L'hotel come comunità temporanea: in Alto Adige il progetto di Gottfried Gruber e LAINS Architects

Non solo un cambio di immagine, il progetto punta a sviluppare una nuova modalità di accoglienza, dando forma ad un dialogo tra dimensione privata e condivisione

Un hotel che punta a raccontare il profondo legame con il luogo, ma anche il modo di vivere delle persone che abitano questi territori: autentico, libero e senza artifici. E poi una visione che trasforma l'hotel in una comunità temporanea, dove privacy e interazione sociale convivono nel segno della tradizione altoatesina.

Sono questi i principali punti fermi che orientano la trasformazione dell'hotel Aui a Maranza (prima hotel Lärchenhof), in Alto Adige. Non solo un cambio d'immagine della struttura, ma il progetto risponde all'esigenza di dar vita ad un nuovo modo di concepire l'accoglienza, dando forma a un dialogo tra dimensione privata e condivisione.

«L'incarico di progetto è stato affidato al giovane studio altoatesino Lains Architects, che ha curato l'interior design dell'intero hotel. Per l'architettura, nel segno dell'approccio collaborativo che caratterizza lo studio, Lains ha coinvolto l'architetto Gottfried Gruber», spiega lo studio Lains in una nota. «Gruber è autore del nuovo involucro esterno e della piscina, caratterizzata da un passaggio continuo tra interno ed esterno». L'intervento ha previsto una trasformazione complessiva dell'hotel, estesa agli spazi comuni, a una parte della spa e alla maggior parte delle 26 camere. Dell'edificio originario sono rimasti gli elementi strutturali, mentre tutto il resto è stato ripensato.

«Un tema centrale nella progettazione di Aui è stato l'equilibrio tra gli opposti: convivialità e dimensione privata, attività e relax, apertura e intimità, digitale e analogico. Gli spazi sono concepiti in modo da permettere naturalmente entrambe le dimensioni, una accanto all'altra», spiega Sabrina Negri, fondatrice dello studio Lains Architects

Hotel AUI, Meransen / Maranza, South Tyrol, Italy. LAINS Architects. Photography: Manuel Kottersteger

Il colore verde è il primo segno distintivo. La nuova facciata restituisce all'edificio un'identità unitaria e monocromatica, trasformando una struttura precedentemente frammentata. I balconi singoli sono stati collegati tra loro e integrati in un unico fronte della facciata esterna, eliminando aggetti e rientranze. Al tempo stesso, questa nuova pelle funge da raccordo tra interno ed esterno e tra il piano terra e i piani superiori.

«La facciata è disegnata attraverso la ripetizione della sagoma della casa con tetto a capanna. Questo elemento segnala il rapporto con il paesaggio alpino e suggerisce l'idea che ogni ospite abbia, idealmente, il proprio chalet. Ciascuno di questi rifugi privati rimane al tempo stesso parte di un insieme più ampio, riflettendo così l'idea alla base della community di Aui», sottolinea Gottfried Gruber.

La facciata è realizzata in abete, con una superficie spazzolata a grana grossa e una finitura cromatica applicata in due mani. La lavorazione a modanature crea profondità e vuole essere un approccio, in chiave contemporanea, alla tradizione altoatesina delle superfici lavorate, dei rilievi e dei cassettoni lignei tipiche delle costruzioni storiche in legno.

La piscina rappresenta il punto di massima apertura dell'architettura verso il paesaggio: uno spazio in cui il confine tra costruito e ambiente naturale si fa più sottile e il panorama diventa parte del progetto. L'utilizzo di superfici specchiate amplifica la percezione dello spazio e crea un'esperienza immersiva tra acqua, cielo e montagne.

«Il posizionamento della nuova piscina è risultato da uno studio preciso della traiettoria solare. Abbiamo condotto delle simulazioni sulla luce nell'arco della giornata, per individuare il punto in cui l'esperienza dell'acqua potesse essere vissuta al meglio», prosegue Gruber.

Hotel AUI, Meransen / Maranza, South Tyrol, Italy. LAINS Architects. Photography: Manuel Kottersteger

Negli interni, il paesaggio alpino resta la principale fonte d'ispirazione e definisce la palette cromatica di Aui. Protagonista è il larice dei boschi circostanti, con le sue tonalità che nel corso delle stagioni passano dal verde al rame, richiamate nei tessuti e negli arredi. Il cuore del progetto è il piano terra: non una lobby tradizionale, ma un grande salotto condiviso, aperto e dinamico.

«Il primo elemento che l'ospite incontra all'ingresso è un lungo tavolo dalla forma a boomerang. Riunisce in sé il check-in automatizzato, la piccola stube, il community table e il buffet della colazione. Si dissolve così la classica distinzione tra le funzioni dell'hotel: non c'è un banco della reception dominante, né una gerarchia rigida tra chi accoglie e chi soggiorna», spiega ancora Sabrina Negri.

Attorno ad esso si distribuiscono diverse isole funzionali, dai confini volutamente fluidi. Alcune, come il trust shop, incarnano un'idea di autonomia: l'ospite non è chiamato a organizzare il proprio soggiorno secondo le strutture tradizionali dell'hotellerie. Altre, come la community kitchen, raccontano un modo più informale di vivere l'ospitalità. Anche i materiali diventano strumenti di orientamento. Il pavimento alterna il legno di larice, che invita alla sosta, alla ceramica, che accompagna il movimento. Nei mobili, accenti verdi diventano elementi attivatori, suggerendo possibilità d'interazione. Sono dettagli che mostrano come, in AUI, il design non agisca soltanto sul piano estetico, ma diventi anche uno strumento per comprendere gli spazi in modo intuitivo.

Hotel AUI, Meransen / Maranza, South Tyrol, Italy. LAINS Architects. Photography: Manuel Kottersteger

Al primo e al secondo piano si trovano le nuove camere e gli appartamenti. Arredi su misura sfruttano al meglio gli spazi e coniugano una funzionalità studiata nei dettagli con un'estetica chiara e contemporanea. Gli appartamenti sono pensati per adattarsi alle diverse esigenze, con cucine compatte e zone living flessibili, dove i divani possono trasformarsi all'occorrenza in posti letto aggiuntivi.

«Il caratteristico verde di Aui ritorna anche qui. L'abete rimane il materiale dominante, ampiamente utilizzato in versione massello, e con il suo profumo naturale contribuisce a definire l'atmosfera degli ambienti. Tessuti e carte da parati accuratamente selezionati completano il concept materico e rendono gli spazi confortevoli», sottolinea Michaela Greifenegg, LAINS Architects.

 

Hotel AUI, Meransen / Maranza, South Tyrol, Italy. LAINS Architects. Photography: Manuel Kottersteger

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Hotel AUI, Meransen / Maranza, South Tyrol, Italy. LAINS Architects. Photography: Manuel Kottersteger

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Hotel AUI, Meransen / Maranza, South Tyrol, Italy. LAINS Architects. Photography: Manuel Kottersteger

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