UK's National Holocaust Memorial: pubblicata la shortlist dei dieci migliori progetti

La UK Holocaust Memorial Foundation rende nota la lista delle 10 proposte progettuali selezionate, tra le 92 ricevute, in occasione del concorso di progettazione per la realizzazione del memoriale che sorgerà nei Victoria Tower Gardens. I visitatori del sito internet dedicato alla competizione possono lasciare il proprio feedback su ciascuna idea.

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La UK Holocaust Memorial Foundation rende nota la shortlist delle dieci proposte progettuali elaborate in occasione del concorso per il UK's National Holocaust Memorial. Sono stati novantadue i progettisti che hanno partecipato alla competizione e, tra questi, dieci team sono stati invitatati a presentare i disegni concettuali per il memoriale che sorgerà nei Victoria Tower Gardens. La struttura onorerà le vittime e i sopravvissuti della persecuzione nazista ed educherà le future generazioni sui pericoli costituiti dall'odio e dal pregiudizio. 

Tra le 10 proposte selezionate, una giuria di esperti tecnici individuerà il progetto vincitore, e i visitatori del sito internet dedicato alla competizione avranno la possibilità di lasciare il proprio feedback su ciascuna idea. 

UK's National Holocaust Memorial: i 10 migliori progetti

Adjaye Associates e Ron Arad Architects con Gustafson Porter + Bowman, Plan A e DHA Designs


© Adjaye Associates & Malcolm Reading Consultants

Il team ha affrontato il concorso come un'opportunità per imparare e per portare alla luce la storia dell'Olocausto e le varie vicende su cui è calato il buio col passare del tempo. La proposta vuole rivelare questi episodi sconosciuti non attraverso un simbolo statico che ricorda il passato, ma tramite un monumento vivente e organico, capace di evolversi nel tempo, di influenzare il pubblico e di colpire gli utenti.

Il design integra il Learning Centre, il Memoriale e il paesaggio in un viaggio sensoriale ed emotivo dalle mille sfumature. Attraverso un'attenta sequenza di spazi altamente coinvolgenti che sovrappongono intenzionalmente momenti di impegno solitario ad attività collettive, l'idea progettuale avvolge il visitatore nell'esperienza fisica, intellettuale ed emotiva del trauma dell'Olocausto. 

© Adjaye Associates & Malcolm Reading Consultants

Allied Works con Robert Montgomery, The Olin Studio, Ralph Appelbaum Associates, Allied Info Works, Arup, Curl la Tourelle Head Architecture, PFB Construction Management Services Ltd, BuroHappold e Nathaniel Lichfield & Partners


© Allied Works Architecture & Malcolm Reading Consultants

L'idea del team è quella di creare un memoriale che non sia un semplice edificio, ma uno spazio sacro per dare voce ai sopravvissuti anche quando questi non ci saranno più e non potranno più dare testimonianza di tanta atrocità. L'edificio accoglie i visitatori come in un abbraccio di parole, mentre iunquadra visivamente il Parlamento, come a voler sottolineare la responsabilità condivisa di tutta quella violenza.

Il nuovo Memoriale sarà un luogo per raccogliersi, ascoltare, imparare e, soprattutto, ricordare, tanto per la Gran Bretagna quanto per il mondo intero. 


© Allied Works Architecture & Malcolm Reading Consultants

Anish Kapoor eZaha Hadid Architects con Sophie Walker Studio, Arup Lighting, Event London, Lord Cultural Resources, Max Fordham, Michael Hadi Associates, Gardiner & Theobald, Whybrow, Access=Design e Goddard Consulting 


© Anish Kapoor and Zaha Hadid Architects & Malcolm Reading Consultants

Meteoriti, montagne e pietre sono oggetti che si trovano spesso nei luoghi di riflessione, soprattutto in quelli della tradizione ebraica. Il Memoriale per l'Olocausto deve essere contemplativo e silenzioso, in modo tale da evocare empatia, oltre che costituire una promessa per le generazioni future a cui si assicura di non far accadere di nuovo questo terribile capitolo della storia dell'umanità.

La proposta del team si basa sulla volontà di creare un'immagine identificabile che permetta alla gente di concentrarsi sull'immensità del messaggio trasmesso. Il boschetto di cipressi si erge come a voler simboleggiare la vita, la crescita e la speranza, anche di fronte alle avversità. 


© Anish Kapoor and Zaha Hadid Architects & Malcolm Reading Consultants

Caruso St John Architects, Marcus Taylor e Rachel Whiteread con Vogt Landscape Architects, Arup Lighting e David Bonnett Associates


© Caruso St John Architects, Marcus Taylor and Rachel Whiteread & Malcolm Reading Consultants

Gli eventi catastrofici della Shoah hanno avuto luogo fuori dal Regno Unito e non sono presenti testimonianze delle atrocità compiute nei confronti degli Ebrei sul suolo britannico. Creare un memoriale a Londra, quindi, non vuol dire ricordare un luogo particolare, ma abbracciare un tema universale e creare uno spazio dove chi ha vissuto quei momenti ed è sopravvissuto abbia la possibilità di dare testimonianza.

La proposta consiste in due parti: una scultura dalla struttura traslucida fuori terra e una serie di grandi camere sotto terra. La scultura porta la luce naturale nel più grande degli spazi sotterranei, la "Hall of Voices", dove i visitatori potranno ascoltare i racconti dei sopravvissuti all'Olocausto e scoprire direttamente come le vite e i legami di quelle persone siano stati distrutti.  


© Caruso St John Architects, Marcus Taylor and Rachel Whiteread & Malcolm Reading Consultants

Diamond Schmitt Architects con Ralph Appelbaum Associates, Martha Schwartz Partners e Arup


© Diamond Schmitt Architects & Malcolm Reading Consultants

Il design della proposta rivela gradualmente un potere che ha portato ad un orrore di proporzioni fino ad allora inimmaginabili. L'edificio è appropriato a questa gravità e si pone come un'architettura nata per tramandare la memoria e per fare in modo che la storia non si ripeta. Il Memoriale vuole riaccendere la speranza di tutti coloro che, ancora oggi, si sentono minacciati per la fede, l'etnia o il genere, perché si tratta di un argomento che riguarda tutti, anche se a volte sembra un prezzo da far pagare solo agli altri.


© Diamond Schmitt Architects & Malcolm Reading Consultants

Foster + Partners e Michal Rovner con Simon Schama, Avner Shalev, Future\Pace, Local Projects, Samantha Heywood, David Bonnett Associates, Tillotson Design Associates e Whybrow


© Foster + Partners and Michal Rovner & Malcolm Reading Consultants

Con il minimo impatto sul parco, una rampa scende sotto il terreno, evocando i binari che attraversavano i campi di concentramento e i corridoi in mattoni marroni allineati che conducevano alle camere a gas. La superficie del Memoriale si trova nel paesaggio e si inserisce in esso come una piastra leggermente arcuata in acciaio arrugginito sull'asse trasversale dei Victoria Tower Gardens. L'ingresso della rampa è identificato da una scultura di libri rotti, che ricordano i milioni di testi bruciati dai nazisti nel 1933, con le parole di Heinrich Heine: "Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini". 


© Foster + Partners and Michal Rovner & Malcolm Reading Consultants

heneghan peng con Gustafson Porter + Bowman, Event, Sven Anderson, Bartenbach, Arup, Bruce Mau Design, BuroHappold, Mamou-Mani, Turner & Townsend, PFB, Andrew Ingham & Associates e LMNB


© heneghan peng architects & Malcolm Reading Consultants

L'obiettivo del team è quello di progettare un Memoriale e un Centro di apprendimento che non facciano mai dimenticare l'Olocausto. Il primo è un orecchio che collega i visitatori direttamente con le voci e con le testimonianze di chi ha vissuto quella terribile esperienza. I visitatori scendono dai giardini attraverso una serie di passaggi, incontrando le singole voci, parti di un racconto collettivo, di chi ricorda gli orrori del passato e il rischio del ritorno di autoritarismo e barbarie nel mondo contemporaneo. 

Con la salita alla torre si percepisce un senso di unità di scopo nella ricerca di una società libera e tollerante, basata sul desiderio collettivo di difesa di questi principi. 


© heneghan peng architects & Malcolm Reading Consultants

John McAslan + Partners e MASS Design Group con Lily Jencks Studio, Local Projects and Arup


© John McAslan + Partners and MASS Design Group & Malcolm Reading Consultants

Nella tradizione ebraica la posa di una pietra su una tomba simboleggia una visita da parte dei parenti che vogliono ricordare il defunto. Questo semplice atto è in grado di legare insieme intere generazioni. L'etimologia stessa della parola ebraica usata per "pietra" suggerisce una continuità tra padre e figlio. L'eredità dell'Olocausto è una perdita dolorosa di generazioni per la quale devono essere collocate ancora milioni di pietre, simbolo di un'eredità che attraversa i secoli e l'umanità intera. La proposta del team è, proprio per questo motivo, quella di posizionare 6 milioni di pietre in un edificio posto al centro di Londra. 


© John McAslan + Partners and MASS Design Group & Malcolm Reading Consultants

Lahdelma & Mahlamäki Architects e David Morley Architects con Ralph Appelbaum Associates, Hemgård Landscape Design, Barbara Kirshenblatt-Gimblett, Dani Karavan e Arup


© Lahdelma & Mahlamäki Architects and David Morley Architects & Malcolm Reading Consultants

L'edificio che deve raccontare e testimoniare l'Olocausto, la persecuzione e lo sterminio non solo degli Ebrei, ma anche delle altre minoranze è composto da due lastre arcuate posizionate una di fronte all'altra e separate da un corso d'acqua. Il primo arco descrive l'Olocausto, l'altro come è stato sperimentato nel Regno Unito. Il visitatore cammina attraverso gli archi, negli spazi di ruggine, che simboleggiano i binari in ferro dove correvano i treni che portavano le vittime nei campi di concentramento. 


© Lahdelma & Mahlamäki Architects and David Morley Architects & Malcolm Reading Consultants

Studio Libeskind e Haptic Architects con Martha Schwartz Partners, BuroHappold, Lord Cultural Resources, Alan Baxter, Garbers & James e James E. Young


© Studio Libeskind and Haptic Architects & Malcolm Reading Consultants

Il progetto ripropone l'ombra che incomberà ormai per sempre sulla storia della civiltà per colpa dell'Olocausto. I visitatori sono accompagnati da quest'ombra anche mentre si addentrano nel piano interrato, camminando lungo una vasta rampa di legno che li porta all'interno dell'edificio, dove regna l'oscurità illuminata soltanto dalla luce del proiettore. In mezzo al buio si vede una sola traccia, il cammino della speranza, che guida il pubblico verso una piattaforma affacciata sul Tamigi. Il messaggio del progetto è chiaro: chi dimentica l'Olocausto mette in pericolo la civiltà e per non dimenticare l'orrore, è necessario che questo venga ripetutamente mostrato.


© Studio Libeskind and Haptic Architects & Malcolm Reading Consultants

Per maggiori informazioni visitare www.competitions.malcomreading.com.uk.

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