Toscana – Approvato il nuovo piano di governo del territorio

Il paesaggio toscano viene affidato a un nuovo strumento di governo del territorio che permetterà di tutelarlo con il necessario rigore, ma anche di valorizzarlo e innovarlo perché possa continuare sempre a rispecchiare l’identità della gente che nei secoli ha contribuito a realizzarlo e a trasformarlo.


Il piano individua e descrive ben 38 sistemi territoriali ciascuno dei quali ha caratteristiche storiche, culturali, sociali irripetibili: a questi sistemi, alle loro caratteristiche storiche, culturali, naturali, estetiche dovranno conformarsi i piani comunali: il tutto nella consapevolezza che il paesaggio è espressione di una costante interazione dell’ambiente con l’uomo; il piano sarà dunque uno strumento aperto che dovrà registrare e accompagnare in maniera dinamica una società che cambia e cambiando modifica anche il suo paesaggio.

Su questa base il piano paesaggistico è parte integrante del Pit (il piano di indirizzo territoriale) e indica alle amministrazioni e ai cittadini quali tipi di azioni saranno possibili all’interno di un determinato sistema territoriale ma anche offrendo strumenti urbanistici volti a migliorare e qualificare il paesaggio.

Il piano indicherà ciò che non si potrà fare, per non intaccare le qualità di un determinato sistema paesaggistico, ma opererà anche e molto in positivo, aiutando la realizzazione di interventi migliorativi, ben inseriti nel contesto storico e naturale. Oltre a permettere il mantenimento dinamico di un grande patrimonio collettivo il piano consentirà anche un notevole guadagno in termini di efficienza: il piano, infatti, inserendosi all’apice degli strumenti di governo del territorio si muoverà a monte dei piani comunali, consentendo di eliminare a valle una quantità impressionante di piccoli atti autorizzativi (molti di questi da richiedere alle Soprintendenze), con guadagni evidenti in termini di efficienza e di tempo. Secondo una stima lo snellimento procedurale produrrà una diminuzione annua di almeno 20mila atti consentendo di concentrarsi sugli interventi che incidono effettivamente sul paesaggio.

La tappa in Consiglio  regionale, con l’approvazione del piano, è stata l’epilogo di un complesso e partecipato cammino di formazione cui hanno partecipato amministrazioni, esperti, cittadini; ognuno ha concorso a vario titolo al varo di uno strumento di governo del territorio che per la prima volta interviene in maniera sistematica sul ‘bene paesaggio, un bene di inestimabile valore per la nostra regione. Non a caso i principi cardine su cui si basa il Piano sono quelli della Convenzione europea del paesaggio sottoscritta a Firenze nel 2000 da 26 Paesi europei: secondo quel trattato il paesaggio non deve essere concepito come un elemento naturale immutabile, ma un bene dinamico, relazionato all’azione dell’uomo, un bene quindi che è frutto della percezione della popolazione e della sua esperienza sociale e culturale.

 




VADEMECUM sul nuovo strumento di governo del territorio

Come funzionerà il nuovo piano paesaggistico

Gli obiettivi, i contenuti, le modalità di attuazione del piano

Che cos’è il piano paesaggistico

E’ uno strumento di governo del territorio che opererà nell’ambito del Piano di indirizzo territoriale (Pit) disciplinando la normativa paesaggistica per tutto il territorio.

Il piano prende le mosse da un’Intesa firmata nel febbraio 2007 tra il Ministero dei beni culturali e la Regione, che ho sottoscritto l’impegno di definirlo in attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio e sulla base dei principi previsti dalla Convenzione europea del paesaggio.

Come è stato predisposto

Con un’ ampia concertazione tra tutte le realtà istituzionali, politiche, tecniche presenti sul territorio ma anche con una forte coinvolgimento dei cittadini e della società civile attivata utilizzando anche i più innovativi strumenti di partecipazione.

Come interviene il piano paesaggistico

Dal momento della entrata in vigore del p iano (prevista entro il 2009) le amministrazioni locali dovranno adeguare i propri strumenti urbanistici alle previsioni del piano paesaggistico. Le previsioni dei piani comunali che risulteranno in contrasto con i contenuti del piano dovranno essere riviste e conformate: il procedimento previsto dal piano, pur snellendo le procedure, non attenuerà infatti il rigore del controllo dei fenomeni paesaggistici.

Perché è prevista una semplificazione delle procedure

L’adeguamento ex ante degli strumenti urbanistici al piano paesaggistico sostituirà gran parte delle autorizzazioni da richiedere alle Soprintendenze: si calcolano in circa 20mila i piccoli atti autorizzativi in un anno che non serviranno più grazie all’entrata in vigore del piano paesaggistico. Un guadagno in termini di efficienza, e naturalmente di tempi: per questi atti mediamente a un cittadino occorrevano sino a 120 giorni di attesa.

I capisaldi del piano paesaggistico

Il piano considera il paesaggio come un fattore di identità dei nostri territori, come ingrediente importante per la qualità della vita dei cittadini, e anche come leva significativa per la competitività dei territori e delle imprese. Per ciascuna di queste tre funzioni il piano si presenta come uno strumento aperto, non chiuso, che, attraverso i suoi processi dinamici, accompagna le politiche di settore e mira a diffondere una cultura diffusa del paesaggio. E proprio per la necessità di far corrispondere il piano a esigenze in continua e dinamica trasformazione, sono previsti un sistema di monitoraggio e un tavolo di confronto permanente tra regione, amministrazioni locali, organi decentrati del Ministero e studiosi e analisti del sistema. Questi organismi devono verificare la costante corrispondenza del piano ai suoi obiettivi di fondo.

I 38 sistemi paesaggistici del Piano

Il Piano individ ua in Toscana 38 sistemi paesaggistici che corrispondono ad altrettanti territori. In ciascuno di questi l’identità del paesaggio è data dalla percezione condivisa di valori naturalistici, storico-culturali, e estetici. Per ciascuno di queste ambiti il piano indica obiettivi di qualità da raggiungere e azioni prioritarie da perseguire.

Il piano paesaggistico e gli altri strumenti

Il piano paesaggistico entra inoltre in relazione con altri strumenti pianificatori legati alle attività produttive, al territorio, all’ambiente.

E’ il caso delle politiche energetiche: il piano prevede una serie di prescrizioni per la politica energetica regionale individuando le ragioni del paesaggio nella formulazione e nella messa in opera delle politiche settoriali in materia di energia, e infrastrutture. Se guardiamo, per esempio, agli interventi di energia alternativa (eolico o fotovoltaico), in virtù del piano paesaggistico questi si inseriranno così in un contesto normativo più certo e chiaro e ciò permetterà di valutare da subito la realizzabilità o meno di interventi in determinate aree del territorio.

L’iter di approvazione del piano

Dopo il passaggio in Consiglio regionale per l’adozione il piano verrà pubblicato e per 60 giorni potrà essere “osservato” dai cittadini che potranno ancora suggerire modifiche e miglioramenti (presso il sito del garante della comunicazione www.regione.toscana.it/diritti/difesadelcittadino/garante_pit è sempre aperto uno specifico webforum).

Successivamente il piano sarà oggetto di un nuovo accordo tra Regione e Ministero dei beni culturali e quindi di un nuovo passaggio in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva. Entro il 2009 il piano sarà operativo

(Fonte: regione Toscana)

 

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