Porto, i consigli dei fala atelier per un viaggio tra le architetture inaspettate e poetiche della città

Dopo aver scoperto i posti del cuore a Madrid della poliedrica Teresa Sapey, voliamo oggi in Portogallo in compagnia di uno dei suoi studi d’architettura emergenti, i fala atelier, che ci accompagnano alla scoperta di alcuni luoghi segreti e commoventi della loro città: Porto.

Quello che ci propongono è un vero itinerario “local”, tra garage brutalisti, opere poco conosciute di Siza, retroscena sulle icone della città e piccole perle di architettura comune, un percorso che racconta molto della città in uno spirito naif e sognatore tipico del vocabolario stilistico dei fala atelier.

“Porto è una città in piena mutazione, nel migliore e nel peggiore dei sensi – afferma Ahmed Belkhodja, fondatore dello studio – La sua architettura tradizionale è potente e umile, mentre “l’Alta Architettura” contemporanea ancora in secondo piano, malgrado un tasso di premi Pritzker per abitanti senza uguali. Il nostro è uno studio composto d’architetti locali ma anche internazionali e quindi abbiamo punti di vista diversi sulla città, ma su una cosa però siamo tutti d’accordo: il fatto di guardare Porto senza idealismo né nostalgia, Porto non ne avrebbe niente da guadagnare”.


Casa Rua do Paraiso, 2017 | foto: Ricardo Loureiro

I fala atelier a Porto: un abaco di piccoli interventi poetici e naÏf

Fondato nel 2013 da Filipe Magalhães (Porto, 1987), Ana Luisa Soares (Porto, 1988) e Ahmed Belkhodja (Losanna, 1990), fala atelier è uno studio internazionale, il cui stile grafico poetico e ingenuo è presto diventato un fenomeno globale conosciuto in tutto il mondo (ne avevamo parlato nel dettaglio in questo articolo).

Filipe Magalhães (Porto, 1987) | Ana Luisa Soares (Porto, 1988) | Ahmed Belkhodja (Losanna, 1990)

Le loro radici sono però ben piantate in Portogallo e più precisamente a Porto, dove ha sede l’atelier, qui si concentra la maggior parte della produzione dello studio che spazia con allegria dalle gabbie per uccelli agli allestimenti, dalle ristrutturazioni alle nuove costruzioni.

Le caratteristiche del tessuto urbano e sociale di Porto hanno necessariamente influenzato il modo di fare architettura dello studio, che ha così raccolto, a sei anni dalla sua nascita, un abaco tipologico di interventi possibili sulla città portoghese, fatto di accostamenti originali ed onirici tra colonne, colori pastello, pareti curve e forme primarie.

Recentemente uno di questi interventi, la casa in Rua do Paraíso, è stata nominata tra le 383 opere selezionate per il Mies van der Rohe Award 2019.

Ricordiamo infine, che i fala atelier saranno quest’anno tra i tutor della Porto Academy, la rinomata summer school portoghese rivolta a studenti e professionisti (le iscrizioni sono ancora aperte).

Per chi intende andare a caccia dei portoni colorati delle case realizzate dai fala atelier a Porto, ecco una lista di qualche progetto in città: Casa na Rua do Paraíso, casa Rua Faria Guimarães, l’atelier e la casa dei fala, casa rua de são brás, sta caterina apartment e il flagship Bolhao.


Faria Guimarães, 2016 | foto: Ricardo Loureiro


Casa Rua do Paraiso, 2017 | foto: Ricardo Loureiro


Flagship Bolhao, 2016 | foto: Flávio Pires

Porto: 4 luoghi segreti consigliati dai fala atelier

Di seguito i consigli che ha condiviso con noi il giovane studio portoghese: una lista di quattro architetture inaspettate, poetiche ed evocative, in cui la vera sfida sarà scoprire quanto dei fala è racchiuso in ogni edificio.

Silo Auto

R. Guedes de Azevedo 180

“UN GARAGE BRUTALISTA DEGLI ANNI ’60, INVENTIVO E COSMICO, CHE IN PIÙ, AGLI ULTIMI PIANI, OFFRE UNA DELLE MIGLIORI VISTE SULLA CITTÀ“.

Un grande parcheggio di forma cilindrica, costruito dagli architetti Alberto Pessoa e Joel Abel Manta e gli ingegneri Eduardo Henrique C. Carvalho, Joaquim da Silva Carvalho e Carlos A. Alvim de Castro, che prevedeva, nel suo ambizioso progetto originario, anche un ristorante al decimo piano e una pista di pattinaggio per l’hockey al nono.
Negli ultimi anni lo spazio ha accolto e continua ad ospitare diversi eventi culturali ed artistici.


Silo Auto | © @ondasderuido [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Quinta da Conceição

Av. Antunes Guimarães 13 (Leça da Palmeira)

“PARCO RIMODELLATO DA FERNANDO TAVORA, CHE INCLUDE ANCHE IL GENIALE PADIGLIONE PER IL TENNIS E LA PISCINA DI SIZA, INFINITAMENTE MIGLIORE DI QUELLE SULL’OCEANO”.

Quinta da Conceição, originariamente sede del Convento de Nossa Senhora da Conceição da Ordem de São Francisco, è oggi un parco pubblico in cui è possibile visitare l’antico chiostro del convento, alcune fontane, un portale in stile “manuelino” e la cappella di San Francesco, per le due opere di Siza invece è necessaria la prenotazione (via mail a visitas@casadaarquitectura.pt).

Il comune di Matosinhos in cui si trova il parco – nel distretto di Porto – ha dato i natali al premio Pritzker Álvaro Siza che qui ha mosso i suoi primi passi da architetto costruendo, oltre alla sopra menzionata piscina Quinta da Conceição (1958-1965), anche la Piscina das Marés (1961-1966) e la Casa de Chá da Boa Nova (1958-1965).

Paço Episcopal

Terreiro da Sé

“PARE SIA L’EDIFICIO PREFERITO DI EDUARDO SOUTO DE MOURA E SI SENTE IL PERCHÉ: UNA FORMA ESTREMAMENTE FORTE, CONTRADDETTA DA UN ORDINE RICCO SOSPESO COME IN ASSENZA DI GRAVITÀ”.

La costruzione dell’attuale edificio barocco del Palazzo Episcopale iniziò nel 1737, la facciata è stata attribuita a Nicola Nasoni. L’edificio subì gravi danni durante l’assedio della città nella prima metà del XIX e, dopo l’avvento della Repubblica, divenne la sede del Municipio di Porto.


Paço Episcopal | Gerry Labrijn from London, UK [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Ugly duck #43

Av. de Fernão de Magalhães 646

“UN PO’ DI PALLADIO, UN PO’ DI HEJDUK, DELLE PIASTRELLE DI CERAMICA TROPPO GRANDI… MALDESTRO IN MODO TOCCANTE“.

Un omaggio all’architettura comune della città di Porto, l’Ugly Duck è stato oggetto di due design studio condotti dai fala atelier all’Università di Munster e alla TU di Monaco i cui risultati saranno presto pubblicati.


Ugly duck| © Ricardo Loureiro

di Elisa Cavaglion

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