Efficienza energetica: case più efficienti ed etichettatura più chiara

Norme Europee più severe renderanno le case più efficienti sul piano energetico e permetteranno ai consumatori di fare scelte attente al clima grazie ad una etichettatura più chiara.

Raggiunto l’accordo sul pacchetto relativo all’efficienza energetica raggiunto dal Consiglio e dal Parlamento europeo.

Nella sessione del Consiglio dei ministri dell’energia dell’UE del 7 dicembre u.s. sono stati resi noti i progressi realizzati nella messa a punto del “pacchetto Efficienza energetica”.

Il pacchetto include le seguenti 3 proposte:

– Direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia

– una direttiva sull’etichettatura energetica

– un regolamento sull’etichettatura degli pneumatici.

L’adozione definiva del pacchetto dovrebbe avvenire all’inizio del 2010, a causa di modifiche giuridiche richieste dal trattato di Lisbona.

DIRETTIVA SUL RENDIMENTO ENERGETICO NELL’EDILIZIA
La nuova direttiva in discussione modifica la direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002.

Gli edifici influiscono sul consumo energetico a lungo termine.

Poiché gli edifici sono responsabili del 40% del consumo globale di energia nell’Unione europea, la riduzione del consumo energetico e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell’edilizia costituiscono misure importanti necessarie per ridurre la dipendenza energetica dell’Unione europea e le emissioni di gas serra.

Unitamente ad un maggior utilizzo di energia da fonti rinnovabili, le misure adottate per ridurre il consumo di energia  consentirebbero all’ Unione europea di conformarsi al protocollo di Kyoto e di rispettare l’impegno di mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 2° C nonché l’impegno di ridurre entro il 2020 le emissioni globali di gas serra di almeno il 20% al di sotto dei livelli del 1990 e del 30% in caso di accordo internazionale.

In base alla nuova direttiva, gli Stati membri dovranno provvedere a che:
a) entro il 31 dicembre 2020, tutti gli edifici di nuova costruzione siano edifici a energia “quasi zero”
b) a partire dal 31 dicembre 2018, gli enti pubblici che occupano e sono proprietari di un edificio di nuova costruzione garantiscano che tale edificio sia un edificio a energia “quasi zero”

Per “edificio a energia quasi zero” di intende un edificio ad altissimo rendimento energetico.

Norme Europee più severe renderanno le case più efficienti sul piano energetico e permetteranno ai consumatori di fare scelte attente al clima grazie ad una etichettatura più chiara.

Raggiunto l’accordo sul pacchetto relativo all’efficienza energetica raggiunto dal Consiglio e dal Parlamento europeo.

Nella sessione del Consiglio dei ministri dell’energia dell’UE del 7 dicembre u.s. sono stati resi noti i progressi realizzati nella messa a punto del “pacchetto Efficienza energetica”.

Il pacchetto include le seguenti 3 proposte:

– Direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia

– una direttiva sull’etichettatura energetica

– un regolamento sull’etichettatura degli pneumatici.

L’adozione definiva del pacchetto dovrebbe avvenire all’inizio del 2010, a causa di modifiche giuridiche richieste dal trattato di Lisbona.

DIRETTIVA SUL RENDIMENTO ENERGETICO NELL’EDILIZIA
La nuova direttiva in discussione modifica la direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002.

Gli edifici influiscono sul consumo energetico a lungo termine.

Poiché gli edifici sono responsabili del 40% del consumo globale di energia nell’Unione europea, la riduzione del consumo energetico e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell’edilizia costituiscono misure importanti necessarie per ridurre la dipendenza energetica dell’Unione europea e le emissioni di gas serra.

Unitamente ad un maggior utilizzo di energia da fonti rinnovabili, le misure adottate per ridurre il consumo di energia  consentirebbero all’ Unione europea di conformarsi al protocollo di Kyoto e di rispettare l’impegno di mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 2° C nonché l’impegno di ridurre entro il 2020 le emissioni globali di gas serra di almeno il 20% al di sotto dei livelli del 1990 e del 30% in caso di accordo internazionale.

In base alla nuova direttiva, gli Stati membri dovranno provvedere a che:
a) entro il 31 dicembre 2020, tutti gli edifici di nuova costruzione siano edifici a energia “quasi zero”
b) a partire dal 31 dicembre 2018, gli enti pubblici che occupano e sono proprietari di un edificio di nuova costruzione garantiscano che tale edificio sia un edificio a energia “quasi zero”

Per “edificio a energia quasi zero” di intende un edificio ad altissimo rendimento energetico.

DIRETTIVA SULL’ETICHETTATURA ENERGETICA

La nuova direttiva sull’etichettatura energetica amplierà il campo di applicazione di quella precedente.

Verde scuro e “A” continueranno ad essere le categorie più alte.

Nei casi in cui la maggior parte dei prodotti sul mercato rientri già nelle classi più elevate, possono essere aggiunti fino a tre altri gradi, ossia A+, A++ e A+++.


In futuro l’etichetta deve essere apposta non solo sui beni che consumano energia ma anche su qualsiasi prodotto che abbia un impatto significativo sui risparmi energetici, come le finestre. Anche qui il settore pubblico dovrebbe dare l’esempio acquistando solo prodotti appartenenti alla classe con il migliore rendimento.


 
REGOLAMENTO SULL’ETICHETTATURA DEGLI PNEUMATICI
La terza parte del pacchetto, che è già stata formalmente approvata, è un regolamento sull’etichettatura degli pneumatici.

Informazioni sulla capacità di ridurre il consumo di carburante, sull’aderenza sul bagnato e sui livelli di rumorosità dovranno accompagnare i nuovi pneumatici a partire dal novembre 2012.
(a cura di Giuliana Dima)

pubblicato in data:

efficienza energetica progettare e costruire