Piano Città subito operativo, 2 i mld per la riqualificazione urbana

Il Piano Città è pronto per partire: «entro l'anno saranno aperti i primi cantieri», assicura il viceministro Mario Ciaccia. Il Piano, avviato dal Decreto Sviluppo per riqualificare e rigenerare le aree degradate delle nostre città, è già operativo e potrà contare su 2 miliardi di euro e «la possibile creazione di nuovi posti di lavoro per oltre 100.000 unità».

E' stato già approvato infatti, il decreto di attuazione che ha reso possibile l'attivazione del programma e, a distanza di 2 settimane dalla sua pubblicazione, si è insediata la Cabina di Regia, pronta a valutare i progetti di riqualificazione delle aree degradate e di rigenerazione urbana messi a punto dalle amministrazioni comunali. Alle città, tempo fino al 5 ottobre per presentare i progetti definitivi e beneficiare dei fondi a disposizione.

I finanziamenti

Si legge sul sito dell'OICE che, «a fianco dei 224 milioni di competenza del ministero delle infrastrutture, si pongono anche altri 1,6 miliardi messi a disposizione della Cassa depositi e Prestiti con il FIA (Fondo Investimenti per l'abitare), 100 milioni per l'efficientamento energetico e le scuole, altre risorse del Ministro per lo sport e il turismo, fondi FAS e risorse dell'Agenzia del demanio». E le previsioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti vanno oltre:  «partendo da una disponibilità immediata di 2 miliardi, tra effetti diretti e indiretti nel settore delle costruzioni si potrebbe arrivare a oltre 6 miliardi», ha annunciato Ciaccia.

I Comuni che hanno manifestato interesse

Sono 58 i Comuni che finora hanno manifestato interesse, alcuni hanno già inviato all'ANCI i propri progetti di riqualificazione, secondo quanto annunciato dal Mit «coerenti e in linea con gli obiettivi e le finalità fissati dalla norma prevista nel "Piano città"» e concentrati su aree o quartieri degradati ed aree dismesse. Dei 58 comuni 10 sono del Nord-Ovest, 12 del Nord-Est, 14 del Centro, 18 del Sud e 4 delle Isole.

La Cabina di regia

Sarà la squadra presieduta da Domenico Crocco, Capo Dipartimento per le Infrastrutture, a decidere quali saranno i contratti di valorizzazione urbana da ammettere ai finanziamenti. A tracciare il futuro immediato delle nostre aree urbane più bisognose di intervento, oltre a Domenico Crocco,  in cabina di regia, altri 20 membri, di cui 9 componenti in rappresentanza di altrettanti Ministeri, 3 a rappresentare i Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, più 2 membri della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, 2 dell'Agenzia del Demanio, 2 della Cassa depositi e prestiti, 1 dell'ANCI e, in veste di osservatore, un rappresentante del Fondo Investimenti per l'Abitare (FIA) di CDP Investimenti SGR.

Ma i voti dei diversi rappresentanti non avranno tutti lo stesso peso. Se ciascun voto degli 11 rappresentanti dei Ministeri, dell'Agenzia del Demanio e della Cassa Depositi e Prestiti varrà 1, quello di ciascuno dei 2 componenti della Conferenza delle Regioni e Province autonome avrà valore 5,5, mentre il peso del voto del rappresentante dell'ANCI equivarrà a 11.

La valutazione delle proposte e la sottoscrizione del CVU

Quanto ai criteri di selezione, restano quelli definiti dal Decreto Sviluppo: in primis l'immediata cantierabilità degli interventi, la capacità di coinvolgimento di soggetti finanziatori (soprattutto privati) e la riduzione dei fenomeni di tensione abitativa, di marginalizzazione e degrado sociale, che i progetti potranno produrre. Avranno peso anche il miglioramento della dotazione di infrastrutture, l'incremento della qualità urbana, del tessuto sociale ed ambientale e il contenimento del consumo di suolo non edificato.

Selezionate le proposte, la Cabina individuerà le risorse finanziarie attivabili, tenendo conto delle disponibilità ad investire formalizzate dai componenti della stessa Cabina di regia o da altri soggetti, pubblici o privati. Si arriverà così alla sottoscrizione del Contratto di valorizzazione urbana (CVU) con il quale si regolamentano gli impegni dei vari soggetti coinvolti.

Una organizzazione molto veloce: «con un'idea nata ad aprile siamo passati, in quattro mesi, a concretizzare un progetto che consente di rispondere ai bisogni del territorio: recupero della qualità della vita, valorizzazione delle aree urbane degradate e attivazione di nuovi mestieri» ha sottolineato Ciaccia. E, entro l'anno si prevede l'apertura dei primi cantieri.

di Mariagrazia Barletta

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