I vetri AGC Flat Glass Italia per l’installazione di CZA Cino Zucchi Architetti

I Vetri AGC Flat Glass Italia protagonisti della Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. I pannelli vetrati sono stati scelti dallo studio Cino Zucchi per la propria installazione Copycat.

13. Mostra Internazionale di Architettura – la Biennale di Venezia
dal 29 agosto al 25 novembre 2012

I vetri AGC Flat Glass Italia per l'installazione di CZA Cino Zucchi Architetti

L’installazione Copycat: la cultura del contagio

Dalla propagazione della luce alla propagazione della cultura. Quale materiale, se non il vetro, è in grado di riuscirci nel modo migliore?

Lo studio CZA Cino Zucchi Architetti, tra i 65 studi partecipanti alla Mostra Internazionale di Architettura di Venezia dal titolo Common Ground (diretta da David Chipperfield), ha scelto per realizzare la propria installazione Copycat alle Corderie dell’Arsenale, il vetro AGC Flat Glass Italia.

L’idea alla base dell’installazione dell’architetto Zucchi è che la cultura architettonica si propaghi attraverso processi di contagio che combinano continuazione e innovazione, creando sequenze di manufatti legati da semplici variazioni su un tema comune». I dieci armadi metallici che compongono l’installazione sono organizzati intorno a uno spazio centrale pavimentato con “ciottoli” metallici di forma esagonale. Questi mostrano all’esterno, protetti grazie a un pannello di vetro, una serie di oggetti collegati tra loro dal principio del “quasi uguale”

I nove pannelli vetrati di grandi dimensioni sono stati realizzati in vetro AGC Clearvision 44.1 Low-Iron Extrachiaro, mentre per l’armadio riservato ai modelli in scala di sottomarini è stata utilizzata una lastra 44.1 formata da 4mm di Planibel Clear + plastico 0,38 pvb bianco latte + 4mm Planibel Green. L’opera è il prodotto della partnership tra AGC Flat Glass Italia, Zanatta Vetri per la fornitura delle lastre e De Castelli per quanto riguarda invece l’intelaiatura metallica.

Il vetro, materiale riflettente e trasparente per antonomasia, amplifica «la rassomiglianza, ovvero ciò che permette il dialogo tra gli uomini e che dà forma agli ambienti urbani»; ambienti che, secondo l’interpretazione di «Commond Ground» fornita dall’architetto Cino Zucchi, gli uomini riconoscono come sfondo amato della propria vita di tutti i giorni.

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