"Di chi e di che cosa siamo contemporanei? E che cosa significa essere contemporanei?" chiedeva Giorgio Agamben nella lezione di apertura del corso di Filosofia Teoretica 2006-2007 tenuto presso la Facoltà di Arti e Design dello IUAV di Venezia. Ma soprattutto, Roma è ancora una città contemporanea?

Proprio a questi interrogativi prova a dare risposta la rassegna culturale triennale messo in campo dalla nuova direttrice Claudia Ricciardi e della commissione CdA dell'Ordine degli Architetti di Roma, che sarà presentata alla Casa dell'Architettura il prossimo 30 gennaio alla presenza di rappresentanti istituzionali, del Comitato scientifico e di ospiti nazionali e internazionali. Non solo: nella stessa occasione, saranno presentati il Manifesto culturale, la visione complessiva del triennio, il tema su cui si incardinerà l'edizione 2026 e lanciate due call internazionali.

Con CONTEMPORANEA - titolo che rende omaggio alla grande mostra di Achille Bonito Oliva del'74 - l'intento non è quello di esaurire il tema né di risolvere una delle questioni più complesse per la città (che sia spinoso non è cosa nuova, sebbene alcuni segnali incoraggianti siano arrivati negli ultimi anni); quanto offrire una piattaforma partecipata di indagine e confronto sulle possibilità che Roma ha oggi di immaginare e costruire il proprio futuro a partire dal suo passato. Come? Attraverso un calendario di mostre, convegni, talk, laboratori permanenti, rassegne cinematografiche, open call e premi, affiancati da iniziative fuori sede e da collaborazioni con istituzioni culturali italiane e internazionali.

L'architettura: presidio culturale pubblico

I tempi, forse, sono finalmente maturi per infrangere l'immagine dell'architettura come disciplina chiusa o puramente tecnica, riaffermando il progetto architettonico come ambito di preminente interesse pubblico, capace di incidere sulla qualità della vita, sull'ambiente e sul paesaggio. Di tutti. "Riabilitare la città come bene collettivo equivale a riaffermare il ruolo politico - nel senso più nobile del termine - dell'architettura, ristabilendo l'irrinunciabilità della qualità perseguita attraverso l'ideazione progettuale. [..] ha commentato Claudia Ricciardi. "La Casa dell'Architettura, in questo senso, non è (soltanto) la Casa degli architetti, ma dei cittadini che qui possono scoprire e approfondire la cultura dell'architettura e del progetto. La qualità progettuale non rappresenta un interesse esclusivo della comunità professionale, ma riguarda l'intera collettività: sono infatti i cittadini a dover rivendicare, con consapevolezza e partecipazione, la qualità dell'ambiente costruito, sia nel settore pubblico sia in quello privato."

In questa prospettiva, la Casa dell'Architettura si propone come vero e proprio presidio culturale pubblico: non più solo "luogo degli architetti", ma spazio di conoscenza, studio, divulgazione e confronto aperto alla città. Iniziando con l'instaurare sinergie con realtà analoghe europee e internazionali, così come con gli istituti di cultura e le accademie presenti a Roma. Nel corso della presentazione sarà, infatti, sottoscritto il protocollo d'intesa per il gemellaggio tra la Casa dell'Architettura di Roma e la Casa de la Arquitectura di Madrid, primo tassello di un percorso volto alla costruzione di una piattaforma culturale europea condivisa sul progetto contemporaneo, sulle politiche urbane e sulla partecipazione attiva dei cittadini.

Tema 2026: le contaminazioni

Il tema che guiderà le attività del primo anno della rassegna triennale è quello delle contaminazioni. In un'epoca in cui la circolazione delle immagini, delle idee e dei linguaggi è resa immediata e pervasiva dall'uso dei social media e delle piattaforme digitali, la contaminazione non può più essere intesa come semplice mescolanza. Per questo CONTEMPORANEA si propone di interrogarne il valore critico, oggi: contaminazione come atto progettuale, scelta consapevole, intersezione tra diverse discipline, come incontro tra tempi, pratiche e saperi non coincidenti.

Roma nel suo passato ha offerto, in questo senso, esempi emblematici: Palazzo Savelli di Baldassarre Peruzzi innesta il linguaggio rinascimentale sulle strutture del Teatro di Marcello, trasformando la stratificazione in progetto. Nel Novecento, il Villino Alatri di Morpurgo con l'intervento di Mario Ridolfi, Wolfgang Frankl e Mario Fiorentino riesce a mettere in tensione modernità e tradizione, razionalità e memoria del luogo. Architetture che mostrano come la contaminazione a Roma non solo sia stata possibile, ma abbia costituito una condizione strutturale del progetto.

CONTEMPORANEA - Contaminazioni intende collocarsi in questa linea, interrogandosi sulla contaminazione come pratica culturale capace di ridefinire il rapporto tra passato e presente.

"L'obiettivo - conclude Claudia Ricciardi "non è formulare una critica severa, ma indagare possibilità di azione, promuovere la cultura del progetto, individuare esempi virtuosi a livello internazionale, riflettere sul concetto di patrimonio e dimostrare che intervenire sull'esistente è non solo possibile, ma necessario, attraverso un programma articolato di incontri, laboratori, mostre, performance e intercettando vari ambiti disciplinari."

Programma

Christian Rocchi / Presidente OAR
Andrea Tobia Zevi / Assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative Roma Capitale
Amedeo Schiattarella / Presidente comitato scientifico Urban Center
Alice Buzzone / Segretaria OAR, Direttrice festival FAR 

⁄ CONTEMPORANEA: MANIFESTO 
Claudia Ricciardi / Direttrice Casa dell'Architettura Roma
Michela Carla Falcone / commissione CdA Roma

⁄  ROMA È ANCORA UNA CITTÀ CONTEMPORANEA 
Nina Bassoli / Triennale Milano
Angela Parente / Museo MAXXI
Cristiana Costanzo / Biennale di Venezia
moderano Claudia Ricciardi e Valerio Palmieri / CdA Roma

⁄  VISIONI A CONFRONTO 
Christian Rocchi / Presidente OAR
Iñaqui Carnicero / Segretario Generale per l'Agenda Urbana, l'Abitazione e l'Architettura, Ministero dell'Abitazione e dell'Agenda Urbana
modera Federica Morgia / commissione CdA Roma

⁄  FIRMA PROTOCOLLO D'INTESA
tra la Casa dell'Architettura di Roma e la Casa de la Arquitectura Madrid 

 ⁄  COCKTAIL

CONTEMPORANEA 
Venerdì 30 gennaio 2026, alle 18.00

alla Casa dell'Architettura di Roma
piazza Manfredo Fanti, 47

Il programma degli interventi
https://casadellarchitettura.it/contemporanea/

Villino Alatri di Vittorio Morpurgo e l'intervento di Mario Ridolfi e Mario Fiorentino

pubblicato il: