Andrea Branzi by Toyo Ito. Una lettura inedita [e raffinatamente giapponese] sul maestro del pensiero radicale

Una grande mostra monografica in Triennale in collaborazione con Fondation Cartier pour l'art contemporain

di Elisa Scapicchio

Triennale Milano si prepara ad accogliere una mostra fuori dai soliti schemi. Dal 19 marzo al 4 ottobre le sale del museo saranno animate dall'allestimento di "Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present", una grande esposizione monografica dedicata all'architetto e designer milanese scomparso nel 2023.

Realizzata in collaborazione con Fondation Cartier pour l'art contemporain, la mostra racconta la figura del maestro del pensiero radicale filtrata attraverso l'occhio del Premio Pritzker Toyo Ito, amico e collaboratore di lunga data di Branzi.

Installazioni, oggetti, disegni e fotografie comporranno un itinerario che restituisce la complessità del pensiero branziano, un design inteso non solo come forma, ma come dispositivo culturale, capace di leggere e trasformare la società.

La mostra ripercorrerà anche il suo legame con le istituzioni, dal ruolo svolto in Triennale di Milano tra il 1973 e il 2022, fino agli ambienti realizzati per la mostra "Open Enclosures" del 2008 alla Fondation Cartier.

Il percorso biografico accompagnerà il visitatore dalle sperimentazioni radicali con Archizoom, passando per Alchimia e Memphis, fino all'approccio sempre più antropologico al design. 

Al centro della mostra troverà spazio una grande installazione site-specific dedicata a No Stop City (1969 - 1972), manifesto teorico della sua critica alla metropoli funzionalista e alla città come macchina produttiva.

Andrea Branzi, foto di © Emanuele Zamponi | courtesy of Triennale Milano

L'eredità culturale di Andrea Branzi, oggi, e i punti di contatto con Toyo Ito

Tra gli insegnamenti più importanti di Andrea Branzi vi è sicuramente la visione del design come pratica critica. Con "No Stop City" egli immaginò una città continua, neutra e potenzialmente infinita, smascherando le contraddizioni del modernismo e anticipando le dinamiche globali della contemporaneità.

Il suo lavoro spostò il baricentro dal prodotto all'ecosistema, dall'oggetto alla relazione, introducendo una dimensione narrativa e politica nel progetto, liberando il design italiano dal funzionalismo e aprendolo alla contaminazione con l'arte, la filosofia e l'antropologia. 

Anche il pensiero di Toyo Ito mette in discussione i paradigmi modernisti, proponendo un'architettura fluida, leggera e permeabile, capace di rispondere ai cambiamenti sociali e tecnologici. La sua filosofia progettuale, spesso orientata alla smaterializzazione dell'edificio e alla dissoluzione dei confini tra interno ed esterno, trova un punto di contatto con la visione di Branzi di uno spazio aperto, non gerarchico, attraversato da flussi.

Se la riflessione di Branzi si concentrava sulla città come sistema continuo e indifferenziato, Ito indaga l'architettura come campo dinamico, ma in entrambi i casi il progetto non è forma conclusa, ma processo, infrastruttura relazionale, piattaforma per nuove modalità di abitare.

Il rapporto tra Branzi e Ito non portò a realizzazioni concrete, ma fu soprattutto culturale e intellettuale, con collaborazioni in mostre e contesti espositivi e nella partecipazione a concorsi, come quello del Forum for Music, Dance and Visual Culture per la città di Gant nel 2003.

Qui il progetto → andreabranzi.it

ANDREA BRANZI BY TOYO ITO. CONTINUOUS PRESENT
19 marzo - 4 ottobre 2026

dove
Triennale Milano, viale Alemagna 6

orari
mar - domenica 
ore 10.30 - 20.00

biglietti
intero: 14 euro
studenti: 6 euro

+info: triennale.org

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