In vista del suo decimo numero, la rivista DAr apre una call for abstract sui luoghi di culto minoritari come chiave di lettura della realtà coloniale e dei paesaggi urbani contemporanei nella regione MENA, un'ampia area geopolitica che si estende dal Marocco all'Iran. Dopo nove numeri dedicati alle molteplici dimensioni dell'architettura islamica e mediterranea, DAr sceglie di spostare quindi lo sguardo verso il margine: le architetture religiose cristiane ed ebraiche costruite o preesistenti all'interno di spazi arabo-musulmani.
Il tema
Curato da Romeo Carabelli e Jérôme Bocquet, il numero indaga chiese cristiane e sinagoghe come tracce materiali del potere coloniale, oggi sospese tra riconversione culturale, patrimonializzazione e nuovi usi da parte di comunità migranti subsahariane, com'è già il caso delle cattedrali di Tunisi e Rabat o di Notre-Dame de Lourdes a Casablanca. Luoghi in cui si sedimentano rapporti di potere, dinamiche sociali e interazioni tra comunità che attraversano i secoli.
In circa due secoli, questi spazi hanno attraversato trasformazioni radicali: dall'insediamento dei colonizzatori cattolici alla loro partenza, dall'arrivo dei cooperanti nel periodo post-indipendenza fino alle più recenti migrazioni dall'Africa subsahariana. La Chiesa si configura così come realtà costantemente minoritaria, sospesa tra eredità coloniale e nuove forme di appartenenza, una condizione che si riflette direttamente sulla forma, sull'uso e sul significato degli edifici.
Cosa cerca la redazione
Contributi teorici e casi studio, storici o contemporanei che mettano in relazione architettura, storia dell'arte e scienze sociali. Nel dettaglio:
- quadri teorici sulla costruzione dell'architettura religiosa cattolica nella regione MENA tra XIX e XXI secolo
- casi studio storici che analizzino edifici dalla loro costruzione alle successive riconversioni, fino all'eventuale restituzione o demolizione, in contesti coloniali e post-coloniali
- casi studio contemporanei su architetture religiose minoritarie recentemente progettate e/o realizzate, in continuità o discontinuità con i tipi e le forme derivati dall'esperienza coloniale
Chi può partecipare
Docenti, ricercatori, dottori di ricerca, dottorandi e studiosi.
La call non è aperta agli studenti
Come partecipare
Gli interessati sono invitati a inviare un file PDF, in italiano o in inglese, all'indirizzo [email protected], con:
- titolo (max 100 battute spazi compresi) + eventuale sottotitolo (max 100 battute spazi compresi)
- tre parole chiave
- abstract (max 2500 battute spazi compresi)
- tre immagini rappresentative.
La scadenza per l'invio degli abstract è fissata per il 30 aprile 2026.
Cosa succede dopo
Gli autori selezionati dovranno inviare il full paper entro il 30 giugno 2026.
I full paper saranno sottoposti a procedura di double blind peer review.
maggiori informazioni → darjournal.com
Le date di scadenza visualizzate sono frutto di attività redazionale. Le uniche date ufficiali sono quelle contenute nel testo del bando e/o sul sito web di chi organizza o promuove il concorso. Controllarne sempre la validità presso l'Ente banditore.
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