Esperienza-modello di resilienza ad Anversa con lo Zuidpark che vince l'European Prize for Urban Public Space 2026

I vecchi docks commerciali sul fiume, cementificati negli anni '60, sono stati de-mineralizzati e, oltre a gestire e raccogliere l'acqua piovana del distretto, sono un bacino di biodiversità e accolgono spazi accoglienti e svariate attività

Un'esperienza esemplare per le città d'Europa che si trovano a fronteggiare e gestire i cambiamenti climatici. Ad Anversa, in Belgio, i vecchi docks fluviali sono stati trasformati in un grande parco verde, nato da una maxi-operazione di demineralizzazione del suolo. Ora il nuovo spazio pubblico, che punta al potenziamento della biodiversità e ad una gestione innovativa delle acque dell'intero distretto, funziona anche da piazza, accoglie grandi prati, angoli intimi, attività sportive e orti urbani condivisi. Tutto in pieno centro.

Proprio perché esemplare, il progetto dello Zuidpark, firmato da Tractebel, atelier adr e Georges Descombes, vince il prestigioso European Prize for Urban Public Space 2026. Un'iniziativa del Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (CCCB), che, dal 2000, valorizza i migliori interventi di creazione, trasformazione e recupero degli spazi pubblici nelle città europee. Il Premio, che quest'anno - fanno sapere gli organizzatori - ha collezionato 381 candidature da 38 Paesi, è sostenuto da una rete composta da 10 istituzioni di architettura e pianificazione urbana e da 50 esperti provenienti da tutto il continente.

Secondo la giuria (tra cui figurano i nomi degli architetti Enric Batlle, Aaron Betsky, Oriol Bohigas, Inês Lobo, Rafael Moneo, Lluís Ortega, Eva Prats - presidente - e di illustri critici, tra cui Hans Ibelings e Rowan Moore), il progetto dello Zuidpark trasforma un ampio vuoto urbano in un parco pubblico che coniuga l'uso quotidiano e spontaneo degli spazi e aree dedicate al riposo con un approccio innovativo alla gestione dell'acqua. Il progetto - afferma la giuria internazionale -: «Si distingue per l'equilibrio tra le scelte spaziali infrastrutturali e gli interventi di progettazione locale, raffinati e di grande pregio estetico. Il progetto riesce a trasformare un ampio vuoto urbano in una serie di spazi accoglienti e inclusivi, dimostrando come le infrastrutture idriche, la memoria storica e la progettazione paesaggistica possano integrarsi per offrire alla città una risorsa duratura».

1932, © Stad Antwerpen, vista sui vecchi bacini

©Isabelle Pateer, vista sul sito trasformato

Una menzione speciale è stata conferita a "Round About Baths" a Logroño, opera di Leopold Banchini, che riafferma l'importanza delle fontane pubbliche quali elementi essenziali della vita urbana. La giuria ha apprezzato il potenziale trasformativo del progetto, che «dimostra come l'architettura possa determinare un significativo cambiamento urbano, trasformando un elemento dimenticato in un luogo di aggregazione per la vita della comunità».

Tra i progetti finalisti figura il Parco della Pace a Vicenza, un progetto di Martí Franch Batllori EMF, Studio Franco Zagari, ITS Engineering, PAN Associati che trasforma il vecchio scalo aeroportuale in un paesaggio di 65 ettari che utilizza soluzioni basate sulla natura per gestire le risorse idriche, ripristinare la biodiversità e creare nuovi spazi collettivi.

La cerimonia ufficiale di premiazione si è tenuta giovedì 15 ottobre presso il CCCB, con la partecipazione di Maria Buhigas, architetto capo del Comune di Barcellona; Eva Prats, presidente della giuria; Judit Carrera, direttrice del CCCB; e i membri della giuria internazionale.

Il progetto dello Zuidpark

Un tempo l'area era occupata da banchine - aree affacciate sull'acqua caratterizzate da attività industriali o commerciali - situate proprio nel cuore della città; dopo la Seconda Guerra Mondiale, furono trasformate in un enorme parcheggio. Il nodo portuale sul fiume Schelda viene così cancellato. Nel 2015 arriva la svolta: la città di Anversa decide di interrare i parcheggi e di realizzare un grande parco verde di oltre otto ettari nel cuore della città, nel quartiere Zuid che, nel frattempo, aveva consolidato la sua vocazione culturale.

Il progetto Zuidpark - nato da un processo partecipato che ha coinvolto cittadini e stakeholders - ha trasformato gli ex docks commerciali di Anversa, noti come "Gedempte Zuiderdokken", in un ampio parco urbano adattato alle sfide climatiche odierne. Uno spazio privo di vita che accumulava calore e impediva il naturale assorbimento dell'acqua, sovraccaricando il sistema fognario, viene trasformato in un'area verde ricca di luoghi di incontro. Luoghi che, come gli orti condivisi, favoriscono la coesione sociale.

Vista notturna sullo Zuidpark, ©Isabelle Pateer

Prato centrale in primavera, © Tractebel

Giardino acquatico durante l'estate, © Tractebel

Il progetto attuale prende le mosse dalla configurazione dei vecchi bacini per articolare il parco in tre diverse zone separate da piccole piazze che collegano il parco ai musei e ai caffè del quartiere e sono pensate anche per ospitare piccoli eventi. Il cuore dell'area verde funge da nuovo punto di ritrovo, caratterizzato da un grande prato, un giardino acquatico lineare, angoli tranquilli, strutture sportive. Lungo i bordi sono stati piantati alberi che, con le loro chiome, creano un microclima ottimale.

La pavimentazione impermeabile è stata rimossa per risolvere i problemi di drenaggio; al suo posto sono stati piantati numerosi alberi e altra vegetazione, creando un sistema capace di raccogliere e gestire l'intera acqua piovana del distretto. Inoltre, le pietre provenienti dai vecchi bacini sono state riutilizzate per mantenere vivo il legame con la storia del luogo che, da distesa di cemento, è diventato oggi un vivace punto di incontro per i residenti.

Prato centrale, ©Isabelle Pateer

Vista autunnale sul giardino acquatico, ©Isabelle Pateer

Più nel dettaglio, un serbatoio sotterraneo da 1.500 m³ raccoglie l'acqua piovana proveniente dai tetti vicini; mentre uno strato drenante sotto il prato trattiene l'acqua piovana. In alcuni punti l'acqua affiora in superficie dando vita ad un bellissimo giardino acquatico, dove "l'oro blu" diventa una presenza giocosa.

Dunque. -come si diceva - l'area era diventata un immenso parcheggio. «È un fenomeno che ha interessato molte città europee: l'automobile è arrivata a dominare lo spazio e, purtroppo, continua a farlo ancora oggi. Ora, l'area è stata riconvertita in uno spazio verde che contribuisce ad affrontare il cambiamento climatico e svolge un ruolo importante nella gestione delle acque, pur continuando ad essere una piazza e rimanendo un'area urbana che si collega al centro storico circostante. Così facendo, il progetto ci dimostra che è necessario ripensare il concetto stesso di piazza pubblica e di strada», commenta Angelika Fitz, membro della giuria.

«È un progetto importante perché, nelle città europee, ci troviamo sempre più spesso di fronte alla sfida di gestire l'acqua piovana e fenomeni climatici estremi. Perciò, l'esempio di Anversa mostra come immagazzinare l'acqua in un deposito sotterraneo e come simultaneamente sfruttare l'acqua in superficie per differenti usi», aggiunge Moonika Konrad, membro della giuria.

Il progetto pone la massima attenzione al tema dell'accessibilità, integrando percorsi adatti a chi è in sedia a rotelle, arredi e aree gioco "for all" e percorsi per persone non vedenti e ipovedenti. In alcune aree il progetto suggerisce i possibili usi; in altre sono gli utenti ad interpretare lo spazio e ad usarlo secondo i propri desideri.

Dettaglio della panca circolare, ©Isabelle Pateer

Pergola, ©Isabelle Pateer

Water circle in autunno, ©Isabelle Pateer

Piazza pubblica in autunno, ©Isabelle Pateer

Giardini comunali in primavera, © Isabelle Pateer

Giardini comunali in estate, © Tractebel

Giardino della pioggia, © Isabelle Pateer

Area dalla topografia giocosa, © Isabelle Pateer

Giardino del silenzio con elementi acquatici, © Isabelle Pateer

Round about Baths, Logroño

A Logroño, il progetto ha sfruttato un festival di architettura effimera per trasformare la fontana al centro di una rotatoria in bagni pubblici temporanei. L'idea era quella di ribaltare la funzione di uno spazio puramente decorativo, rendendolo un luogo di ritrovo tranquillo e recuperando al contempo le finalità tipiche dei bagni pubblici di un tempo.

La struttura è stata realizzata assemblando listelli e pannelli di legno riutilizzabili ed è stata dotata di pareti alte per garantire la privacy nel mezzo del traffico della rotatoria. Sfruttando la fontana stessa, sono stati creati spogliatoi, bagni di vapore e aree con acqua fredda. 

Sebbene sia durato solo pochi giorni, l'intervento ha mutato radicalmente la percezione della rotatoria, dimostrando come, attraverso un'architettura semplice e completamente smontabile, sia possibile riqualificare luoghi urbani dimenticati e trasformare l'asfalto in uno spazio vivace per i residenti.

Round about baths, © Leopold Banchini Architects

Round about baths, © Leopold Banchini Architects

Round about baths, © Leopold Banchini Architects

The European Prize for Urban Public Space è un'iniziativa del Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (CCCB), con una rete istituzionale a livello europeo. Le istituzioni che compongono il Consiglio sono:
Arc en Rêve, Bordeaux, France
Architekturzentrum Wien - AzW, Vienna, Austria
ArkDes, Stockholm, Svezia
La Cité de l'Architecture et du Patrimoine, Parigi,
CIVA, Brussels, Belgio
Deutsches Architekturmuseum - DAM, Franvoforte, Germania
Eesti Arhitektuurimuuseum, Tallin, Estonia
Kortárs Építészeti Központ - Kék, Budapest, Ungheria
Muzej za Arhitekturo in Oblikovanje - MAO, Ljubljana, Slovenia
The Architecture Foundation - AF, Londra, UK

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