Portare biodiversità, conoscenze scientifiche e sistemi vegetali oltre i confini degli orti botanici, trasformandoli in infrastrutture diffuse nelle città. È la sfida lanciata da Botanical Turn 2026, concorso internazionale di architettura e design promosso da Non Architecture nell'ambito del progetto europeo Naturescapes.
Architetti, paesaggisti, urbanisti, designer, studenti e professionisti di qualsiasi disciplina sono invitati a sviluppare nuove strategie per Lisbona, Cagliari o Lima, affrontando questioni legate al cambiamento climatico, alla perdita di biodiversità, alla qualità dello spazio pubblico e all'accesso alle aree verdi.
L'obiettivo non è progettare semplicemente un nuovo giardino, ma immaginare un sistema urbano capace di estendere le funzioni scientifiche, educative, culturali ed ecologiche degli orti botanici nelle strade, nelle piazze, nelle infrastrutture e nei luoghi della vita quotidiana.
Ogni proposta dovrà essere sviluppata attraverso tre scale interconnesse: una strategia per l'intera città, un intervento applicato a un luogo specifico e un piccolo prototipo architettonico contenuto nello spazio di un parcheggio.
Tre città e tre condizioni urbane
I partecipanti dovranno scegliere uno dei tre contesti e sviluppare una proposta coerente con le caratteristiche ambientali, sociali e urbane del luogo.
A Lisbona, il concorso parte dalla presenza di tre orti botanici storici: il Jardim Botânico da Ajuda, il Jardim Botânico da Universidade de Lisboa e il Jardim Botânico Tropical. La città presenta un tessuto storico denso, una topografia articolata e aree verdi frammentate, in un contesto segnato dall'aumento delle ondate di calore, dai periodi di siccità e dall'effetto isola di calore. Le proposte dovranno collegare il patrimonio botanico esistente con strade, piazze, istituzioni e spazi sottoutilizzati, rafforzando la continuità ecologica urbana.
A Cagliari, il punto di partenza è l'Orto botanico dell'Università, situato vicino all'anfiteatro romano e al centro storico. Il giardino conserva oltre duemila specie, comprese specie endemiche, mediterranee e adattate al clima della Sardegna. I progetti dovranno affrontare temperature elevate, siccità prolungate, fragilità costiera e discontinuità delle reti ecologiche. Potranno inoltre valorizzare la vegetazione spontanea, i cicli stagionali delle piante e la diffusione delle conoscenze botaniche attraverso percorsi, segnaletica e strumenti digitali.
A Lima, metropoli desertica con oltre undici milioni di abitanti, il tema centrale è la scarsità d'acqua, insieme alla riduzione degli ecosistemi locali e alla distribuzione diseguale degli spazi verdi. Le proposte potranno lavorare sulla biodiversità peruviana, sulle conoscenze etnobotaniche, sulle tecniche tradizionali di gestione delle risorse idriche e sulla costruzione di un sistema decentralizzato che colleghi gli orti botanici esistenti e il futuro Giardino botanico nazionale previsto nel Parque Zonal Huáscar.
Un solo progetto articolato su tre scale
Ogni proposta dovrà sviluppare un unico concetto progettuale attraverso tre livelli di intervento.
La Networked-City Vision, alla scala urbana, dovrà definire una rete botanica capace di collegare l'orto botanico con aree verdi, strade, spazi residuali, infrastrutture, istituzioni e quartieri. Non è richiesto un masterplan tradizionale, ma una strategia territoriale che chiarisca come la presenza vegetale e le conoscenze botaniche possano estendersi nella città attraverso connessioni, percorsi e interventi distribuiti.
Il Node, alla scala dell'incontro, dovrà approfondire un luogo preciso della rete, come una strada, una piazza, un isolato, un edificio pubblico o uno spazio inutilizzato. L'intervento dovrà mostrare concretamente come piante, persone, spazio urbano e conoscenze scientifiche possano modificare l'uso del luogo scelto.
Il Tiny Botanical Garden dovrà essere un piccolo prototipo architettonico contenuto nell'area occupata da un parcheggio di 2,5 x 5 metri, senza limiti di altezza. Il prototipo dovrà rendere accessibili i contenuti botanici attraverso strumenti didattici, sensoriali, interattivi o simbolici, seguendo le indicazioni specifiche previste per ciascuna città.
Le tre scale non dovranno essere sviluppate come progetti indipendenti, ma come parti di un'unica infrastruttura urbana.
Chi può partecipare
Il concorso è aperto a studenti e professionisti di ogni disciplina, senza limiti di età o provenienza geografica.
È possibile partecipare singolarmente o in gruppi composti da un massimo di 5 persone. Sono incoraggiati i team multidisciplinari.
Modalità di partecipazione
La partecipazione è gratuita, con registrazione obbligatoria sul sito di Non Architecture entro il 18 settembre 2026, alle ore 23:59 CET, per ottenere il codice necessario alla consegna. I progetti dovranno essere inviati entro il 30 settembre 2026, alle ore 23:59 CET.
Entro 24 ore dalla registrazione, ogni partecipante riceverà un numero d'ordine composto da quattro o cinque cifre, che fungerà da submission code. Il codice dovrà essere utilizzato per nominare la cartella e i documenti, consentendo agli organizzatori di associare il progetto agli autori dopo la valutazione anonima.
Elaborati richiesti
La consegna dovrà comprendere:
- 3 tavole A1 verticali in formato JPEG, una per ciascuna scala di intervento
- 1 immagine concettuale A3 verticale in formato JPEG
- 1 documento DOC con le informazioni sui componenti del gruppo
- 1 documento DOC con titolo, sottotitolo e descrizione del progetto di massimo 200 parole
Tutti gli elaborati dovranno essere redatti in inglese e raccolti in un'unica cartella ZIP. Le tavole e l'immagine concettuale non dovranno contenere nomi, codici di registrazione o altri elementi che permettano di identificare gli autori.
Criteri di valutazione
- creatività e innovazione
- chiarezza del concetto
- coerenza tra le tre scale
- capacità di sviluppare un sistema urbano
- impatto sulla città
- qualità spaziale ed esperienziale
- capacità di rendere le piante riconoscibili e integrate nella vita urbana
Giuria
La giuria è composta da Claudia Pasquero, cofondatrice di ecoLogicStudio e docente di Landscape Architecture all'Università di Innsbruck; Nans Voron, principal di SCAPE; Martha Fajardo, founding principal e partner di Grupo Verde; David Maddox, fondatore ed editor di The Nature of Cities; Mathilde Marengo, Head of Studio Operations di External Reference e Faculty & Program Director allo Institute for Advanced Architecture of Catalonia; Eric W. Sanderson, vicepresidente per la conservazione urbana del New York Botanical Garden; Claire Martin, associate director di OCULUS; e Gary Leggett, fondatore di Leggett & Cahuas e docente alla Pontificia Università Cattolica del Perù.
Calendario
- Apertura delle consegne → 1° settembre 2026
- Chiusura delle iscrizioni → 18 settembre 2026, ore 23:59 CET
- Scadenza invio progetti → 30 settembre 2026, ore 23:59 CET
- Annuncio dei vincitori → 2-8 novembre 2026
Premi
- Tre vincitori, uno per ciascuna città → 1.500 euro ciascuno
- Miglior progetto complessivo → 500 euro
Sono inoltre previste:
- 9 menzioni d'onore
- fino a 20 progetti finalisti
- eventuali riconoscimenti speciali
I progetti premiati e selezionati saranno pubblicati attraverso i canali di Non Architecture e Naturescapes e potranno essere presentati durante una conferenza internazionale promossa dal progetto europeo.
maggiori informazioni → non-a.com
Le date di scadenza visualizzate sono frutto di attività redazionale. Le uniche date ufficiali sono quelle contenute nel testo del bando e/o sul sito web di chi organizza o promuove il concorso. Controllarne sempre la validità presso l'Ente banditore.
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