ArchiEnergy Project di Viessmann. Parola agli architetti su sostenibilità e progettazione efficiente

Tour in quattro tappe a Roma, Milano, Verona e Napoli

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Telecamere puntate sugli architetti nel nuovo progetto promozionale ArchiEnergy Project di Viessmann. Da luglio 2017 l’azienda produttrice di sistemi di riscaldamento e climatizzazione è partita da Roma, insieme al giornalista Giorgio Tartaro, per raccontare la progettazione sostenibile ed efficiente attraverso l’esperienza dei professionisti.

Il format si basa su interviste brevi, girate nelle diverse città toccate dal tour – Roma, Milano, Verona e Napoli – e poi condivise sui canali ufficiali Viessmann.

Il risultato è una raccolta di ritratti di alcune realtà professionali italiane che si confrontano quotidianamente con i temi legati all’efficienza, al comfort e al risparmio energetico, una piattaforma che avvicina il mondo della progettazione e le imprese proponendo un nuovo ruolo per l’architetto quello di tramite tra le conoscenze tecniche e la responsabilità sociale.

In ogni intervista il protagonista, dopo una breve presentazione, porta all’attenzione un progetto significativo per i temi dell’efficienza energetica, partendo dalle esigenze della committenza fino alle scelte progettuali messe in atto per la realizzazione.

Ascoltando questa antologia di esperienze, diverse per dimensione e tipologia, alcune parole chiave appaiono costanti, integrazione, innovazione, resilienza, aggiornamento, un vocabolario di termini ma anche di approcci che ogni interlocutore ha condiviso col pubblico ampliando e approfondendo il dibattito sull’efficienza energetica.

I temi principali delle quattro tappe di ArchiEnergy Project

Il viaggio di Viessmann è stato lungo. In ogni città ha ascoltato circa una quindicina di progettisti in ogni città, e in seguito ha selezionato alcuni interventi con l’obiettivo di mostrare la varietà tipologica in cui il professionista opera nel quotidiano e raccontare come proprio la possibilità intrinseca al mondo dell’architettura di ragionare alle diverse scale offra un terreno di sperimentazione privilegiato per creare una nuova cultura del costruire ecologico.

ArchiEnergy Project a Roma

Dialogo con la committenza e integrazione
la scala umana delle case unifamiliari

intervista ad Arabella Rocca

Nella tipologia di villa unifamiliare la sostenibilità si declina alla scala umana. Basandosi sul dialogo e sulla fiducia che il committente ha nei confronti dell’architetto, il progettista si riappropria del suo ruolo se informa sui vantaggi economici e prestazionali delle diverse soluzioni e mette in atto le migliori strategie per coniugare i desideri del cliente nel modo più efficace possibile.

Un esempio di questo approccio è quello che l’architetto Arabella Rocca, tra i protagonisti della prima tappa di ArchiEnergy Project, è riuscita a fare con la Villa CP a Roma dove un controllo a tutto tondo delle varianti architettoniche e impiantistiche ha permesso di realizzare una casa quasi passiva, che autoproduce energia, permettendo ai committenti di ripagarsi in pochi anni il costo dell’impianto.

Parola chiave dell’intervista (e dell’attività professionale di Arabella Rocca) è integrazione, intesta come un approccio in cui la progettazione architettonica procede di pari passo con la conoscenza tecnica ed impiantistica per raggiungere risultati di qualità e nuovi canoni di bellezza.

Gli altri protagonisti della tappa romana
Studio Sintesi, Studio Next, ME T-Architetti, Insula Architettura e Ingegneria, Carola Vannini Architecture, Pentastudio / Nihar Tana – RMJM Italia, Oficina de Arquitectura, NA3 Architetti, RM\Architecture, Eco-Habit, Studio di Architettura Kaletekhne

ArchiEnergy Project a Milano

Rispondere ad un’esigenza con mezzi adeguati:
la sostenibilità nei ritrovamenti archeologici

intervista ad Alessandro Colombo

Quando la storia entra a far parte delle nostre città, attraverso ritrovamenti anche casuali, si devono necessariamente affrontare i temi legati alla fruibilità e alla protezione del bene archeologico ritrovato.
È il caso della Domus del Chirurgo a Rimini, il caso studio che Alessandro Colombo dello Studio Cerri & Associati porta a Milano nella seconda tappa degli Archi Energy.

Si tratta di una copertura e un riparo per i reperti costruito all’interno di un giardino pubblico, un manufatto mimetico che allo stesso tempo, grazie alla trasparenza dei suoi muri, appare aperto per lasciare visibili i resti archeologici 24 ore su 24. All’interno passerelle leggere in vetro permettono di vedere i mosaici sottostanti e sul tetto la comunità locale ritrova uno spazio verde.

L’idea di sostenibilità che suggerisce Colombo è la capacità di rispondere ad un’esigenza con mezzi adeguati, ad ogni scala di progetto, interrogandosi ogni volta sui temi di maggiore interesse e sulla qualità del progetto.

Gli altri protagonisti della tappa milanese
Dieffebi, Loft Canova Studio di Architettura, Filippo Taidelli Architetto, MYGG Architecture, Studio DC10, NM-Architetti, PARK ASSOCIATI, Consalez Rossi Architetti Associati, Maddalena Selmo Architetto, A2 Studio / Gasparri e Ricci Bitti Architetti associati, MDC Architects&Planners, GaS STUDIO, ReValue, Andrea Maffei Architects, 967 Architetti Associati, Studio Cerri & Associati

ArchiEnergy Project a Verona

Sostenibilità a 360° per tutto ciò che resta sul territorio:
il caso di una Villa Liberty a Verona

intervista a Marco Semprebon

Marco Semprebon dello studio M+S Architetti porta alla terza tappa del tour ArchiEnergy Project un classico del restauro di un edificio esistente sul territorio di Verona, una Villa Liberty, in partenza molto energivora, che grazie ai lavori e al nuovo sistema di impianti messo in atto migliorerà le sue prestazioni energetiche.

Secondo l’architetto tutto ciò che resta sul territorio dev’essere sostenibile a 360° e quindi integrarsi pienamente nel paesaggio che lo circonda attraverso l’uso dei materiali, l’innovazione e il confronto con il contesto, un approccio che porta lo studio veronese a scegliere di volta in volta il mix di tecnologie più adatto per un determinato intervento.

Nel caso di un edificio fortemente storicizzato, come quello della Villa Liberty, i progettisti hanno scelto di riportare la villa alle sue sembianze originarie e occuparsi di innovazione esclusivamente dal punto di vista energetico.

Gli altri protagonisti della tappa veronese
Stefania Caloini architetto – Nicoletta Tosco architetto, Studio Bradaschia, Gruppo Vignola, Costruzioni Allegri srl, Studio di Architettura Montresor e Arduini Associati, Studio di Architettura Andrea Ronca, Laboratorio Ipogeo, Claudia Taiani architetto, Studio Tandem – Architetti per Natura, Ecospazi, P + F Architetti, Studio via Volpare 82, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Verona.

ArchiEnergy Project a Napoli

Oltre la sostenibilità energetica, edifici pubblici proattivi per il nostro territorio

intervista a Vincenzo Tenore

Quando si parla di declinare il tema della sostenibilità sugli edifici pubblici il raggio di indagine si amplia necessariamente, il punto di vista che ha portato Vincenzo Tenore (+tstudio design & construction) alla IV tappa di ArchiEnergy Project è quello di uno studio fermamente convinto dell’importanza di progettare edifici proattivi sul territorio, ovvero manufatti capaci di innescare dinamiche di sostenibilità non solo energetica ma anche economica e soprattutto sociale nelle comunità più piccole e fragili.

Parlando di resilienza, i loro progetti riportano nel paesaggio significati e segni che si stanno dimenticando, proponendo architetture vive, che dialogano con il contesto e che allo stesso tempo si auto-sostengono economicamente.

Come progetto più rappresentativo di questa linea di pensiero, Vincenzo Tenore ha presentato a Napoli il progetto della Casa della Cultura ad Aquilonia (AV), un edificio nato dalla ristrutturazione di una vecchia scuola elementare che offre alla comunità nuovi spazi comuni principalmente dedicati alla musica.

Il punto di vista delle Università e il ruolo delle aziende nella ricerca scientifica

intervista a Mario Losasso

La tappa napoletana è anche il momento per confrontarsi con il punto di vista accademico legato al concetto di efficienza energetica e il ruolo che hanno le aziende produttrici nello sviluppo della ricerca scientifica.

L’Università di Napoli Federico II e il Dipartimento di Architettura lavorano da anni sui temi della sostenibilità, come racconta Mario Losasso (Direttore Dipartimento di Architettura), il ruolo delle Università non si riduce esclusivamente a fare ricerca o insegnare, ma mette a disposizione del territorio le proprie competenze e conoscenze anche nell’ambito di progetti concreti come nel caso della Scuola Media di Foligno.

Il mercato è molto cambiato in questi anni e il dinamismo della ricerca è oggi maggiormente legato alla convergenza pubblico – privato e istituzioni didattiche – amministrazioni locali.

Dal punto di vista di Mario Losasso, all’interno del sistema edilizio, l’importanza delle imprese di costruzioni ha perso molta importanza, ora sono le aziende produttrici di sistemi e componenti, che, grazie al grande lavoro di ricerca e aggiornamento che svolgono internamente, stanno diventando i punti di riferimento fondamentali per gli esperti del settore, compresa l’Università.

Scuola media Carducci di Foligno (PG)
progetto di scuola sicura per un territorio colpito dal terremoto.

Gli altri protagonisti della tappa napoletana
Giovangiuseppe Vannelli, Pardo Office Architects, +tstudio design & construction, Giuliano Andrea Dell’Uva Architetti, Sabrina Masala Architetto, Od’A Officina di Architettura, Facoltà di Architettura Università Federico II Napoli, Corvino + Multari Architetti Napoli

 

Caldaie e sistemi innovativi
di riscaldamento e climatizzazione

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