Classificazione energetica degli ascensori: in corso i lavori normativi

Il settore degli ascensori in Italia ha numeri di assoluto rispetto: più di due miliardi e mezzo di fatturato totale nel 2009, di cui più di uno e mezzo nel mercato interno e più di 800 milioni in esportazioni.

Anche per questo i lavori della commissione “Impianti di ascensori, montacarichi, scale mobili e apparecchi similari” sono rilevanti: perché coinvolgono un settore industriale importante e altamente qualificato.

Giovedì 5 luglio si è tenuta, presso la sede UNI di Milano, la riunione del GL “Prestazioni energetiche di ascensori, scale mobili, marciapiedi mobili e impianti di sollevamento per persone e cose” che – su indicazione della commissione tecnica – sta elaborando un progetto di norma nazionale che risponda all’esigenza crescente di avere un valore di riferimento del consumo energetico degli ascensori.

Il tema del risparmio e del controllo delle prestazioni energetiche di prodotti e impianti ha assunto negli ultimi anni un ruolo di primaria importanza nel quadro delle strategie di sviluppo sostenibile.
Emblematico in questo senso quanto avvenuto nell’ambito delle costruzioni, dove particolare rilievo – rafforzato anche da interventi legislativi nazionali e comunitari – viene attribuito ora al parametro di “consumo energetico degli edifici”, di cui gli impianti ascensoristici costituiscono tra l’altro un, se pur piccolo, sottoinsieme.

Il progetto di norma allo studio – per la precisione si tratta di un rapporto tecnico – intende fornire un parametro di classificazione energetica degli ascensori che consideri il consumo di energia durante il loro funzionamento, prendendo come riferimento tecnico analoghi lavori attualmente in corso a livello ISO.

“Il progetto di norma nazionale – dichiara Alberto Marinoni, coordinatore del Gruppo di Lavoro – nasce in primo luogo dall’esigenza generale di controllare i consumi energetici. L’ascensore in verità non è tra gli impianti a maggior consumo di energia elettrica in un edificio, con valori stimabili attorno al 5-10% del totale. Tuttavia ogni elemento può concorrere al raggiungimento dell’obiettivo: il risparmio energetico complessivo. In secondo luogo, l’esistenza di norme tecniche sviluppate in altri Paesi e richiamate spesso nei capitolati per le forniture di ascensori mette i nostri costruttori in una certa difficoltà, evidenziando un vuoto normativo nazionale che ora può essere opportuno colmare”.

Il rapporto tecnico al quale il Gruppo di Lavoro sta lavorando vuole quindi dare indicazioni su come misurare i consumi energetici degli ascensori e come classificarli. Un obiettivo importante e in certa misura ambizioso, dato il parco nazionale di impianti esistenti.

“Tralasciando la Cina – conferma Marinoni – l’Italia è il Paese, a livello mondiale, che conta il maggior numero di ascensori installati. Sono circa 800.000, molti di più di quelli esistenti negli Stati Uniti, per intenderci. Questo significa che c’è un considerevole parco di impianti esistenti che potrebbero dare un buon contributo al risparmio energetico”.

I lavori che si stanno svolgendo parallelamente a livello internazionale forniscono un utile supporto alle attività del Gruppo di Lavoro nazionale, che intende tuttavia seguire un’impostazione in parte differente, fortemente caldeggiata in sede europea.

Se la norma ISO/FDIS 25745-1 (“Energy performance of lifts, escalators and moving walks – Part 1: Energy measurement and verification”), attualmente sottoposta al formal vote, è infatti un sicuro punto di riferimento per quanto concerne le modalità specifiche di misurazione dei consumi energetici, la parte 2 – ancora in divenire – può essere considerata un efficace punto di partenza dal quale tuttavia discostarsi, almeno parzialmente.

A livello ISO si sta infatti arrivando a stabilire una doppia indicazione dei consumi energetici degli ascensori: una riferita all’impianto in movimento e una riferita all’impianto fermo o in standby. Un modo per sganciare questi valori dal tipo di utilizzo dell’impianto stesso.

Diversa l’impostazione che alla classificazione energetica si vuole dare con il documento ora allo studio del Gruppo di Lavoro UNI: “Con questo rapporto tecnico – conclude Marinoni – noi vogliamo arrivare a stabilire la classificazione energetica degli ascensori con un unico indice di riferimento. Un po’ come quello che già avviene per i nostri elettrodomestici, come lavatrici o frigoriferi”.

Il rapporto tecnico potrà essere un utile supporto a progettisti, fabbricanti, installatori, verificatori nonché per proprietari e amministratori degli edifici impegnati nella verifica periodica del consumo energetico.

(Fonte: UNI)

 

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