Inauguriamo con Roberto Conte il nuovo format “Viaggiare per immagini”, un modo per raggiungere mete lontane attraverso la fotografia. Qui Roberto, attraverso 20 immagini e un testo, ci conduce alla scoperta della Chandigarh di Le Corbusier e Pierre Jeanneret, città iconica dell’architettura modernista.

Chandigarh, frammenti di un’utopia modernista

di Roberto Conte

La partizione della zona del Punjab, nel 1947, assegnò l’antica Lahore al Pakistan, lasciando il versante indiano privo di un importante centro urbano e amministrativo. Era quindi necessaria una nuova città che fungesse da capitale per entrambi gli stati indiani del Punjab e dell’Haryana e che fosse al contempo in grado di mostrare le capacità, il dinamismo e la modernità della nuova India governata da Jawaharlal Nehru.

Questa città era Chandigarh, uno dei luoghi più iconici nella storia dell’architettura modernista.

Per realizzarla furono chiamati inizialmente l’urbanista americano Albert Mayer e l’architetto polacco Maciej Nowicki (che lavorarono a un progetto influenzato dalle città giardino, poi accantonato in seguito alla prematura scomparsa di Nowicki). Seguì un team diretto da Le Corbusier che comprendeva suo cugino, Pierre Jeanneret, e la coppia di architetti britannici Edwin Maxwell Fry a Jane Drew (che lavorarono al progetto per tre anni). Pierre Jeanneret, in particolare, si lasciò coinvolgere moltissimo dall’incarico dedicandovi quasi completamente il resto della sua vita, tanto da chiedere di disperdere le sue ceneri nel lago Sukhna, lo specchio d’acqua cittadino.

Corte Suprema – Le Corbusier (1951-1957) © Roberto Conte

Mano Aperta – Le Corbusier (1950-1965) | © Roberto Conte

Un aspetto molto importante e non sempre ricordato è che al gruppo di architetti occidentali si affiancarono molti colleghi indiani.

Il trasferimento degli europei nella località in cui sarebbe sorta Chandigarh durante il periodo di lavoro (da cui fu esentato il solo Le Corbusier) fu infatti una precisa richiesta contrattuale delle autorità indiane, che consideravano correttamente la genesi della città come una straordinaria occasione formativa per una nuova generazione di architetti locali che avrebbero potuto continuare il lavoro in autonomia.

Torre delle Ombre – Le Corbusier (1957) | © Roberto Conte

Chandigarh è caratterizzata da una suddivisione gerarchica delle funzioni urbanistiche, stabilita su una griglia composta da strade a rapido scorrimento che separano, in modo molto netto, settori di dimensioni approssimativamente omogenei.

All’interno di questi, le singole componenti architettoniche rappresentano ancora oggi dei caratteri distintivi che identificano – quasi come “landmark di settore” – le caratteristiche distintive delle singole zone (siano esse residenziali, ludiche, commerciali, istituzionali o accademiche).

Accanto al celeberrimo e notevole Capitol Complex di Le Corbusier, l’esplorazione di Chandigarh rivela quindi un numero elevatissimo di strutture moderniste, spesso quasi dimenticate seppur sorprendenti, in cui si alternano di volta in volta firme europee o indiane.

Palazzo dell’Assemblea (Parlamento) – Le Corbusier (1951-1965 | © Roberto Conte

Accanto a dettagli ricorrenti in tutta la città, come le balaustre in cemento armato con spazi vuoti tra i pilastri (riempiti successivamente da mattoni o elementi in ferro per apparenti motivi di sicurezza), troviamo quindi oggetti architettonici assolutamente unici, come la Torre del Centro Studentesco dell’Università del Panjab, la rampa di uno stadio di periferia, le soluzioni abitative o il Gandhi Bhawan di Pierre Jeanneret e svariati altri.

A distanza di decenni dalla sua costruzione, il dibattito sugli effetti del modello urbanistico adottato a Chandigarh è ancora aperto, ma i tanti progetti realizzati sono tuttora in grado di stimolare un grande interesse, architettonico e visivo, e fanno percepire ancora il fascino peculiare e unico che questo luogo esercitò sullo stesso Pierre Jeanneret.

Torre Nautica sul Lago Sukhna – Pierre Jeanneret (1960) | © Roberto Conte

Palco per orchestra- Le Corbusier e Pierre Jeanneret (1960) | © Roberto Conte

Casa Tipo 4-J – Pierre Jeanneret (1956) | © Roberto Conte

Università di Architettura di Chandigarh (CCA) – Le Corbusier e Aditya Prakash (1961) | © Roberto Conte

Centro Studentesco dell’Università del Panjab – Bhanu P. Mathur (1975) | © Roberto Conte 

Stadio – Jeet Malhotra (1960) | © Roberto Conte

Appartamenti per i parlamentari – Pierre Jeanneret (1956-1966) | © Roberto Conte

Museo di Architettura di Chandigarh – Shivdatt Sharma (1997), influenzato dal Padiglione di Zurigo di Le Corbusier | © Roberto Conte

Auditorium Museale – Le Corbusier (1968) | © Roberto Conte

Cineteatro Neelam – Aditya Prakash (1961) | © Roberto Conte

Blocco pluriuso – Le Corbusier (1955) | © Roberto Conte

Gandhi Bhawan – Pierre Jeanneret (1962) | © Roberto Conte

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