Emilia-Romagna – edilizia, creare un modello di cantiere sicuro

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È stato presentato a Bologna un progetto sulle buone prassi per la gestione del rischio nei cantieri edili, realizzato da Regione Emilia-Romagna, l’Inail e Formedil Emilia-Romagna (Ente regionale per la Formazione e l’addestramento professionale nell’edilizia).

E’ stata anche l’occasione per fare il punto sugli infortuni sul lavoro nonché sugli interventi e progetti della Regione Emilia-Romagna, ricordando che domenica 9 ottobre è la 61ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro promossa in tutta Italia dall’Anmil (Associazione Nazionale fra lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro).

Con il progetto ‘Buone prassi per la gestione del rischio nei cantieri edili’ si punta a creare modelli per cantieri sicuri. Un progetto che si avvarrà di un campione basato su nove cantieri, e sarà testato e costantemente seguito da un Comitato di Coordinamento tra i soggetti coinvolti (Regione Emilia-Romagna, Direzione Regionale Inail Emilia-Romagna e Consorzio Formedil Emilia-Romagna).

Il progetto parte dalla considerazione che la strada principale per evitare incidenti sia quella di aumentare, nei lavoratori, la cultura della percezione del rischio, attraverso la formazione, l’informazione e l’addestramento.

Tre sono le fasi del progetto: mappatura, interventi in cantiere, diffusione dei risultati.

La prima fase consiste nell’analisi dei dati in possesso di Inail Emilia-Romagna relativi agli incidenti verificatisi sul territorio regionale in un intervallo di tempo significativo (tre anni) che possa consentire una prima riflessione sull’incidenza “territoriale” degli eventi nonché sulle dinamiche più consuete che sottostanno ad un evento infortunistico.

Gli esiti della mappatura forniranno al Comitato di coordinamento i parametri necessari all’individuazione del campione di imprese/cantieri sui quali effettuare gli interventi nella fase successiva: tipologia del cantiere (stradale, residenziale, infrastrutture), fase di lavorazione durante la quale si effettuerà l’intervento, tipologia dei lavoratori presenti in cantiere nella fase considerata.

A seguire, la fase operativa, su un campione di nove cantieri distribuiti sul territorio regionale. Con il coordinamento organizzativo del Consorzio e la validazione del Comitato di coordinamento, le Scuole Edili individueranno le imprese che aderiranno al progetto.

Le imprese potranno aderire solo su base volontaria.

Ad un primo incontro di condivisione con l’imprenditore seguiranno altri incontri congiunti tra imprenditore e tecnico di cantiere anche per prendere atto del programma lavori. Verrà quindi “fotografato” lo stato dell’arte in base ad una serie di indicatori (infortuni, previsione dei tempi per le lavorazioni e loro eventuali ritardi, assenteismo, eccetera).

Al sopralluogo seguiranno singoli incontri con i caposquadra.

La sensibilizzazione/formazione sarà quindi contestuale a tutti gli incontri. Per valutare l’intervento si prevedono due verifiche successive a distanza di 15-30 giorni dalla fine degli incontri per monitorare quali variazioni hanno subito gli indicatori considerati all’inizio.

Come conclusione di ogni singolo intervento è previsto un momento di condivisione con tutti gli operatori presenti in cantiere sugli esiti dell’intervento.

Successivamente verrà elaborato un report di sintesi riferito ad ogni singolo cantiere esaminato.

Infine, la diffusione dei risultati.

Il Comitato di coordinamento raccoglierà i report dei nove interventi, ne valuterà le eventuali criticità emerse e porterà a sintesi i risultati della sperimentazione attraverso la predisposizione di un modello definitivo di intervento.

Il modello potrà essere utilizzato non solo come procedura di riferimento per gli interventi in cantiere da parte delle Scuole Edili/CPT per la informazione/sensibilizzazione dei lavoratori ma anche come strumento di supporto per l’eventuale predisposizione di specifici piani formativi.

È stato anche realizzato il sito web ‘Sicurezza nei luoghi di lavorò frutto della cooperazione istituzionale tra la Regione e l’Inail. Il sito, visibile all’indirizzo www.regione.emilia-romagna.it/sicurezza-nei-luoghi-di-lavoro offre servizi concreti per i lavoratori, le imprese, i professionisti ed ospita informazioni e accessi relativi a servizi forniti da Inail.

E’ in rete una vasta documentazione tecnica per organizzare, tra l’altro, i cantieri e le singole lavorazioni dal punto di vista gestionale, operativo, formativo e di controllo, regole e linee guida per governare il settore, accordi e protocolli siglati in Emilia-Romagna fra amministrazioni, parti sociali e istituzioni ed un sistema di osservazione contenente dati statistici, pubblicazioni selezionate, normativa europea, nazionale e regionale, e giurisprudenza in materia di sicurezza sul lavoro.

I dati sugli infortuni sul lavoro
In Emilia-Romagna sono calati gli infortuni sul lavoro. Nel 2010 sono stati denunciati all’Inail 105.993 infortuni sul lavoro (−1,5% rispetto al 2009 quando ne erano stati segnalati 107.564).

Si conferma quindi l’andamento decrescente, anche se in misura più contenuta rispetto all’anno precedente, quando la crisi economica, con i propri effetti sul piano occupazionale, aveva determinato una calo record degli infortuni (-13,1%).

Per i lavoratori stranieri, invece, il 2010 è stato un anno peggiore del precedente: si è registrato infatti un incremento dell’1,5% degli infortuni, che inverte la consistente flessione (−19,7%) registrata nel 2009 rispetto al 2008.

Il numero degli infortuni mortali fra i lavoratori stranieri, è rimasto stabile: 19 casi nel 2010 come nel 2009, pari al 22% degli infortuni mortali avvenuti in Emilia-Romagna.

Complessivamente, nel periodo 2001-2010 gli infortuni denunciati sono diminuiti del 24,7%, passando da 140.766 a 105.993 mentre quelli mortali si sono dimezzati: da 174 a 87.

(Fonte: regione Emilia-Romagna)

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