Regione Piemonte – Nuovi strumenti per il governo del territorio In approvazione la nuova legge urbanistica

Dopo un lungo periodo di studi e consultazioni, la giunta regionale del Piemonte è pronta a varare una nuova legge urbanistica.

Lo hanno annunciato la presidente Mercedes Bresso e l’assessore Sergio Conti, che ha messo a punto il documento.

Il via libera dell’esecutivo arriverà entro ottobre, poi partirà l’iter in Consiglio regionale.

"La nuova legge – afferma la presidente Mercedes Bresso – sarà uno strumento innovativo che incardinerà il livello comunale al centro del governo del territorio. I Comuni avranno maggior potere, ma anche maggiore responsabilità. Sarà valorizzato l’elemento intercomunale con il coinvolgimento delle comunità montane e delle comunità collinari. La tutela del paesaggio, non dovrà più avvenire con la cristallizzazione dell’esistente, bensì governando il cambiamento con regole che garantiscano uno sviluppo equilibrato".

"Il percorso intrapreso dalla Regione per definire il processo di riforma – spiega l’assessore Sergio Conti – si compone di alcuni elementi fondamentali che, nel loro insieme e per l’approccio innovativo, costituiscono un’articolata azione a sostegno del governo del territorio. In questo spirito la Regione ha avviato la stesura degli strumenti, nuovi per concezione (Piano territoriale e Piano paesaggistico), e della legge di riforma riconoscendo, all’insieme di questi elementi, la centralità politica con cui giungere a una visione di governo del territorio attenta ai problemi della tutela, ma nello stesso tempo determinata ad affrontare le sfide, e risolvere i problemi, dello sviluppo e della sua sostenibilità, che attendono il Piemonte nei prossimi anni".

IL DISEGNO DI LEGGE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO
La proposta avanzata per il disegno di legge per il governo del territorio del Piemonte, oltre che operare un opportuno coordinamento fra alcuni contenuti delle leggi delle altre regioni del Nord-ovest, recepisce gli indirizzi dell’Unione europea e delle innovazioni legislative nazionali, ponendosi come strumento dell’attività di pianificazione delle politiche di tutela e di valorizzazione del territorio, di qualificazione dei sistemi insediativi, di contenimento dei consumi di suolo e di motore dello sviluppo sostenibile.

In sintesi, il disegno tracciato dalla riforma si fonda sul principio di sussidiarietà e pone al centro del processo di governo del territorio il livello comunale, pur nella consapevolezza da un lato, che i principi di autonomia locale e di sussidiarietà, nel campo del governo del territorio, dovranno essere contemperati con il principio di adeguatezza e, dall’altro, che i sistemi ambientali, economici e sociali, insediativi e infrastrutturali devono essere governati al livello della loro reale rilevanza territoriale per gli effetti che essi producono.

PIANO TERRITORIALE REGIONALE
Il processo di riforma avviato dalla Giunta regionale è stato positivamente segnato al termine del 2005 dall’approvazione del documento programmatico "Per un nuovo Piano Territoriale Regionale", che definisce i contenuti del nuovo strumento e il cammino per realizzarlo.

Il tutto volto a raggiungere un obiettivo articolato ma organico, che trascenda il superamento delle azioni di controllo e di verifica (di fatto unico ruolo svolto dalla Regione nei confronti degli altri soggetti competenti), per pervenire a un’effettiva e specifica azione coordinata di governo, in tal modo cogliendo il principale stimolo positivo introdotto dalle modifiche costituzionali.

Il nuovo PTR, quindi, si inscrive entro un quadro di rilevanti cambiamenti nell’assetto istituzionale e amministrativo, negli approcci alle politiche pubbliche e nelle dinamiche spaziali in atto.

Esso prevede non solo coerenze con lo Schema di sviluppo dello spazio europeo, ma anche percorsi strategici definiti per ambiti geografici, azioni volte al miglioramento del sistema istituzionale e all’integrazione delle politiche settoriali.

Ne conseguono tre pilastri ineludibili:
– la coesione territoriale, che ne è la componente strategica, individuata nella dimensione territoriale della sostenibilità;
lo scenario policentrico, ovvero il riconoscimento dei sistemi urbani all’interno delle reti;
– la co-pianificazione, che introduce innovativi strumenti di governance.


PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE
La Convenzione Europea del Paesaggio e il Codice dei beni culturali e del paesaggio, approvato nel 2004, pongono al centro delle politiche di tutela la pianificazione paesaggistica, affermando la necessità della sua efficace integrazione nella pianificazione territoriale regionale.

L’obiettivo principale del Piano diventerà dunque quello di concorrere allo sviluppo sostenibile regionale, dare concrete risposte alle richieste di vivibilità ambientale delle generazioni, attuali e future, e porre le basi per la piena fruizione sociale delle risorse naturali e culturali.

Il Piano Paesaggistico regionale è teso a svolgere una funzione conoscitiva, nei confronti dello stato e delle dinamiche paesaggistico-ambientali; regolativa, nei confronti dei processi di trasformazione; strategica, nei confronti della pluralità dei soggetti che agiscono nel territorio.

Esso si integra nel più ampio processo pianificatorio avviato dalla Regione con la redazione del contestuale piano territoriale, concorrendo a definirne il quadro di riferimento strutturale e gli orientamenti strategici, pur mantenendo la propria autonoma efficacia ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

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