«Non è vero che l'Ortobene possa paragonarsi ad altre montagne; l'Ortobene è uno solo in tutto il mondo: è il nostro cuore, è l'anima nostra, il nostro carattere...» - Scrisse così l'autrice Premio Nobel Grazia Deledda, riferendosi a quel massiccio granitico che, oltre a guardare e proteggere Nuoro dall'alto, ne rappresentava anche il riferimento paesaggistico e identitario, concentrato di memoria collettiva e luogo di svago, lontano dal caos urbano.
Tra la luce che filtra nel fitto bosco di lecci e querce e la minima impronta dell'uomo, il promontorio del Monte Ortobene accoglie da sempre i luoghi della passeggiata, della contemplazione e del riparo estivo dei nuoresi. E proprio la consapevolezza di questa forte identità paesaggistica, storica e simbolica, funge da linea guida dell'intervento appena completato dall'architetto Pasquale Murru, un'infrastruttura minima che, in silenzio e con raffinatezza, accompagna l'esperienza di scoperta del territorio, senza mai alterarne il carattere.

foto: © Adriano Mura
L'area interessata occupa la porzione sommitale del monte, nota come "Anello", dove si concentrano alcuni dei luoghi più significativi, la Chiesa di Nostra Signora de su Monte e l'accesso al percorso storico che conduce alla Statua del Redentore. È un paesaggio in cui la presenza del bosco definisce con forza il carattere dello spazio, con gli alberi, le rocce granitiche affioranti, le variazioni della topografia e la continua alternanza tra apertura e protezione che costruiscono una sequenza di scenari e prospettive dal grande impatto visivo e percettivo.
Nel libro Walkscapes, l'autore Francesco Careri definiva il camminare come una pratica estetica. Seguendo quell'idea, quest'infrastruttura leggera - immaginata come una cucitura tra luoghi già fortemente identitari e frutto di un lavoro di precisione sul sito - restituisce centralità all'esperienza del camminare e alla dimensione sensoriale del bosco, assicurando continuità tra i suoi elementi naturali e storici.
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foto: © Adriano Mura
Assecondare geometrie e orografie del paesaggio: radicato nel territorio, ma con occhio alla cura giapponese
C'è una parola in giapponese - Shakkei - che significa letteralmente "paesaggio preso in prestito", principio fondante del progetto di un giardino che incorpora gli elementi già presenti nel contesto - montagne, alberi, rocce, boschi - trasformandoli in parte integrante della composizione senza modificarli. Allo stesso modo, qui il sentiero - concepito in maniera sartoriale, come se fosse cucito su misura - accompagna il visitatore attraverso una sequenza di scorci e variazioni percettive, lasciando che siano proprio gli alberi, il muschio, la pietra e la luce del bosco a definire l'esperienza del luogo. Alla base del progetto vi è, infatti, l'idea di non modificare nulla, ma di assecondare la morfologia del territorio rendendo la struttura paesaggistica consolidata quanto più possibile attraversabile e accessibile.
Così, il disegno del tracciato ricerca naturalmente le quote più accessibili e le condizioni di attraversamento più favorevoli, diventando elementi fondamentali per la definizione del percorso, e non ostacoli.

foto: © Adriano Mura
Continuità materica e minima interferenza con il paesaggio
Il percorso alterna tratti dedicati all'attraversamento a punti di sosta, definiti da slarghi pavimentati e sedute monolitiche.
La scelta dei materiali è orientata alla continuità con i caratteri del Monte Ortobene e con le storiche sistemazioni del sentiero del Redentore, con la superficie di camminamento realizzata in terra stabilizzata, contenuta da profili in acciaio corten, mentre le aree di sosta sono pavimentate in lastre di trachite violacea posate ad opus incertum. L'utilizzo della stessa pietra caratterizza anche cordoli e sedute, garantendo coerenza materica all'intero intervento.
Nei punti in cui il tracciato incontra affioramenti rocciosi e apparati radicali, la pavimentazione lascia spazio a una struttura leggera composta da barre in acciaio ossidato e inerte lapideo, una soluzione che consente di adattare il percorso alle condizioni del terreno, riducendo al minimo l'interferenza con gli elementi naturali esistenti.
Con la stessa idea di silenzio e cura del dettaglio, anche gli elementi di protezione e orientamento sono progettati secondo una logica di essenzialità: le sottili ringhiere in acciaio accompagnano il visitatore lungo il percorso, garantendo sicurezza e leggibilità del tracciato senza compromettere la continuità visiva del bosco.
Pur appartenendo a una tradizione e a un contesto profondamente differenti, è proprio qui che il progetto richiama il giardino giapponese, nell'attraversamento lento, nella valorizzazione delle rocce che affiorano e nella costruzione di un rapporto misurato tra intervento umano e natura.
Le fotografie di Adriano Mura














Crediti del progetto
Committente: Comune di Nuoro
Progettista: Pasquale Murru - pasqualemurru.it
Luogo: Nuoro, Monte Ortobene
Anno di progettazione: 2024
Anno di realizzazione: 2026
Tempi di realizzazione: 75gg
Importo lavori: 77.820,00€
Lunghezza percorso: circa 200ml
Intervento, comprese aree di sosta: circa 400 mq
Oltre7 tonnellate di acciaio d'armatura utilizzato, per una lunghezza totale di circa 8 km di barre d'acciaio utilizzate.
Impresa realizzatrice: Stella multiservizi SRL
Fornitore basolato: Trachite Artigiana srl
Fornitore e consulenza posa terra stabilizzata: Ichnostone e terra solida srl
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