Novità in materia di affidamenti pubblici: l'incarico a titolo gratuito

Il Comune di Manziana (RM) ha pubblicato un avviso per un'indagine di mercato finalizzata all'affidamento dell'incarico di verifica della progettazione esecutiva dei lavori di consolidamento statico di un plesso scolastico. Nulla di grave, se non fosse che il Comune romano intende affidare l'incarico ad una terna di professionisti, senza, però, voler corrispondere alcun compenso ai vincitori della gara.

Arriva la diffida da parte dell'Ordine degli Architetti di Roma che chiede l'annullamento della procedura, ritenendo il bando «in contrasto con la normativa espressa sia dal D.Lgs. 163/2006 Codice dei Contratti Pubblici, sia dall'art.2233 del Codice Civile, sia dalle norme di deontologia professionale». Il Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori si associa alla richiesta di immediato ritiro del bando e «sottolinea come l'iniziativa del Comune di Manziana abbia paradossalmente il merito di evidenziare in quali condizioni si trovano oggi ad operare i 150mila architetti italiani».

«Questa paradossale richiesta - fa notare il CNAPPC - determina inoltre che gli eventuali aggiudicatari dell'incarico svolgeranno la prestazione in perdita poiché, per effettuare il lavoro, dovranno, oltre ad impiegare il proprio tempo e le proprie competenze, sostenere i costi relativi all'assicurazione civile».

Per Leopoldo Freyrie, presidente degli architetti italiani, questa situazione «non riguarda soltanto la necessità di remunerare adeguatamente ogni prestazione professionale, così come sancito dalla Costituzione e dal Codice Civile, ma, più in generale pone una questione di equità e di dignità del lavoro. Per questo motivo gli architetti italiani chiedono al nuovo Governo di aprire un tavolo di confronto che riveda tutte le storture presenti nella normativa del settore, con particolare riferimento ai contenuti del Codice Appalti, per garantire la qualità della progettazione e la dignità professionale, rilanciando il comparto delle costruzioni per dare reali possibilità di lavoro agli studi professionali».

Il CNAPPC ricorda inoltre le storture del mercato delle professioni, asfittico e caratterizzato da sconti sempre più elevati che hanno molto spesso superato il 50% per toccare punte dell'80-90%. Chiedendosi anche quale sarà il futuro per i professionisti: probabilmente un prossimo bando di gara «chiederà loro di partecipare offrendo di tasca propria una cifra, questa volta al massimo rialzo, per avere il privilegio di esercitare la professione di architetto».

Al momento (29.11.2011) l'avviso è ancora pubblicato sul sito del Comune di Manziana, ma ciò ha poco senso, giacché al di là delle diffide la procedura è in contrasto con il Codice dei Contratti (D.Lgs 163/2006) e anche con quanto stabilito dal codice civile e dalle regole di deontologia che riguardano la professione. Infatti, i codici deontologici di architetti e ingegneri sottolineano entrambi che il compenso deve salvaguardare il decoro della professione, secondo i dettami del codice civile e della Costituzione.

Nonostante l'abolizione del riferimento obbligatorio alle tariffe minime (in seguito alla legge Bersani) il professionista deve comunque determinare il proprio compenso nel rispetto dell'art. 2233 del c.c.; ciò significa che per i professionisti la «misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione». Concetto ribadito anche dalla nostra Costituzione (art. 36), secondo cui «il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro».

Infine, il Codice dei Contratti è anch'esso inequivocabile, e non poteva non esserlo: gli appalti pubblici da esso disciplinati sono «contratti a titolo oneroso» (art. 3, comma 6)

aggiornamento 30.11.2011
Il Comune di Manziana, a seguito dell'intervento dell'Ordine degli Architetti PPC di Roma, annulla la procedura

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