuola Secondaria di I Grado a Puos d'Alpago, Belluno, Italia | facchinelli daboit saviane
Inserito nel paesaggio della conca dell'Alpago, il progetto nasce da un concorso vinto nel 2019 e promosso dal Comune di Alpago come risposta concreta allo spopolamento, individuando nella scuola un'infrastruttura strategica per il territorio.
L'edificio si sviluppa attorno al tema della "piazza coperta", intesa come spazio civico aperto anche oltre l'orario scolastico. Un volume sospeso poggia su quattro nuclei in calcestruzzo colorato, che raccolgono i servizi e definiscono il perimetro dell'agorà.
Attorno a questo spazio si organizzano aule e laboratori su due livelli, in costante relazione visiva con lo spazio collettivo grazie a vetrate e partizioni mobili. Si configura così un sistema aperto e permeabile, in cui le funzioni si intrecciano e lo spazio diventa parte attiva del processo educativo. Le corti perimetrali portano luce naturale e introducono la vegetazione all'interno dell'edificio, rafforzando il rapporto con il paesaggio.
Per la giuria, "riconoscere la Nuova Scuola Secondaria di Primo Grado a Puos d'Alpago significa affermare la necessità di rinnovare l'architettura educativa come priorità culturale e politica".

Nuova Scuola Secondaria di I Grado a Puos d'Alpago, facchinelli daboit saviane. Foto di ©Gustav Willeit
Menzione d'onore | Corte Renèe, Verona, Italia | Bricolo Falsarella Associati
Immerso tra i vigneti dell'entroterra del Lago di Garda, un piccolo borgo rurale abbandonato torna a vivere attraverso un intervento di recupero misurato, fondato sull'equilibrio tra conservazione e innesto contemporaneo.
Il progetto si articola in due azioni principali: il restauro dell'esistente e l'inserimento calibrato di nuovi elementi - scale, partizioni, aperture e impianti - progettati per dialogare con la materia originaria senza alterarne l'identità. L'intervento evita ogni forma di mimetismo, lavorando invece sulla continuità tra antico e nuovo attraverso un linguaggio essenziale.
Il complesso, trasformato in struttura ricettiva, ospita quattro alloggi tra suite e loft, inseriti nei volumi storici e legati alla cultura materica dell'architettura rurale. Le scelte progettuali valorizzano le superfici esistenti, mantenendone imperfezioni, texture e stratificazioni.
Secondo la giuria, si tratta di "un elegante restauro di un piccolo borgo abbandonato che non solo recupera l'abitabilità del patrimonio storico, ma ridefinisce anche il rapporto tra le costruzioni preesistenti".

Corte Renèe, Bricolo Falsarella Associati. Foto di ©Pietro Savorelli
Menzione d'onore | Mosca.Bianca, Padova, Italia | AACM - Atelier Architettura Chinello Morandi
Mosca.Bianca è un laboratorio di ceramica progettato come spazio espositivo, in cui l'architettura interpreta e rende visibile il processo di lavorazione della terracotta.
Il progetto si costruisce attorno a un unico gesto compositivo: una forma in torsione che modella lo spazio a partire dal soffitto, come argilla sul tornio, concentrando l'atmosfera attorno a una luce zenitale. La luce diventa elemento generatore, definendo un ambiente raccolto e fortemente caratterizzato.
Al centro si colloca un monolite espositivo, disposto in diagonale, che si presenta inizialmente come volume compatto ma rivela, nell'uso, una natura più complessa. Il piano di lavoro si apre infatti per accogliere sedute e strumenti, configurandosi come un dispositivo ibrido tra arredo e architettura, costruito attraverso un sistema leggero di telai e superfici sovrapposte.
Mentre il piano di lavoro risponde a esigenze funzionali, pareti e soffitto sono rivestiti in intonaco di terra cruda, composto da argilla e scarti di lavorazione, che richiama il ciclo produttivo della ceramica e ne restituisce una dimensione simbolica.
Secondo la giuria, "si tratta di un ottimo esempio di come un piccolo progetto possa produrre un'esperienza straordinaria".

Mosca.Bianca, AACM - Atelier Architettura Chinello Morandi. Foto di ©Catalogo
PER APPROFONDIRE I PROGETTI
→ barbaracappochinfoundation.net
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