Lazio – Piano Casa: approvate modifiche

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Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge che modifica il cosiddetto “piano casa”. Le nuove norme, aveva spiegato l’assessore all’Urbanistica Luciano Ciocchetti, sono state concordate con il governo, dopo l’impugnazione di parte della legge di fronte alla Corte costituzionale.


LE MODIFICHE PIÙ RILEVANTI AL PIANO CASA 
– Viene rafforzato il ruolo del ministero dei Beni culturali nella procedura stabilita per superare contrasti circa l’effettiva esistenza di beni sottoposti a vincolo paesaggistico, rispetto alle perimetrazioni contenute nel Ptpr.

– Vengono chiariti la data di entrata in vigore della legge (28 agosto 2008) e il termine di applicazione (31 gennaio 2015).

– Viene eliminata la parte relativa alle concessioni in sanatoria ottenute tramite silenzio-assenso.

– Viene specificata la necessità del nulla osta preventivo dell’ente gestore nel caso di interventi che ricadono in aree protette.

– Viene specificato che i programmi integrati di riqualificazione urbana e ambientale, previsti dal piano casa, sono interventi volti alla valorizzazione del territorio.

– Viene eliminata la parte relativa alla possibilità di realizzare impianti sportivi nelle aree naturali protette.

– Vengono precisate le norme sulle opere di urbanizzazione secondaria e sul rispetto degli standard urbanistici.

– Viene previsto un regolamento redatto dalla giunta per disciplinare l’housing sociale.

– Viene reso meno oneroso il passaggio alla proprietà piena per i soci delle cooperative assegnatari di alloggi costruiti in diritto di superficie.

– Viene introdotta la possibilità di chiedere una nuova localizzazione dell’intervento per le cooperative a cui i comuni non hanno assegnato le aree su cui edificare nuove “167”.

– Viene introdotta la possibilità per gli enti religiosi di finanziare la realizzazione di edifici di culto attraverso la costruzione di strutture residenziali, commerciali, direzionali, turistiche o per servizi, per una volumetria pari a quella delle opere religiose fino a un massimo di 3mila metri quadrati, su terreni di proprietà dell’ente stesso.

– Viene modificata la norma sulle modalità di assegnazione delle case popolari, limitatamente a roma capitale, in maniera da favorire l’esaurimento delle vecchie graduatorie anche in presenza di nuovi bandi.

– Viene precisato che, per quanto riguarda i comuni costieri, le aree liberate dai programmi di demolizione e ricostruzione sono destinate alla fruizione pubblica del litorale.

– Vengono chiarite le norme che regolano gli interventi su edifici destinati a servizi socio-assistenziali.

– Vengono modificate le norme sui cambi di destinazione d’uso che saranno possibili non solo sull’intero edificio, ma anche per parti di esso, sono esclusi teatri e cinema.

– Vengono inseriti anche gli “articoli 11” fra le aree in cui è possibile applicare il piano casa, ma in questo caso non è possibile la cosiddetta “monetizzazione” degli standard urbanistici.


“Con l’approvazione delle modifiche al Piano Casa varate dal Consiglio regionale si rende ulteriormente fruibile un provvedimento che questa Giunta ha fortemente voluto per rispondere in primo luogo all’emergenza abitativa e dare una boccata d’ossigeno al settore dell’edilizia particolarmente colpito dalla grave crisi economica che ancora stiamo attraversando”

Lo dichiara la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. “Abbiamo apportato le correzioni, concordate con il ministero competente riferite ad alcuni punti dell’impugnativa del Governo – spiega Polverini – rispettando i tempi per i quali ci eravamo impegnati.

Il Piano Casa, già in vigore da settembre per la parte che non riguardava l’impugnativa, si sta rivelando un importante strumento per famiglie e imprese come dimostrano le Dia presentate ai Comuni. Oltre a superare alcuni dei rilievi mossi dal governo, il testo approvato introduce anche nuove norme che vanno nella direzione di ulteriormente semplificare l’attuazione della legge.

Tra queste, la norma che facilita da parte dei Comuni l’applicazione degli strumenti urbanistici attuativi dei piani regolatori eliminando alcune criticità emerse a quasi un anno dall’entrata in vigore della legge 10 sul Piano casa.

Sono state introdotte, poi, norme per favorire gli interventi di edilizia agevolata da parte di cooperative edilizie in particolare superando alcune problematiche connesse al possesso di determinati requisiti finanziari per poter accedere ai bandi regionali, nonché permettendo, in caso di impossibilità di realizzazione degli interventi programmati di edilizia agevolata, ad esempio in presenza di mancati espropri, di poter spostare l’intervento in altre aree sempre nello stesso ambito provinciale”. “Il provvedimento varato dal Consiglio – sottolinea – fornisce, inoltre, alcune risposte attese dalle famiglie come nel caso della graduatoria dell’Ater di Roma che vedeva a rischio altrimenti i diritti acquisiti per 1600 nuclei familiari che vengono salvaguardati. 
Così come è stata introdotta una norma per agevolare le famiglie nell’acquisto di immobili realizzati da Ater e Comuni prevedendo che la partecipazione delle famiglie alle rate del mutuo non sia superiore al 20 per cento del loro reddito mensile (mutuo sociale)”. “La maggioranza – conclude Polverini – ha saputo dare prova di grande coesione a sostegno del provvedimento, per questo ringrazio i consiglieri per il lavoro fatto, insieme alla Giunta, contribuendo a migliorare ulteriormente il testo sia in Commissione che in Aula”.

(Fonte: regione Lazio)

 

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